La fibrosi muscolareIn presenza di una lesione muscolare "mal sanata", l'approccio terapeutico è spesso multi-disciplinare e multi-focale:

  • identificazione ed eliminazione delle cause della fibrosi muscolare (ad esempio, se un paziente ha una fibrosi muscolare ad una gamba secondaria ad un bascullamento del bacino, che crea uno squilibrio di carico sugli arti inferiori, la correzione dello stesso è fondamentale per evitare che la lesione, una volta sanata, si ripresenti). Qui l’approccio deve essere multidisciplinare (preparatore atletico, medico, fisioterapista, atleta…).
  • rimozione della lesione: è sicuramente lavoro del fisioterapista.

I modi in cui il fisioterapista può lavorare su una fibrosi muscolare sono diversi:

  1. fibrolisi manuale (molto dolorosa per chi la subisce, necessita di grande capacità dell’operatore, che una volta identificata la posizione della “cicatrice”, la rimuove “rompendola” con l’ausilio di particolari forbici a punta tonda. La rottura si accompagna ovviamente a versamento emorragico e miolisi che verranno drenate nelle sedute successive: questi step terapeutici prevedono la completa sospensione, durante il periodo di trattamento, della attività sportiva. Si applica particolarmente per le fibrosi propriamente dette.
  2. fibrolisi attraverso onde d’urto: ultrasuoni ad alta potenza radiale, focalizzati sulla lesione, causano una iperemia e “microrotture” che degenerano la fibrosi, rendendola più malleabile e trattabile con le sedute terapeutiche successive. Si applica prevalentemente per le fibrosi con una discreta quota calcifica (miositi, calcificazioni). Seguono poi trattamenti terapeutici di "drenaggio" durante i quali l'atleta deve svolgere una attività fisica finalizzata alla "elasticizzazione" del tessuto muscolare (lavori di forza elastica e di potenziamento isotonico eccentrico).
  3. laserterapia ad alta intensità e tecarterapia: laser ad elevata potenza con forte capacità di penetrazione tissutale e terapia con radiofrequenze sono oggi prese in considerazione per le forme di fibrosi più “fluide” (falde e cisti) e forniscono buoni risultati in tempi relativamente rapidi. Durante questi trattamenti l’atleta deve astenersi da lavori lattacidi o ad impegno submassimale.
  4. terapia infiltrativa: ozonoterapia, cortisonici, gel piastrinico, soluzione fisiologica, sono tra i “prodotti” che alcuni medici possono infiltrare nel tessuto muscolare per la rimozione di tali aderenze muscolari. L’approccio e la scelta dipende molto dal punto in cui si trova la lesione e dalla sua composizione.

Leggi anche:

La Fibrosi Muscolare. Parte prima

La Fibrosi Muscolare. Parte seconda

Cosa ne pensate? Avete opinioni o esperienze in merito che volete condividere con noi? Ogni commento che vorrete lasciare è gradito!