Aghi da agopunturaGli effetti e le azioni della agopuntura possono essere così riassumibili

  • Effetto antalgico ed analgesico: è sicuramente il più noto ed il più richiesto. È stato dimostrato che l’agopuntura riduce il dolore delle persone, in conseguenza delle più svariate patologie, attraverso la regolazione del comportamento recettoriale a livello neurologico, alla cui base è la famosa teoria del “gate control”, e regola la emissione di numerosi neuro mediatori coinvolti nella produzione della sensazione del dolore.
  • Effetto di regolazione neuro umorale: l’influenza dell’agopuntura sul sistema neuroendocrino, delle ghiandole corporee è noto da tempo. Quando effettuata, l’agopuntura pare essere risolutiva o comunque fortemente modulante patologie diverse (stress, ansia, disfunzioni tiroidee) tra loro ma accomunate da un sostanziale “squilibrio” del network ormonale circolante.
  • Effetto immunomodulatore: su questo fronte la ricerca è stata chiara. L’agopuntura è in grado, in buona parte dei casi, di agire su linfociti, granulociti, fagociti, sistema NK e su alcune componenti della immunità umorale, riducendo l’intensità e la gravità di tutte quelle patologie in cui vi è una disfunzione del sistema immunitario (dalla psoriasi alla artrite reumatoide).
  • Effetto decontratturante ed antispastico: anche tale effetto è noto e dimostrato da tempo. L’agopuntura innesca quando effettuata dei riflessi neurovegetativi capaci di determinare il rilassamento sia della muscolatura scheletrica che di quella viscerale, e dunque è fortemente consigliata in tutte le patologie dell’apparato locomotore in cui si hanno sindromi muscolo-algiche associate (fibromialgia, contratture, eccetera),   e nelle patologie dell’apparato digerente (colon irritabile, gastrite, eccetera).
  • Effetto trofico e vasomodulatore: di base non ci dovrebbero essere dubbi su tale efficacia, ma ad oggi la dimostrazione senza ombra di dubbio non c’è; in ogni caso i sostenitori della tecnica della agopuntura ritengono che essa sia in grado di modulare il microcircolo periferico permettendo ridistribuzione di sangue e linfa, influenzando in modo positivo tutte quelle patologie che riconoscono squilibri idroelettrolitici correlabili a disturbi dell’apparato vascolare (varici, linfedemi, celluliti, fragilità capillare, eccetera).
  • Effetto ansiolitico-antidepressivo: anche questo effetto è molto discusso. Molti autori sostengono che sia un effetto placebo (mi faccio la cura quindi guarisco e basta, me ne convinco di essere guarito, insomma), altri invece ritengono che il suo uso terapeutico in molte forme di depressione e di ansia sia indiscutibile.
  • Effetto di regolazione della matrice: non vi sono studi conclusivi su questo fronte, tuttavia appare evidente che l’agopuntura sembra avere una influenza sulla matrice, le cui numerose implicazioni fisiopatologiche sono ancora oggetto di discussione.

Il personale punto di vista forse non è obiettivo, appartengo ad una cultura occidentale, in cui la medicina si base su presupposti scientifici, razionali. Proprio per questo non ritengo adatto chiudere la porta ad una prospettiva terapeutica che può rappresentare, per un medico, una ulteriore arma nella lotta delle malattie e delle disabilità che esse inducono.

Quando penso a pazienti che, in lotta con tumori, soffrono il dolore nei modi più peggiori, mi viene utile pensare e sperare di potere avere una arma in più con cui lottare questo dolore. E se il motto caro ai medici “primum nihil nocere” è sempre valido, l'agopuntura penso lo rispetti e dunque è candidata, in mano di esperti, ad un uso sempre più vasto.

Per chi non l'avesse letta: L'agopuntura. Prima parte