Rappresentazione di caduta per terra

La locuzione “lesione di Hill-Sachs” si riferisce ad una patologia della articolazione gleno-omerale (la spalla) che articola la fossa glenoidea della scapola con la testa dell’omero. Questa articolazione ha una elevata mobilità e può in taluni casi andare incontro al fenomeno della lussazione (dislocazione), evento traumatico che consiste nella perdita a seguito generalmente di traumi del rapporto articolare tra le ossa.

Cos'è la lesione di Hill-Sachs?

La lussazione della spalla, o lussazione gleno-omerale, può determinare, specie se le ossa nell’evento traumatico, si toccano tra di loro, urtandosi, quella che si chiama lesione di Hill-Sachs, che consiste in una lesione del margine della glena scapolare e del profilo della testa omerale, a seguito del primo trauma.

Quali sono le cause della Lesione di Hill-Sachs?

La perdita di compattezza della superficie articolare espone l’articolazione al rischio di recidive. L'incidenza di queste lesioni in un quadro di instabilità gleno-omerale è relativamente elevata e si avvicina al 100% nei soggetti con recidiva di instabilità della spalla anteriore.

Il trauma tipicamente avviene in eventi traumatici stradali (caduta a terra da un motociclo) oppure a seguito di traumi sportivi da contatto (calcio, rugby, football americano, pallacanestro, eccetera).

Il movimento caratteristico è quello della caduta a terra con braccio elevato, abdotto e extraruotato. La lussazione può ridursi spontaneamente o necessitare di una riduzione attraverso l’intervento medico, ma subito dopo un evento del genere una radiografia, ed ancor meglio una risonanza magnetica o una TAC possono confermare il sospetto diagnostico, specie se ad un primo evento di lussazione, ne seguono altri anche per traumi meno cruenti (lussazione recidivante).

Come si diagnostica La lesione di Hill-Sachs?

TAC e risonanza magnetica in questi casi sono utili per definire la presenza anche di altri elementi mio tendinei e legamentosi. La storia clinica e l’approccio medico in questi casi è fondamentale: un importante prova per esaminare fisicamente un infortunio con Hill-Sachs è il test di apprensione ossea.

Il medico porta il braccio in una sottrazione 45 gradi e una rotazione esterna 45 gradi. La pressione viene applicata con la mano sulla testa omerale. Il test è positivo se il dolore si presenta, o se il muscolo si contrae di riflesso, nel caso di una sublussazione.

Oltre al test dell’apprensione si usa anche il Test di delocalizzazione di Jobes ed una accurata visita consente di rilevare anche crepitio della articolazione nel movimento.

Come si cura la Lesione di Hill-Sachs?

Stabilita la diagnosi il trattamento è in funzione delle aspettative del paziente: un mancato ripristino chirurgico della articolazione porta ad una limitazione funzionale della stessa, a rischio di recidive di lussazione o di infiammazioni. Diversi studi hanno dimostrato che quando il numero di dislocazioni aumenta, l'incidenza e la dimensione della lesione di Hill Sachs aumenta; molti autori ritengono che il trattamento chirurgico della lussazione di spalla recidivante è indicato quando un paziente ha avuto più di cinque lussazioni della spalla, tuttavia un discreto numero di casi con lesione Hill-Sachs può essere gestito senza interventi, soprattutto se vi è un minimo di perdita ossea glenoidea e senza significativo coinvolgimento della testa omerale.

In questi casi è importante gestire l'instabilità, considerando sette fattori chiave:

  • insorgenza di patologia (l’evento traumatico),
  • grado di instabilità (lussazione),
  • frequenza di dislocazione (acuta/cronica),
  • senso di instabilità (anteriore),
  • patologie concomitanti,
  • controllo neuromuscolare.

Un rinforzo della struttura muscolare attorno alla spalla è un elemento che può certamente limitare le recidive di lussazione, specie se si associa all’uso di tutori stabilizzanti per la spalla. Se siamo di fronte ad un giovane paziente, che ha delle aspettative di vita e di funzione della spalla per lungo tempo, dobbiamo necessariamente considerare, nel caso di lesione di Hill-Sachs, l’approccio chirurgico finalizzato alla ricostituzione dei margini anatomici che ancorano l’omero alla spalla.

Come si interviene nelle Lesione di Hill-Sachs?

La maggior parte delle lesioni di Hill-Sachs sono trattate con tecniche che tendono ad aumentare la superficie ossea della base della glenoidee, e tra queste la più usata è la procedura Latarjet, che tuttavia, non esclude a priori il rischio di una evoluzione peggiorativa in artrosi di spalla.

Un secondo metodo che sta prendendo piede è l'artroplastica percutanea (omero plastica), una tecnica che con scarsa invasività consente di riempire la lesione utilizzando un tampone osseo; vi sono poi le tecniche ossee che includono la creazione do tappi di osso autologo, associati a trapianti osteoarticolari e osteotomie correttive. In genere, se gli interventi hanno un buon decorso, una buona programmazione della fisioterapia permette il recupero articolare a 30 giorni, ed il ripristino completo a quattro mesi dall’intervento.