la cervicalgiaLa cervicalgia capiamo cos'è? Il rachide cervicale è un segmento della colonna vertebrale che unisce il capo al tronco, formato da sette vertebre, distinguibili in una regione superiore (C1-C2) ed in una inferiore (C3-C7). Il rachide cervicale presenta sul piano sagittale una curvatura di circa 36° a convessità anteriore, detta lordosi che spesso varia in relazione alle modificazioni delle altre curve rachidee ed in genere si fa più marcata nelle persone anziane.

Questo segmento della colonna vertebrale è la parte più mobile di tutta la colonna ma anche la più delicata: una alterazione biomeccanica della sua stabilità che comporti una qualsiasi deviazione della stessa rispetto al baricentro corporeo altererà la distribuzione dei pesi della struttura attraverso tutto il corpo, causando asimmetrie posturali che rappresentano uno squilibrio meccanico e psicologico nel rachide non indifferente.

Cervicalgia è il termine con cui si indica un dolore al rachide cervicale, che può essere secondario a una sofferenza della componente miofasciale (tendini e muscoli) ma anche ad una sofferenza della componente ossea.

La cervicalgia può essere secondaria a traumi (nelle società occidentali il colpo di frusta a seguito di incidenti stradali è la prima causa di cervicalgia) o a microtraumi ripetuti nel tempo (lavori usuranti, posture scorrette prolungate, esposizione a climi o ambienti malsani, umidi e freddi, etc).

La sintomatologia della cervicalgia è caratteristica: dolore al collo, con riduzione della capacità di movimento del capo, associata ad una irradiazione dello stesso dolore sul capo (nucalgia) o sulle braccia (brachialgia). Spesso il dolore si associa ad una ampia gamma di manifestazioni cliniche:

  • vertigini;
  • cefalea;
  • disturbi dell’umore;
  • disturbi aspecifici della vista;
  • acufeni (ronzii, fruscii, soffi e fischi nelle orecchie);
  • ovattamento dell’udito;
  • formicolii delle mani o delle braccia;
  • ipostenia (mancanza di forza) degli arti superiori;
  • alterazioni della sensibilità degli arti superiori.

Questo ampio spettro di sintomi e segni della cervicalgia è conseguente al fatto che il rachide cervicale ospita un complesso di nervi e strutture vascolo-nervose deputate alla funzione dei diversi organi di senso (udito, vista, sensibilità, equilibrio). Ne consegue che quanto questa sorta di centralina subisce degli insulti, queste funzioni possono temporaneamente venir meno, con un grado di sofferenza più o meno grave e con una importante alterazione della qualità di vita.

Nel caso di cervicalgia i presidi terapeutici, una volta effettuata diagnosi con radiografia, TAC, risonanza magnetica (qualora servissero), sono in sé semplici: la terapia medica punta al controllo dell'infiammazione e del dolore con i F.A.N.S. (farmaci antinfiammatori non steroidei) e con i cortisonici, che si associano in base al tipo di paziente, con eventuali associazioni con antidolorifici, miorilassanti; se l'irritazione meccanica prodotta dai movimenti del collo contribuisce ad aumentare i sintomi, risulta efficace per qualche tempo l'uso di un collare che mantenendo rigido il collo consente di tenere il capo ritto risparmiando la muscolatura cervicale.

In caso di cervicalgia, applicazioni di tipo riabilitativo sul rachide (massaggi, fisioterapia con strumentazione dedicata come ultrasuoni, termoterapia, magnetoterapia, correnti antalgiche, radiofrequenze o altro), balneoterapia (i fanghi termali sono sempre più usati nella prevenzione della patologia), e una regolare attività fisica sono di compendio nel controllo della malattia e del rischio di recidive.

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