Alluce valgoSi definisce alluce valgo, la deformità meccanica dell'alluce, monolaterale o bilaterale. Esso consiste in una deviazione laterale del primo dito che si rivolge verso le altre dita, le quali a loro volta perdono progressivamente la loro normale linearità e flessibilità, deformando l'avampiede a guisa di ventaglio.

Questa particolare disposizione meccanica espone a sovraccarico la base dell'alluce stesso, che gonfia, a seguito della infiammazione indotta dall’attrito meccanico anomalo con il terreno e con la scarpa stessa, costituendo così la famosa “cipolla” di cui tanto si parla! Cause e fattori predisponesti all’alluce valgo sono diverse:

  • predisposizione familiare;
  • predisposizione genetica (in un cromosoma, non ancora decifrato, risiede l'informazione genetica responsabile di questa deformità);
  • cause meccaniche (uso prolungato e continuo di scarpe strette o che terminano a punta, o con tacchi eccessivamente alti);
  • soprappeso e posture inadeguate;
  • intrinseca debolezza e scarso tono muscolare;
  • sesso femminile (nelle donne la predisposizione all’alluce valgo è più comune, da correlarsi forse proprio al ridotto tono muscolare).

E' evidente che l'alluce valgo in sé non è una patologia, ma una deformità che predispone a patologie da sovraccarico, da qui le borsiti locali, tendiniti, l'igroma, le metatarsalgie, le condriti e la degenerazione artrosica che progressivamente possono deteriorare l’avampiede.

La diagnosi dell'alluce valgo è facile e si basa su elementi oggettivi di analisi clinica da associarsi ad accertamenti diagnostici volti ad identificare fattori prognostici o patologie associate (la radiografia, la baropodometria computerizzata, eventuale TC). Il trattamento, specie nelle fasi iniziali, è conservativo e prevede diverso step:

  • ghiaccio in presenza di dolore e tumefazione;
  • anti-infiammatori locali e per bocca;
  • divaricatori notturni e piccole ortesi per “raddrizzare” l’alluce;
  • ortesi plantari (sotto prescrizione medica e dopo accertamenti come radiografie e baropodometria elettronica per l’analisi dell’appoggio plantare);
  • fisioterapia (ultrasuoni, magnetoterapia, ionoforesi e tecarterapia possono dare un ausilio ed attenuare o rallentare l’evoluzione della malattia, da associarsi a esercizi di rafforzamento muscolare);
  • l’allontanamento di scarpe che possano accentuare l’alluce valgo;

Quando la deformità diventa fortemente invalidante o compromette la meccanica di tutto l'avampiede, l'intervento chirurgico può essere risolutivo. Ad oggi, una tecnica sempre più considerata per la sua scarsa invasività, rapidità di esecuzione e tempi di recupero, è la chirurgia percutanea, inventata nei primi anni '90 dallo statunitense Stephan Isham: essa permette la correzione dell'alluce valgo e di altre affezioni come dito a martello, metatarsalgie, deformità con piccoli attrezzi chirurgici che introdotti attraverso un semplice forellino della cute, consentono di "modellare" i capi ossei ed articolari portando al fisiologico riallineamento, guidati da immagini radioscopiche generate da un apparecchio di brillanza, in assenza dunque di incisioni chirurgiche.