ginocchio dolorante con tutoreIl termine gonalgia è molto usato dai medici per indicare una condizione clinica purtroppo comune a tante persone, non solo atleti. Gonalgia è un termine composto che deriva dal greco e significa “dolore al ginocchio”; dunque è un termine con cui si indica un sintomo, cui si associa spesso una limitazione funzionale dell’articolazione.

Esistono diverse forme di gonalgia, si proverà a classificarle per dare un aiuto a chi ha un quadro clinico di dolore con limitazione funzionale del ginocchio.

  • Gonalgia anteriore: il dolore riguarda la regione anteriore del ginocchio, dunque può essere conseguenza di una alterazione, infiammazione, trauma, della articolazione femoro-rotulea e delle strutture annesse (tendine rotuleo, borse sinoviali rotulee, legamenti alari, cartilagine femoro-rotulea).
  • Gonalgia mediale: si definisce tale il dolore che interessa la regione mediale del ginocchio, per intendersi quella parte del ginocchio che si rivolge all’interno, “guardando” il ginocchio contro laterale. Un dolore allocato in sede può dipendere da strutture cartilaginee femorotibiali, borse e tendini della zampa d’oca, ed il menisco mediale, oltre che il legamento collaterale mediale.
  • Gonalgia laterale: è detta tale la sintomatologia dolorosa a carico della regione laterale esterna al ginocchio, in antitesi alla regione mediale di cui si è detto. In questi casi il dolore può derivare da una infiammazione presente in strutture allocate in sede (benderella ileo tibiale, legamento collaterale esterno, borse e tendini peroneali, menisco esterno, legamento collaterale esterno, cartilagini femoro-peroneali).
  • Gonalgia posteriore: si definisce tale il dolore che si localizza dietro al ginocchio, in corrispondenza di un’area che prende il nome di cavo popliteo. In questa regione il dolore si può localizzare a seguito di infiammazioni dei tendini dei flessori della coscia e della gamba, degli annessi del cavo popliteo (si pensi alla cisti di Baker) o dei fasci vascolonervosi annessi.

Le cause di una gonalgia possono essere diverse:

  • da trauma;
  • da sovraccarico funzionale (posture scorrette, dismetrie degli arti, scoliosi, obesità o sovrappeso, eccetera);
  • da usura (lavori pesanti come il piastrellista o il muratore);
  • da malattie infettive (artriti);
  • da malattie metaboliche (malattie della tiroide, osteoporosi, gotta);
  • da malattie reumatiche (artrite reumatoide, artrite psoriasica, eccetera);
  • da tumori (encondromi, osteosarcomi, eccetera).

La diagnosi passa attraverso una adeguata valutazione clinica e gli accertamenti diagnostici del caso (radiografie per valutare i segmenti ossei, ecografia per valutare tendini, muscoli, legamenti di superficie, risonanza magnetica e TAC per studiare le strutture articolari interne, i legamenti ed i menischi), da scegliere sulla base della indicazione dello specialista.

Il percorso terapeutico è vario in base alla diagnosi, a ciò che scatena una gonalgia (appare evidente che di fronte ad una tendinite la terapia è conservativa, con farmaci e fisioterapia, di fronte ad una lesione meniscale l’intervento artroscopico è garantito!).

In ogni caso di fronte ad una gonalgia una persona deve innanzi tutto domandarsi la causa (se ne giorni precedenti ha avuto traumi o si è strapazzato), poi usare ghiaccio, tachipirina e riposo (da associare a tutore o stampelle se il dolore è molto violento) per i primi 3-4 giorni. In presenza di dolore persistente è meglio parlare con un medico.