Artrite reumatoide nelle mani di un'anzianaL'Artrite Reumatoide rappresenta il prototipo delle malattie reumatiche croniche (vedi anche la malattia di Still), la cui patogenesi, su base auto-immunitaria, non è stata ancora chiarita. Ad oggi si identifica un evento scatenante, non specifico, in forma di stimolazione antigenica (antigene esogeno, batterio, virus?), ed una predisposizione di natura genetica, coinvolgente in particolare i geni che controllano il sistema immunitario (in particolare si parla con insistenza dei geni sul braccio corto del cromosoma VI).

Nell'artrite reumatoide il "corto circuito" del sistema immunitario induce una progressiva aggressione immotivata che tende a cronicizzare del tessuto sinoviale delle articolazioni, delle guaine tendinee, dei recessi articolari e delle borse: la membrana sinoviale che avvolge le articolazioni diventa il campo di battaglia di un processo infiammatorio auto aggressivo che alterano progressivamente il panno sinoviale che da “sottile e fluido” diventa progressivamente ispessito, ruvido, portando così ad attrito, impotenza funzionale, dolore.

La "sinovite reumatoide" è dunque un processo flogistico che degenera il tessuto sinoviale che diviene un panno che erode la cartilagine articolare portando progressivamente al disfacimento dei capi ossei articolari e dunque alla deformazione ed alla ipovalidità funzionale.

Nell'artrite reumatoide le articolazioni sono iperalgiche, minimi stress di natura meccanica, brusche variazioni metereologiche in termine di temperatura, umidità e pressione atmosferica sono in grado di causare vivo dolore, con rigidità funzionale, specie al mattino: i sintomi si attenuano con il progressivo movimento, e con il tepore, salvo riprendere di intensità la sera in seguito ad eccessivo lavoro meccanico.

 

Una delle complicanze dell'artrite reumatoide è l’osteonecrosi asettica dell’articolazione coxofemorale, da attribuirsi alla lesione arteritica locale. La diagnosi si basa su una serie elementi essenziali: predisposizione familiare, valutazione clinica del medico osservatore, radiografie, esami ematochimici specifici (ad esempio il Fattore Reumatoide, la VES, la PCR, o gli autoanticorpi ANA positivi), analisi del DNA. Anche in questo caso la terapia va modulata sul paziente: corticosteroidi, fans, fisioterapia, immunosoppressori hanno ampia applicazione e vanno "miscelati" tra loro sulla base delle indicazioni di uno specialista. Un elemento comune a tutte le forme di artrite reumatoide è la necessità di eseguire regolarmente attività fisica.

Diversi studi internazionali hanno dimostrato che una blanda ma regolare attività fisica riduce le recidive della malattia, limitando altresì il rischio di degenerazioni e blocchi articolari, agendo sia sul sistema immunitario sotto forma di naturale modulatore, sia "oliando" le articolazioni con il semplice movimento, sia mantenendo il peso corporeo entro i limiti di norma accettabili per articolazioni logorate dalla malattia.

Ti è piaciuto questo articolo sull'Artrite Reumatoide? Poni tranquillamente una domanda tramite lo spazio dei commenti.