Vignetta uomo con stomaco in fiamme

Il termine gastrite nervosa è comunemente usato per indicare tutte quelle forme di infiammazione cronica dello stomaco nel quale il sistema nervoso può giocare un ruolo determinante.

Cos'è la gastrite?

L’infiammazione della mucosa gastrica è una condizione che indebolisce la funzione dello stomaco, ma soprattutto la resistenza delle sue pareti all’acido cloridrico che lo stesso stomaco produce con le sue ghiandole per proseguire il processo digestivo degli alimenti avviato con la bocca.

Il sistema nervoso in questo delicato equilibrio può giocare un ruolo importante attraverso alcuni piccoli ormoni (neurotrasmettitori) che se non regolarmente rilasciati, possono da un lato aumentare la secrezione di acido cloridrico, aumentando così la capacità corrosiva dei succhi gastrici, dall’altro riducendo lo spessore e la resistenza della parete gastrica.

Cos'è la gastrite nervosa e quali sono i sintomi?

Gran parte di questi neurotrasmettitori sono modulati anche dal nostro umore, dunque stress, ansia, insonnia, possono contribuire negativamente al delicato equilibrio gastrico.

La gastrite nervosa si manifesta spesso in concomitanza di periodi di stress e la sintomatologia è quella classica:

  • dolore o bruciore alla bocca dello stomaco (alla fine dello sterno),
  • inappetenza,
  • talora dolore che dal petto si irradia al braccio (tanti casi di gastrite nervosa finiscono in ospedale per un sospetto di infarto!),
  • riduzione della capacità  di concentrazione,
  • ipostenia (fiacchezza) e svogliatezza.

L’introduzione di cibo talora attenua il fastidio, in altri casi il dolore aumenta e diventa insostenibile tanto da indurre al vomito o ai conati di vomito.

Come si diagnostica la gastrite nervosa?

Cosa fare di fronte ad una gastrite nervosa? Innanzi tutto bisogna rivolgersi ad uno specialista, verificando e confermando la diagnosi (ecografia addominale, esami ematici, radiografia con mezzo di contrasto del transito esofago-gastrico, gastroscopia sono tra gli esami più comuni).

Come si cura la gastrite nervosa?

Acqua con bollicine

Di fronte a diagnosi certa, bisogna provare a modificare alcuni elementi della propria vita:

  1. Eliminare o ridurre drasticamente in dieta alimenti e bevande che aumentano la acidità gastrica (aromi piccanti, alcolici e superalcolici, formaggi duri stagionati e insaccati, fritture, burro e derivati, caffè, legumi con la buccia, verdure, ortaggi e frutta con filamenti o semini)
  2. Bere acque alcaline o acqua addizionata con anidride carbonica (abbassano la acidità gastrica)
  3. Usare prodotti che proteggono la mucosa gastrica (come il gaviscon) ed altri che riducono la produzione di acido cloridrico (i cosiddetti inibitori di pompa protonica)
  4. Evitare le grosse abbuffate, cercando di fare più pasti al giorno (almeno cinque) contenuti nelle quantità
  5. Eliminare o allontanare quei fattori della vita che inducono stress, inquietudine o ansia al punto di scatenare la gastrite.

Tazza di tisana con foglie di melissa

I primi quattro punti sono in genere “fattibili” per il paziente: più difficile è controllare l’ansia o lo stress: lavori usuranti che alterano il ritmo sonno-veglia, o lavori in ambienti ostili o difficili, situazioni familiari disastrose o problemi economici o di salute dei propri cari non si possono cambiare con la bacchetta magica, ecco perché bisogna considerare, in taluni casi, per la cura della gastrite nervosa, di un aiuto psicologico o neurologico: l’uso di farmaci ansiolitici, nei periodi più difficili può essere un grande ausilio per chi soffre di gastrite nervosa; non di meno per chi può anche la psicoterapia.

Molti si rifugiano anche nell’uso di integratori che “rilassano”: si pensi alla tisane alla melissa, alla camomilla, alla  valeriana, e così via dicendo. Altri addirittura si affidano alle tecniche orientali dell’agopuntura o dello yoga, ma il parere personale è che se c’è qualcosa che aiuta, che ben venga pur di raggiungere l’obiettivo di uno stato di benessere sufficiente.