Fumetto con uovo delle caverne che arrostisce carne sul fuoco

Conosciuta anche con termine Paleo Dieta, questo modello dietetico della dieta paleozoica o caveman diet, per il nome, ha suscitato certo molta ilarità, dando l’idea che per dimagrire si dovessero mangiare alimenti del paleozoico o che per mangiare bisognasse cacciarsi il cibo …

Cos'è la dieta paleozoica?

In realtà i promotori (come sempre americani) di questa dieta fai-da-te puntano sugli aspetti istintuali, primitivi, che legano l’uomo al cibo ed alla sua assunzione. Il conteggio delle calorie, della quantità di fibra contenuta, dell’indice glicemico degli alimenti, sono tutti calcoli e teorizzazioni che nulla hanno a che vedere con la necessità e l’stinto di approvvigionamento alimentare dell’uomo, dunque tutte le diete sinora proposte sono destinate al fallimento, proprio perché si allontanano dalla natura umana e dal suo naturale, bestiale, rapporto con il cibo.

I sostenitori della dieta paleozoica o dieta dell’uomo delle caverne, sostengono la necessità di uno stile alimentare che si concentri su prodotti alimentari di epoca paleolitica, principi nutrizionali semplici, che escludano alimenti frutto di allevamenti o di colture intensive; si punta su cibi di provenienza “naturale”, cibi cosiddetti sani (in genere cibi ad alto contenuto nutrizionale con proteine, sali minerali, vitamine, e privi o quasi di zuccheri).

In cosa consiste la dieta paleozoica?

La dieta paleozoica, secondo i sostenitori, non è uno schema da seguire, ma una filosofia di vita, che deve puntare anche alla semplicità dell’assunzione del pasto: mangiare il cibo con le mani, mangiare la frutta con la buccia, disossare la carne con le mani… un modus operandi che richiama ai tempi passati che consentirebbe di godere a fondo il cibo che si mangia. Dunque una vera e propria filosofia alimentare, che attraversa, in questo percorso di recupero all’antico, alcune fasi:

  • Fase uno: dura due settimane, alla sveglia si deve bere un bicchiere d'acqua, durante tutta la giornata si deve mangiare frutta fresca e noci senza sale senza orari specifici, al bisogno e senza una quantità limite. Alla fine della giornata, si deve predisporre un pasto abbondante, dove si mangia quel che si vuole, per soddisfare fame e sensi.
  • Fase due: dura da tre a sei settimane, in base alla compliance del soggetto che fa la dieta. Si continua con l’assunzione di acqua che deve perdurare tutto il giorno, senza assunzione alcuna di alimenti. A questa fase di disintossicazione segue una cena che si basa su alimenti “primitivi”: carne, uova, ortaggi a radice (ma non patate), noci, frutta fresca.
  • Fase tre: questa fase può anche essere illimitata, si continua con l’assunzione diurna di acqua e con una cena sostanziosa, si concede tuttavia che di giorno, di fronte a desideri convulsi di fame, si possano assumere cibi naturali, non trasformati, come carni magre, pesce, ortaggi , semi, noci, frutta.

Anche in questa proposta dietetica, per certi versi estrema, i sostenitori consigliano un incremento del dispendio energetico per perdere peso, stimolare dunque il metabolismo attraverso una attività fisica che non deve essere necessariamente la palestra o la partita di pallone, ma anche semplicemente un aumento dei livelli di attività fisica: camminare di più, fare più scale a piedi, usare il meno possibile auto e motori.

Dal punto di vista nutrizionale siamo di fronte ad una dieta sbilanciata, dieta iperproteica ed ipoglucidica per lo scarso contenuto di zuccheri, che punta a ricondizionare il funzionamento del sistema insulinico. In sé il procedimento non è sbagliato, ma seguire questa dieta richiede anche dei controlli periodici per verificare funzionamento ed integrità di organi come reni e fegato che possono stressarsi nel corso di diete di questo tipo.