Spalla norlame e spalla di Bankart

La spalla è una struttura articolare complessa, capace di una mobilità ed al contempo di una stabilità straordinaria. Fornisce più movimento di qualsiasi altra articolazione del corpo umano, e questa ampia gamma di movimenti è il frutto di un complesso di relazioni dinamiche tra forze muscolari, tensioni legamentose, e articolazioni ossee.

Composizione e funzionamento della spalla

Il cingolo scapolare è costituito essenzialmente da una struttura ossea (omero, clavicola, scapola), strutture articolari (glenomerale, acromioclavicolare, sternoclavicolare, scapolotoracica), stabilizzatori statici (cercine glenoideo, capsula, legamenti), stabilizzatori dinamici (muscoli della cuffia dei rotatori, deltoide, stabilizzatori della scapola).

Stabilizzatori statici e dinamici permettono alla spalla un ampia gamma di movimenti nello spazio, tuttavia espongono la stessa ad un maggior rischio di traumi; di tutti gli elementi costitutivi di una spalla, l’architettura ossea dell’articolazione gleno-omerale, con una grande superficie articolare delle testa omerale e una superficie articolare glenoidea relativamente piccola, è l’elemento fondamentale, che deve la sua funzionalità alla stabilizzazione legamentosa e muscolare durante tutto il suo arco di movimento.

Quali sono i problemi che si possono riscontrare alla spalla?

Se uno solo degli stabilizzatori statici o dinamici subisce un danno da trauma o da usura, la spalla stessa è a serio rischio di infortunio. La maggior parte del movimento dell’omero avviene a livello della articolazione glenomerale, una enartrosi in cui la congruenza e la stabilità sono state sacrificate per ottenere la massima mobilità. Infatti, l’articolazione è capace di un’estrema mobilità per la notevole differenza tra la grande superficie della testa omerale e la piccola superficie articolare della fossa glenoidea.

A dispetto di questa mancanza di copertura da parte della superficie articolare, per compensazione legamenti, capsule e muscoli danno stabilità alla struttura ed al contempo consentono i movimenti per come si conoscono. Una disfunzione biomeccanica dovuta a un danno dell’anatomia ossea, delle strutture statiche capsulo-legamentose, o delle strutture muscolari, in seguito a un singolo evento traumatico o a una serie di microtraumi ripetuti può determinare una perdita del rapporto articolare che consente una stabilità del centro di rotazione dell’omero, dunque espone la articolazione ad instabilità; in base alla strutture coinvolte, la direzione dell’instabilità potrà essere principalmente anteriore, inferiore, o posteriore, oppure una combinazione di queste.

Una lesione comune: la lesione di Bankart

Il grado di instabilità potrà variare da una sublussazione fino ad una perdita totale dei rapporti fra le due superfici articolari (lussazione completa), con associate lesioni a carico delle strutture ossee, legamentose, o muscolari. Il paziente con una spalla instabile richiede una visita specialistica adeguata correlata ad esami strumentali importanti (ecografia e radiografia, in prima istanza). Di fronte ad un sospetto di instabilità articolare risonanza magnetica e TAC diventano essenziali e consentono una definizione del quadro clinico. Una forma comune di lesione è la lesione di Bankart in cui i legamenti sono strappati dalla parte anteriore della presa. Una lesione di Bankart consiste in una lacerazione anteriore del labbro glenoideo della spalla, evento in genere conseguente a lussazione anteriore, e talora associato a lesione di Hill-Sachs.

Come si cura la lesione di Bankart?

Questo tipo di lesione si associa a limitazione funzionale, dolore ai massimi gradi di escursione articolare, limitazione algica dei tendini della cuffia, scrosci e crepitii articolari. Di fronte ad una lesione di Bankart, la riparazione chirurgica è essenziale: la normale terapia conservativa (farmaci, fisioterapia, infiltrazioni) alleggeriscono la sintomatologia ma non risolvono il problema e non impediscono il rischio di recidive di lussazione o il peggioramento del quadro clinico. Quando eseguita da un chirurgo di chirurgia esperto ha ottime possibilità di ripristinare la stabilità alla spalla. La chirurgia è considerato per i pazienti con instabilità o sentimenti di instabilità o di apprensione dopo una lussazione della spalla traumatica recidivante o instabilità atraumatica che non ha risposto a un programma di riabilitazione ben condotto. In genere l’artroscopia di spalla consente una restitutio ad integrum significativa, ed il successivo percorso terapeutico riabilitativo è finalizzato al recupero della particolarità prima e poi al potenziamento della muscolatura della cuffia dei rotatori.