osso alluce affetto da iperuricemiaCon il termine Iperuricemia si indica nell'uomo una condizione patologica caratterizzata da accumulo inappropriato di acido urico (il limite massimo è di 6,5 mg/dl) nel sangue; una dieta eccessivamente ricca di composti azotati come le purine ed in misura minore le proteine può facilitare l'insorgenza di iperuricemia, le cui cause sono comunque diverse:

  • Iperuricemia da carenza congenita (sindrome di Lesch-Nyhan) dell'enzima ipoxantina-guanina fosforibosiltransferasi(HGPRT), determinata come carattere recessivo legato al cromosoma X.
  • Iperuricemia secondaria a fattori ambientali (sedentarietà, diabete o sindrome plurimetabolica, sovra-alimentazione, uso di farmaci anti-neoplastici come la pirazinamide, abuso di alcool, eccetera).

Nelle prime fasi dell'iperuricemia, la patologia può decorrere in modo asintomatico, spesso diviene manifesta con il termine di "Gotta" nel tempo. La manifestazione "gottosa" della malattia si caratterizza per limitazione funzionale algica di una (monoartrite) o più articolazioni (poliartrite) in cui i sali di acido urico si depositano creando cristalli che alterano la normale biomeccanica muscolo-tendinea, sinoviale e ossea, progredendo verso una progressiva degenerazione e la formazione di "tofi" (grossi depositi di acido urico sottoforma di noduli che possono arrivare a pesare anche alcuni etti a livello delle articolazioni e delle regioni che le circondano, ed in tutte le cartilagini, come quelle delle orecchie o del naso). A queste fasi acute, che spesso insorgono di notte impendendo il sonno, seguono periodi di totale benessere, in cui il paziente non lamenta nulla.

Nella fase acuta si rileva a livello delle articolazioni gonfiore, calore al termotatto e dolenza alla mobilizzazione con conseguente riduzione della funzionalità.

Nell'80% dei casi di iperuricemia e gotta, l'articolazione più frequentemente colpita dalla gotta è quella dell'alluce (uno o entrambi), però la flogosi può interessare anche in prima istanza: piede, caviglia, ginocchio, gomito, polso, spalla. Talvolta l'iperuricemia, perché si manifesti, necessita di fattori scatenanti, che possono essere anche i più vari e disparati tra loro: una lunga camminata o una corsa, una mangiata o una bevuta abbondanti, il passaggio da un livello di altitudine a uno superiore (per esempio dal mare alla montagna), le difficoltà a respirare (per esempio causate dal russare e dal fenomeno delle apnee notturne).

In atto sono disponibili farmaci efficaci nel combattere l'iperuricemia e la gotta, come l'allopurinolo ma ciò non riduce l'importanza del corretto regime dietetico da associarsi ad una riduzione del peso corporeo. In presenza di gotta o iperuricemia è quindi importante escludere tutti gli alimenti ricchi in purine e limitare gli eccessi proteici secondo quanto indicato dalla seguente tabella:

  • Alimenti ad elevato contenuto di purine (da 150 ad 800 mg/100 g): alici o acciughe, sardine, animelle, fegato, rognone, cervello, estratto di carne, selvaggina
  • Alimenti a contenuto medio di purine (da 50 ad 150 mg/100 g): carni, pollame, pesce, crostacei, salumi e insaccati in genere; piselli, fagioli, lenticchie, asparagi, spinaci, cavolfiori, funghi
  • Alimenti a basso contenuto di purine (da 0 ad 15 mg/100 g): latte, uova, formaggi, verdure, ortaggi (eccetto quelli sopraelencati), frutta, pasta e gli altri cereali (fatta eccezione per germe di grano e prodotti integrali)

Bisogna inoltre considerare che una dieta ricca di carboidrati (amido) favorisce l'escrezione di acido urico, mentre una dieta ricca di lipidi e fruttosio favorisce la ritenzione di acido urico, se ne deduce che per un paziente con iperuricemia la dieta dovrebbe quindi essere ricca di acqua (aiuta a smaltire le purine in eccesso), priva degli alimenti ricchi di purine, limitando l’apporto di alcol, grassi e fruttosio (presente soprattutto nei dolci e nella frutta zuccherina ed essiccata come cachi, fichi, uva e banane) e di calorie in genere.

In generale possiamo dire che per l'iperuricemia e la gotta, le abbuffate andrebbero evitate e la riduzione del peso è consigliata.