BorsiteLa Borsite è un termine curioso con il quale si indica genericamente l'infiammazione delle cosiddette borse sinoviali, cuscinetti di liquido che, inseriti tra tendini, legamenti e cartilagini, proteggono le articolazioni da attriti ed usura meccanica. Ginocchia, gomiti, caviglie e spalle sono le articolazioni più generalmente coinvolte da questo processo infiammatorio che può verificarsi in seguito a prolungati contatti con superfici dure o a movimenti ripetitivi. La borsite colpisce anziani e determinate categorie lavorative (un tipico esempio di borsite è il ginocchio della lavandaia), ma gli atleti rappresentano una categoria a rischio (il famoso gomito del tennista altro non è che una borsite!).

Queste parti anatomiche dette borse sinoviali quando si infiammano si manifestano in maniera evidente con un gonfiore pronunciato ed anomalo in corrispondenza della zona coinvolta, accompagnato da un dolore intenso che aumenta con il movimento. La cute, nelle borsiti più superficiali, può apparire calda ed arrossata e nei casi più gravi tumefatta. Talvolta la borsite è secondaria a traumi distorsivi e/o contusivi, rendendo più difficile l'interpretazione dei sintomi, in questi casi è fondamentale una diagnosi medica. Ad oggi si distinguono infatti:

  • Borsite da sfregamento: è la più frequente, conseguente ad attrito meccanico, usura e sfregamento ( si pensi alla borsite del tendine di achille quando le scarpe da corsa sono troppo strette ai talloni!);
  • Borsite chimica: si verifica quando le borse sinoviali si riempiono di particolari sostanze che provengono dai tendini infiammati (tipico nelle patologie metaboliche/autoimmuni, come la psoriasi o la gotta);
  • Borsite settica: la causa dell’infiammazione dipende dalla penetrazione di batteri all’interno della borsa sierosa, per esempio attraverso una lesione cutanea;
  • Borsite emorragica: si verifica in seguito ad un violento trauma subito dall’articolazione, quale una contusione o una lussazione che può causare un versamento di sangue nelle borse sinoviali.

In base alle cause infatti, che determinano l'infiammazione, cambia il percorso terapeutico. A diagnosi effettuata, il trattamento delle borsiti in sé è semplice.

  • Riposo assoluto della articolazione coinvolta e dunque eventuale sospensione della attività sportiva. Innanzi tutto bisogna sospendere le attività che hanno determinato la borsite (quando è di natura meccanica), limitando il più possibile le pressioni della parte coinvolta. Il riposo infatti rappresenta il primo passo verso la guarigione.
  • Taping: bendaggio funzionale dell’articolazione, da effettuare non eccessivamente stretto.
  • Crioterapia nei primi due-tre giorni: applicazione locale di ghiaccio tre-quattro volte al giorno per venti minuti,  per un'azione analgesica ed anti-infiammatoria
  • Termoterapia dopo tre-quattro giorni: applicazione di calore, tre-quattro volte al giorno per 15-20 minuti, per diminuire il senso di dolore, la rigidità articolare e muscolare.

Se dopo tre-quattro giorni dalla prima manifestazione della borsite, non appare un evidente recupero clinico, è utile rivolgersi al medico per identificare la patologia e le cause che l'hanno indotta, per avviare un corretto iter terapeutico risolutivo, che può prevedere:

  • Terapia farmacologica: anti-infiammatori steroidei e non steroidei sono comunemente usati, in forma topica, per bocca e per via sistemica (intramuscolare e/o endovenoso), per accorciare i tempi di recupero.
  • Terapia riabilitativa: ultrasuoni, magnetoterapia, ionoforesi medicata, elettroterapia antalgica
  • Terapia infiltrativa (iniezione all’interno della borsa di cortisonici e/o acido ialuronico)
  • Rimozione chirurgica della borsite (in genere in anestesia locale), se è recidivante.