igroma tendineoIGROMA è un termine insolito ma semplice, con cui i medici indicano la "borsite sierosa asettica", patologia molto comune, soprattutto negli atleti, corrispondente ad una infiammazione delle borse mucose che fisiologicamente consentono lo scivolamento dei tendini sui capi articolari.

Questo tipo di affezione, igroma, ha cause esclusivamente di natura meccanica, quindi il sovraccarico di lavoro di un tendine rappresenta la prima e più frequente causa di infiammazione di queste borse. I meccanismi in genere scatenanti sono la ripetuta compressione della borsa mucosa contro il piano osseo sottostante e l'attrizione, lo sfregamento cioè della stessa sul piano osseo.

 

Fattori costituzionali ed ambientali contribuiscono all'insorgenza dell'Igroma, che può coinvolgere i diversi tendini del corpo: l’igroma prerotuleo, ad esempio è comune nei religiosi (per i frequenti inchini ed inginocchiamenti), così come nelle lavandaie, nei pulitori di pavimenti; l'igroma della zampa d'oca è tipico dei cavallerizzi, l'igroma sottodeltoideo dei portatori di zaino o in sport dove necessitano imbracature del cingolo scapolare e della gabbia toracica.

Analoga affezione può aversi per abnormi salienze ossee (alluce valgo, esostosi, gibbosità); un esempio specifico di igroma che colpisce i corridori (specie di lunghe distanze) è l'igroma calcaneale, di cui esistono due varianti: l'igroma calcaneale superficiale o sottocutaneo, quasi sempre provocato dalla compressione della scarpa (troppo stretta o anatomicamente non rispondente alle esigenze del corridore) e l'igroma calcaneale profondo, noto anche come malattia di Haglund. Questa borsite profonda colpisce la borsa sinoviale sita fra il tendine di Achille e la tuberosità dell'osso del calcagno ed ha come fattore predisponente un'anomalia anatomica specifica, una conformazione a sperone dell'angolo postero-superiore del calcagno. Condizioni di equinismo (ad esempio tacchi alti o correre sulle punte) comprimono l'area già anatomicamente predisposta, scatenando la sintomatologia tipica dell'igroma, con tumefazione in sede con cute arrossata, dolore persistente accentuato al tatto od alla compressione dell’area, crepitio (talora occasionale) riscontrabile alla palpazione o alla mobilizzazione, dovuto a formazione di corpi mobili (orizoidi), cute ispessita ed impotenza funzionale. La diagnosi di queste forme patologiche si basa essenzialmente sulle informazioni anamnestiche e sul quadro clinico, caratteristico per tutti gli igromi.

La terapia per quasi tutti gli igromi è molto semplice consistendo essenzialmente in riposo (eliminando tutti quei movimenti che possono sollecitare l'area interessata) e crioterapia (ghiaccio) ripetuta giornalmente più volte. Per l'igroma può essere utile l'uso di anti-infiammatori locali (gel, pomate, cerotti) o sistemici (per bocca) per ridurre i tempi di recupero, così come è opportuno modificare o sostituire le calzature qualora fossero riconosciute responsabili in parte o del tutto del quadro patologico. La fisioterapia (ultrasuoni e laser) va presa in considerazione per quegli igromi resistenti ai comuni presidi terapeutici sopra indicati. Per queste patologie è sconsigliata l'infiltrazione mesoterapica, in quanto potrebbe essere controproducente; l'iniezione locale di cortisonici può infatti da un lato falsare la sensazione di recupero, dall'altro indebolire le strutture capsulari in sede di iniezione. Un discorso a parte va fatto poi per l’igroma di Haglund, di cui si è detto: per questa patologia infatti la guarigione si ha solo con una sezione chirurgica dell'angolo postero-superiore del calcagno, mantenendo comunque integra la borsa mucosa in sede.

 

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