AppendiciteSi definisce appendice una struttura a forma di piccolo tubo collegata alla parte inferiore e mediale dell’intestino cieco, somigliante per caratteristiche morfologiche ad un lombrico e dunque anche detta “appendice vermiforme”. Questo grosso “verme” attaccato all’intestino, dalla lunghezza variabile (da 2 a 25 cm), può infiammarsi e dare seguito ad un processo che prende il nome di appendicite.

L’appendicite si può manifestare in due forme: appendicite acuta (quando l’infiammazione si sviluppa nell’arco di pochi giorni/ore) e appendicite cronica (quando l’infiammazione, mai seguita da intervento di rimozione della appendice, si ripresenta più volte in forma blanda, con sintomi più sfumati).

Le cause di una appendicite sono diverse:

  • struttura dell’appendice (scientificamente è noto che una maggiore lunghezza dell’appendice si associa ad una maggior rischio di infiammazione)
  • predisposizione personale (ci sono soggetti più delicati rispetto ad altri, i bambini sono più a rischio nella popolazione, così come il sesso maschile è colpito più del femminile)
  • alimentazione squilibrata o eccessiva
  • accumulo di coproliti (piccole concrezioni fecali che possono irritare il tessuto appendicolare)
  • accumulo di corpi estranei (noccioli, uva, ciliegie, peperoni possono ostruire o irritare l’appendice)
  • presenza di parassiti intestinali (sono un esempio gli ossiuri)
  • ipertrofia del tessuto linfatico (soggetti con frequenti infezioni possono presentare il tessuto linfatico ingrossato e dunque favorire il processo appendicolare)
  • mal posizionamento, compressione, aderenze dei tessuti limitrofi (possono provocare compressione meccanica e aumentare il rischio di infiammazione)
  • alterazione della flora microbica intestinale

Il processo infiammatorio dell’appendice segue una evoluzione Appendicite(Fase catarrale, Fase flemmonosa, Fase gangrenosa) al cui culmine può seguire la perforazione dello stesso segmento con quadro di appendicite acuta fulminante. Ad ogni fase di infiammazione corrispondono segni e i sintomi che possono essere genericamente così riassunti:

  • Dolore addominale / inguinale (intensità varia in base all’evoluzione della malattia ed alla sensibilità della persona
  • Nausea e Vomito
  • Assenza di fame (Anoressia)
  • Disturbi della defecazione (si possono verificare sia diarrea che stipsi)
  • Ipostenia (mancanza di forza) generalizzata
  • Pallore e torpore
  • Febbre (in genere si presenta intorno ai 38 °C)
  • Crampi addominali ed addome duro, dolente alla palpazione

La diagnosi, da affidare ad un medico, prevede una valutazione clinica (utili sono le manovre di Blumberg, di Rovsing, la manovra dello Psoas, e la pressione specifica di alcuni punti dell’addome) da associarsi ad esami di sangue che evidenziano in genere un aumento dei globuli bianchi (leucocitosi neutrofila), radiografie dirette dell'addome, TAC (tomografia assiale computerizzata) e soprattutto ecografia addominale.

La terapia dell'appendicite acuta, che non risponde ad una terapia anti-infiammatoria ed antibiotica ed alimentare, è esclusivamente chirurgica. L'orientamento attuale è quello di intervenire precocemente possibilmente evitando interventi alla vecchia maniera (a cielo aperto, con il taglio per intenderci, da prediligere in situazioni complicate come in presenza del piastrone appendicolare o di peritonite) e prediligendo le tecniche in laparoscopia. Queste ultime infatti permettono di esplorare senza difficoltà tutta la cavità addominale, di intervenire su eventuali patologie concomitanti, con un minor rischio di formazione di laparoceli post-operatori e con migliori risultati estetici e con tempi di recupero post-operatorio più rapidi.

L’appendicite cronica è una infiammazione cronica della appendice che si differenzia dalla acuta in quanto non si ha mai un acme in termini di sintomi e segni clinici, in quanto entità nosologica, pone alcuni problemi di carattere eziopatogenetico (qual è cioè la causa iniziale) e clinico. Ci sono due teorie:

  1. l’appendicite cronica nasce come tale sin dall’inizio;
  2. l’appendicite cronica diventa tale dopo un fatto acuto risoltosi senza intervento.

È probabile che la seconda ipotesi sia quella più corretta: lo stile di vita corretto può contribuire ad evitare che l’episodio acuto si cronicizzi, altrimenti lo stato di cronicizzazione della infiammazione è tale da non fornire un recupero completo se non con intervento chirurgico. Il quadro clinico è quello della forma acuta ma più attenuato, gestibile con dieta e disinfettanti intestinali.

Ma che dieta bisogna seguire in presenza di un quadro di appendicite? Sia per le forme acute che per le croniche, il regime dietetico corretto è importante e può usarsi anche come strumento "preventivo":

  • consumare pasti abbastanza piccoli ripartendoli nel corso della giornata;
  • masticazione dei cibi lenta ed accurata;
  • evitare le abbuffate;
  • evitare, o ridurre significativamente l’uso di insaccati, alcolici e superalcolici, formaggi fermentati e grassi, carni grasse, pesci grassi, crostacei e molluschi, lardo, strutto, pasticceria elaborata, cacao e cioccolato, curry, noce moscata, pepe, peperoncino, spezie, caffè, the, bevande gassate o con caffeina;
  • consumare verdure (carote, finocchi, insalata, melanzane e zucchine), carni bianche o rosse magre, pesci magri, alimenti come yogurt e fermenti lattici;
  • preferire piatti semplici evitando particolari elaborazioni e intingoli, con cottura ai ferri o a vapore, evitare fritture.

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