Angina CardiacaCosa significa angina cardiaca? Il termine angina deriva dal latino angor (soffocamento, affanno), il termine angina è usato in medicina per definire una condizione clinica in cui la sofferenza funzionale del cuore si manifesta appunto con affanno e dolore.

Scientificamente si distinguono:

  1. Angina pectoris (si caratterizza per un dolore toracico dovuto ad ischemia del cuore transitoria, generalmente di tipo gravativo, con un senso di oppressione toracica);
  2. Angina stabile (condizione clinica dovuta a episodi di ischemia miocardica transitoria che si manifesta solo dopo stress o durante uno sforzo);
  3. Angina instabile (in questa condizione clinica il paziente presenta la comparsa a riposo di oppressione o dolore toracico, con durata variabile ma sempre maggiore a dieci minuti e con una intensità media più alta e gravosa);
  4. Angina di Prinzmetal (è una variante di angina secondaria a episodi di ischemia miocardica transitoria per un vasospasmo coronarico).

L'angina cardiaca è dunque un sintomo, espressione di una sofferenza del cuore mano non di un danno cardiaco permanente conseguente ad una diminuzione del flusso sanguigno che "nutre" il cuore transitorio. Le caratteristiche del dolore anginoso sono più o meno variabili:

  • dolore retrosternale costrittivo o trafittivo;
  • senso di oppressione del torace, associato a sensazione di sconforto;
  • sensazione di mancanza del respiro;
  • ipostenia (sensazione di mancamento di forze);
  • in alcuni casi il dolore è intenso, si irradia su braccia, spalle, mandibola e collo oppure sulla schiena;
  • aumento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e della sudorazione.

In base alla causa scatenante, l'angina cardiaca può essere:

  • primaria: è una forma conseguente a reali modificazioni in senso riduttivo del calibro coronarico per spasmi transitori di un vaso coronarico il cui calibro è ridotto per la presenza di placche aterosclerotiche (grasso);
  • secondaria: è una forma in cui l'ischemia miocardica transitoria è dovuta a un aumento della richiesta del flusso di sangue al cuore (quindi sotto sforzo) in presenza di ostruzioni coronariche che a riposo non condizionano la efficienza del cuore, attivament e pregiudicano la sua funzionalità.

Fattori di rischio nella condizione clinica dell'angina cardiaca sono:

  • età (maggiore è l'età maggiore è il rischio);
  • familiarità alla malattia;
  • sesso (i maschi sono più a rischio delle donne);
  • menopausa (per le donne);
  • diabete (le alterazioni della glicemia alterano il flusso del sangue e facilitano la formazione di occlusioni);
  • stile di vita sedentario;
  • stress o attività lavorative usuranti;
  • malattie metaboliche come ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, iperuricemia;
  • fumo di sigaretta (facilita la formazione di placche nei vasi arteriosi, riducendone il calibro);
  • aumento del grasso corporeo (sovrappeso ed obesità).

E' evidente che se l'angina cardiaca non è diagnosticata, a medio-lungo termine il soggetto si espone al rischio di infarto e di morte improvvisa.

La diagnosi dell'angina pectoris è relativamente facile, si basa sulla condizione clinica descritta e supportata in prima istanza da un elettrocardiogramma a riposo.

Spesso, in presenza di dolore, il tracciato a riposo può essere diagnostico, lontano dalla condizione di dolore è più utile sollecitare il cuore ad uno stress e analizzarlo appunto con un elettrocardiogramma da sforzo, un elettrocardiogramma dinamico ed un eventuale ecocardiogramma, basale e dinamico. Una volta definita la diagnosi, la terapia in sé è semplice a dirsi piuttosto che a farsi, specie relativamente alle modifiche dello stile di vita:

  • modificazioni dello stile di vita (più sport, meno sedentarietà, abolizione di fumo di sigaretta, controllo del peso corporeo e riduzione ove necessario, regime dietetico equilibrato, riduzione dei fattori di stress);
  • integratori alimentari finalizzati alla diluizione in modo naturale del sangue ed alla prevenzione nella formazione di placche ateromasiche ed occlusioni vascolari (acidi grassi omega-3, coenzima Q10, carnitina, antiossidanti, eccetera);
  • farmaci con funzione dilatatoria del sistema di “irrigazione” del cuore (nitroderivati, calcio-antagonisti, beta-bloccanti) e di diluizione del sangue stesso (cardioaspirina).

Se l'angina cardiaca è conseguente ad importanti compromissioni del flusso vascolare nel cuore, necessita, una volta identificato il tratto vascolare occluso parzialmente, un intervento di “ricanalizzazione”: l'angioplastica coronarica o l'innesto di bypass aorto-coronarico (CABG, Coronary Artery Bypass Graft) sono ad oggi le tecniche validate per un ripristino della funzionalità e della efficienza cardiaca.

Se ti è piaciuto l'articolo sull'angina cardiaca o lo ritieni utile, lascia un commento o ppni un domanda.