la dieta fuori casa

La dieta fuori casa è nata dalle esigenze della vita moderna, il mondo occidentale si è evoluto, ma il modo di stare a tavola negli ultimi anni, è decisamente regredito: non c'è famiglia oggi del mondo occidentale caratterizzata da una elevata frequenza di pasti fuori casa, per motivi di lavoro come per motivi sociali o personali, che rende difficile poter seguire con precisione una qualsiasi prescrizione dietetica. E non sempre ci si può sedere al ristorante ed ordinare quanto previsto da un adeguato regime dietetico, sia per problemi di tempo che per gli elevati costi del ristorante stesso!

  • Che fare dunque?
  • Come seguire un regime alimentare adeguato?
  • Come provare a dimagrire con un siffatto sistema alimentare che non permette in alcuni casi una certa attenzione (anche se non esasperata) alla quantità calorica introdotta?

Qualcosa si può fare: si prenda ad esempio un piatto di pasta di 100 g (quantità standard per un ristorante): se condito con pomodoro, non potrà mai e poi mai avere i grassi e gli zuccheri che si possono avere se condito con carbonara o con panna e pancetta!

Autogestione ed autocontrollo possono consentire, a chi deve usare regolarmente il ristorante o il self service, di seguire un regime dietetico controllato, anche dimagrante, chiamata banalmente dieta fuori casa.

Un pranzo al ristorante dunque, quando è occasionale e dovuto ad incontri sociali e conviviali, deve essere un pasto in cui una persona deve cercare di "limitare i danni"; un pranzo, invece, abitualmente fuori casa, per impegni di lavoro, deve essere strutturato secondo norme dietetiche dettate dal buon senso, indipendentemente che esso avvenga al ristorante, in mensa al bar o al self service.

Alcuni consigli pratici sono:

Acquisizione di una corretta abitudine alle valutazione delle proporzioni

Importante è saper paragonare il più correttamente possibile le quantità dei due piatti, quello del ristorante e quello di casa. Davanti ad un piatto di pasta del risorante bisogna sapere fare un confronto con quello di casa: “E' di più o di meno? Le dimensioni del piatto sono simili? E se sono simili, sono riempiti più o meno allo stesso modo?” Per ben comportarsi fuori casa serve l'acquisizione di una buona capacità di valutare "a occhio" quantità e proporzioni. Ciò si può realizzare solo a casa, con un continuo esercizio di allenamento secondo quanto già illustrato. E' necessario allenarsi ad avere sempre la perfetta padronanza di ciò che fa, evitando di cedere ad impulsi poco razionali o a comportamenti alimentari scorretti per errori di valutazione. Lo sviluppo di una buona capacità di giudizio, infatti, rende il proprio atteggiamento più sereno e tranquillo e rende meno timorosi di possibili imprevisti.

Riflessione sulle scelte

Può essere buona norma provare a consumare fuori casa quei piatti che per tipo di preparazione e cottura più si avvicinano ai piatti abitualmente consumati a casa. Ad esempio: se un eventuale primo piatto sembra più abbondante del consueto si rinuncerà al pane, se la porzione di carne sembra maggiore del solito si rinuncerà al formaggio, eccetera. Quando si può sapere con anticipo della eventualità di un pasto al ristorante si suggerisce di inter-scambiare l'ordine della propria dieta in modo che il pasto in cui è prevista la carne o le sua alternative coincida con il pasto fuori casa. Sapendo di dover consumare un pasto fuori casa sarà pertanto opportuno tentare di prevedere su che tipo di alimenti si orienterà la scelta. Se a cena mangio fuori, e prenderò un secondo, a pranzo potrò mangiare la pasta, e viceversa. Se invece la scelta del primo piatto è inevitabile bisogna orientarsi su preparazioni semplici e più vicine alla prescrizione dietetica. Una porzione di pasta con semplici verdure conterrà sicuramente meno calorie di una porzione di ravioli alla panna o di pappardelle con il ragù... anche nella scelta del secondo piatto conviene seguire tale criterio ed orientarsi sempre su alimenti elementari: piatti poco cotti e pochissimo elaborati (filetto ai ferri, roast-beef all'italiana, carne cruda tipo "Carpaccio", trota oppure pesce di mare in genere ai ferri. Se il contesto della cena rende il gesto inopportuno bisogna tentare, anche in questo caso, di "limitare i danni" introducendo dolci il meno possibile ricchi di calorie. Quando non è possibile, utile è orientarsi sui gelati semplici (artigianali se possibile, mai preconfezionati) o meglio ancora sui sorbetti, evitando sempre "panne cotte", Crème Caramèl e dolci grassi.

Nella riflessione delle scelte, sono fondamentali poi i seguenti punti:

  • a) selezionare il ristorante;
  • b) servirsi sempre di uno schema di riferimento dietetico;
  • c) bere un sorso di acqua d’acqua tra un boccone e l’altro, ottimo metodo per mangiare più lentamente e accelerare il senso di sazietà;
  • d) considerare la pizza non come da evitare ma da limitare una volta alla settimana, tenendo presente che la pizza sostituisce il pasto in cui viene prescritto il consumo di pasta o di riso;
  • e) bere vino solo al termine del pasto (per migliorare il vostro autocontrollo);
  • f) scegliere al momento giusto la porzione di pane allontanando poi il cestino (permetterà di evitare di "pizzicare" prima dell’arrivo delle porzioni).

Per una dieta fuori casa con una alimentazione più rapida, da fast food o bar, sicuramente necessita di una maggiore valutazione ed impegno:

  1. evitare bevande gassate o alcoliche;
  2. scegliere tra panini o pezzi di rosticceria (al forno e non fritti) che contengano prevalentemente ortaggi/verdure a scapito di formaggi e insaccati;
  3. mangiare lentamente intervallando i bocconi con sorsi di acqua;
  4. associare sempre delle fibre, sotto forma di frutta, frullati;
  5. bere molto durante la giornata, attenua il senso di fame.

Seguendo questi pochi ma utili consigli quando mangiate fuori, trarrete grandi benefici sulla vostra salute e sul vostro peso, seguire una Dieta fuori casa non è poi così impegnativo.