LombalgiaChi non ha mai sofferto di lombalgia almeno una volta nella vita? E tra gli atleti? La risposta ad entrambe le domande è la stessa: nessuno. Il dolore lombare nelle società industrializzate è sicuramente molto comune ed almeno l'80% (stima indicativa) della popolazione generale ha sofferto, almeno una volta nella vita di lombalgia.

In genere, questo stato doloroso che interessa la porzione lombare della colonna vertebrale colpisce più frequentemente i soggetti con una età compresa tra i trentacinque ed i sessanta anni, senza differenza di sesso o razza. In buona parte dei casi, almeno il 50%, questa si risolve semplicemente in 48-72 ore, tuttavia nel caso di una persistenza della sintomatologia dolorosa, l'intervento medico risulta utile per capire la causa e quindi per stabilire l'adeguato trattamento terapeutico.


Per capire i principi meccanici che stanno alla base di un quadro clinico del genere, bisogna partire dallo stato fisiologico della colonna vertebrale lombare.

Il tratto lombare della colonna vertebrale è costituito da 5 vertebre - dette appunto lombari (vedi Fig. 1):

  • la prima lombare si articola con l'ultima delle vertebre dorsale
  • l'ultima lombare con la prima dell’osso sacro.

Figura 1 – colonna vertebrale: il sostegno principale del corpo umano

colonna vetebrale

Le vertebre, nel loro complesso rappresentano semplicemente dei mattoni impilati l'uno sull’altro, una sorta di "impalcatura" su cui si regge il corpo umano ed al cui interno decorre il midollo spinale, struttura nervosa che trasporta i segnali nervosi dal cervello alle varie parti del corpo e viceversa (vedi Fig. 2)

Figura 2 – rachide lombare nella sezione sagittale

rachide lombare

Tuttavia, a differenza dei mattoni impilati, le vertebre sono parzialmente mobili tra di loro, e ciò è consentito da muscoli, legamenti e dischi intervertebrali: questi ultimi sono una sorta di "ammortizzatore" posto tra un corpo vertebrale e l'altro ed hanno la principale funzione di smorzare, attenuare, ammortizzare il peso del corpo sulle vertebre (vedi Fig. 3).

 

Figura 3 – disco intervertebrale visto lateralmente (A) ed in sezione (B)

disco intervetebrale

Tra una vertebra e l'altra, la presenza di questi dischi intervertebrali agevola inoltre la presenza di fori da cui fuoriescono i nervi che collegano il midollo spinale con le varie parti del corpo. Sulla base delle semplici descrizioni fatte del rachide e del midollo spinale, si intuisce come la lombalgia possa essere un sintomo legato alla perdita dei rapporti anatomici e funzionali delle componenti che la costituiscono.

Il dolore lombare ha origini multifattoriali: in tal senso si identificano diversi fattori di rischio, tra cui la riduzione dell'attività fisica, le posture prolungate scorrette, le eccessive sollecitazioni meccaniche. Tra i principali fattori scatenanti una lombalgia si devono ricordare:

  • traumi diretti
  • sovraccarichi funzionali - affaticamenti
  • infezioni -infiammazioni
  • tumori
  • alterazioni biomeccaniche

Il trauma è una causa comune di lombalgia, e può coinvolgere sia la muscolatura lombare (distrazione, strappo, contusione), sia l'apparato legamentoso ed articolare (ad esempio nelle distorsioni) sia l'osso stesso (ad esempio la frattura di un corpo vertebrale). Tra i sovraccarichi funzionali, la forma più comune invece è rappresentata dalla degenerazione di un disco intervertebrale, la cui riduzione in spessore comporta una compressione delle radici nervose che fuoriescono dal midollo spinale.

Tra le infezioni-infiammazioni un cenno meritano, anche se la loro frequenza è minore, le miositi, le entesopatie, le artriti, le spondiliti e gli ascessi, che seguono un iter clinico-diagnostico-terapeutico specifico, così come le lombalgie conseguenti a tumori (sarcoma, osteoma, eccetera).
Le alterazioni biomeccaniche riassumono invece la stragrande maggioranza di lombalgie ed è su queste che evidenzieremo gli elementi salienti di una lombalgia. Oggi, genericamente, le lombalgie vengono distinte appunto in:

  • lombalgia di origine meccanica (90% dei casi);
  • lombalgia di origine viscerale non meccanica (10% dei casi).

Le caratteristiche del dolore lombare possono in sé essere già indicative del tipo di lombalgia, in quanto sono notevolmente differenti (vedi tabella 1).

Tabella 1 – differenze del dolore nelle lombalgie meccaniche e non meccaniche

lombalgie meccaniche e non meccaniche

Da quanto detto si percepisce la necessità di porre un'adeguata diagnosi, in quanto ciò può consentire il migliore approccio terapeutico alla lombalgia, evitando così lunghi periodi di convalescenza. La terapia in sé prevede un approccio variegato, che va dalla somministrazione di farmaci anti-infiammatori, alla fisioterapia ed alla ginnastica, da effettuare sempre sotto prescrizione medica.