Diarrea, la malattia del viaggiatore

Anche se le ferie per molti sono già finite, in qualunque viaggio, anche di lavoro, la diarrea del viaggiatore è un evento comune, specie per i viaggiatori verso i paesi caldi; il quadro clinico di solito è breve (meno di 48-72 ore) e di gravità limitata e si caratterizza con tre-quattro evacuazioni di feci non formate nell'arco di 24 ore ed almeno un sintomo di malattia enterica (nausea, vomito, crampi addominali, febbre, tenesmo, feci ematiche). Causata comunemente dal consumo di alimenti contaminati o acqua contaminata, la malattia è sgradevole e le concause possono essere molteplici: batteri, virus, parassiti, ma talora anche lo stress del viaggio, il cambio dell'alimentazione, il clima, l'altitudine. .

Destinazioni ad alto rischio per la diarrea del viaggiatore sono molte aree del Centro e Sud America, Messico, Africa, Medio Oriente e gran parte dell'Asia. L'evoluzione è favorevole, ma talvolta la malattia può avere un decorso più prolungato protraendosi fino a 10 giorni. Tra i microrganismi responsabili l’Escherichia coli  enterotossigeno e enteroaggregativo sono di gran lunga gli agenti patogeni più comuni. Questi batteri si attaccano al rivestimento del vostro intestino e rilasciano una tossina che provoca diarrea e crampi addominali. Essere attenti a ciò che si mangia e si beve durante il viaggio può ridurre il rischio di diarrea del viaggiatore. E’ buona prassi avere farmaci da usare al bisogno, specie se si è in viaggio per zone ad alto rischio. La diarrea del viaggiatore di solito inizia bruscamente durante il viaggio, si guarisce dopo 2-3 giorni, ma gli episodi si possono ripetere, specie per viaggi lunghi.
I più comuni segni e sintomi di diarrea del viaggiatore sono: insorgenza improvvisa di passaggio di tre o più di feci al giorno, bisogno urgente di defecare (tenesmo rettale), crampi addominali, nausea, vomito, febbre.
A volte, le persone sperimentano da moderata a grave disidratazione, vomito persistente, febbre alta, feci sanguinolente o un forte dolore all'addome o al retto. Se segni e sintomi durano più di tre giorni, potrebbe essere necessario la prescrizione di farmaci, utili nei seguenti casi appunto:

  • Vomito persistente
  • Feci sanguinolente o diarrea grave
  • Una febbre persistente di 39 °C o più
  • Secchezza della bocca o pianto senza lacrime
  • Sonnolenza o torpore
  • Diminuzione del volume di urina (oliguria)

Soggetti a rischio per la malattia e per il perdurare della stessa sono i soggetti anziani, i bambini, i malati di malattie croniche come diabete, malattie cardiache o respiratorie o renali, gli immunodefedati. Per questi soggetti il rischio più grave è la disidratazione: una estrema perdita di liquidi causata dalla diarrea può causare gravi complicazioni, con danno d'organo, shock o coma.
Terapia e prevenzione

Carta igienica

Consigli per scongiurare la malattia sono i seguenti:

  • bere solo bevande "sicure", come quelle che sono state bollite, in bottiglia o gassata (la gassificazione dell'acqua uccide i batteri enteropatogeni, riducendo il pH). Se non si è sicuri della chiusura delle bottiglie, può essere utile l’aggiunta di tintura di iodio (5 gocce / litro) o l’uso di filtri iodinizing
  • fare attenzione all’uso nei cocktail dei cubetti di ghiaccio (è sempre acqua di fonte ignota!)
  • frutta e verdura e ortaggi vanno sempre mangiati sbucciati o lavati con acqua sicura. Anche se la crosta non è mangiata, alimenti come le angurie portano ancora qualche rischio, dal momento che possono essere iniettati con acqua per aumentare il loro peso e quindi il loro prezzo.
  • evitare insalate e verdure crude, avanzi e condimenti in bottiglie aperte, così come cibo da venditori ambulanti.
  • usare il bismuto subsalicilato preventivamente, capace di attività antimicrobica mite nonché antisecretoria e proprietà anti-infiammatorie (si consiglia cautela nei pazienti che assumono altri farmaci che contengono salicilato-o anticoagulanti, come pure per le persone con la gotta o di insufficienza renale cronica
  • preparazioni preventive di lactobacillus sono consigliabili anche per la prevenzione della diarrea del viaggiatore, nella speranza di interferire con la colonizzazione del tratto gastrointestinale da germi patogeni. Quando usati come profilassi, gli antibiotici devono essere prese ogni giorno in dose singola (i fluorochinoloni sono i più usati in prevenzione)

Nel caso di infezione in corso, si usano antibiotici del tratto gastroenterico (fluorochinoloni e tetracicline come ciprofloxacina, ofloxacina, norfloxacina, e levofloxacina, ed altri farmaci contenenti amoxicillina, azitromicina), associati ad antidiarroici, spasmolitici e, ovviamente, ad una dieta in bianco associata ad una importante assunzione di liquidi. La tachipirina per il rialzo termico è da usarsi per temperature uguali o superiori ai 38°C.