dismetria degli arti inferioriLa Eterometria o Dismetria è un termine con cui si indica una differenza di lunghezza a carico degli arti inferiori; è una condizione clinica relativamente frequente nella popolazione, e la causa è varia, in ogni caso ci si può trovare di fronte ad un patologico incremento o un ritardo di accrescimento con accorciamento di uno dei due arti.

Genericamente il gran numero di cause determinanti una dismetria viene raccolto in due categorie:

  • cause malformative: presenti dalla nascita o acquisite, comprendono tutte quelle condizioni patologiche congenite in cui le ossa, costituite da matrice proteica e calcio e suscettibili nella fase di crescita ad agenti esterni (fattori ambientali), possono per una eventuale predisposizione genetica, compromettere la loro crescita
  • cause post-traumatiche: nelle società occidentali l’aumentato incremento di incidenti stradali ha portato ad un significativo incremento di interventi chirurgici ortopedici di urgenza, che possono esporre il soggetto operato al rischio di eterometrie.

Il bacino, tra le altre funzioni, ha quella di fungere da “stabilizzatore” naturale: ciò fa sì che piccole dismetrie possano passare inosservate per anni (sono diversi i casi di eterometrie sino ad 1 cm di differenza che vengono scoperte dopo i 40 anni!), poiché il bacino attenua le differenze. Negli sportivi, nei lavori usuranti, nei soggetti giovani, anche piccole differenze possono indurre importanti sovraccarichi funzionali e determinare dolore con limitazione funzionale di una o più delle articolazioni dell’arto sovraccaricato. Da qui si avviano percorsi diagnostici che se adeguati possono portare alla risoluzione del problema. Nei bambini un eventuale problema di eterometria va inizialmente tenuto sotto controllo: davanti a soggetti in accrescimento il potenziale rischio di un aumento progressivo nel tempo della differenza di lunghezza non va sottovalutato. Purtroppo, nei bambini, le cause di zoppia e di eterometria sono varie e vanno dunque escluse progressivamente:

  1. Coxite benigna
  2. Morbo di Perthes
  3. Condropatite da crescita
  4. Stress articolare
  5. Epifisiolisi
  6. Artriti o artralgie virali
  7. Patologie tumorali (leucemia, neuroblastoma, osteosarcoma, sarcoma di Ewing)
  8. Emiparesi, malattie neurologiche

Nei casi in cui l’eterometria diventa significativa (≥2 cm) il paziente dovrà subire necessariamente una correzione chirurgica ortopedica. La correzione della deformità e l’allungamento dell’arto ipometrico vengono eseguiti simultaneamente molto spesso secondo la metodica di Ilizarov. Secondo i dettami di questa tecnica la corticomia, eseguita all’apice della deformità, è seguita dalla progressiva e lenta correzione della deformità angolare e dell’accorciamento al ritmo di 1–2 millimetri al giorno.

Il rigenerato osseo, generatosi per distrazione dell’ematoma e del manicotto periostale periferico, va incontro ad una progressiva maturazione ed ossificazione sino ad assumere le caratteristiche morfologiche e meccaniche dell’osso diafisario. La rimozione del fissatore esterno circolare avviene al termine di questo processo di correzione e maturazione. In altri casi la valutazione chirurgica è secondaria a trattamenti riabilitativi-ortesici atti a prevenire tutte le manifestazioni secondarie alla eterometria (scoliosi, mal di schiena, bascullamenti del bacino, zoppia funzionale, artropatie da sovraccarico, eccetera). Un approccio diagnostico importante, nella identificazione e valutazione di una eterometria è rappresentato dai seguenti esami effettuati da personale medico specialistico:

  • radiografia in proiezione anteroposteriore, in posizione ortostatica, del bacino e degli arti inferiori, per misurazione e raffronto dei singoli segmenti ossei e entità del bascullamento del bacino
  • esame baropodometrico ortostatico e dinamico del passo senza ortesi e calzature

Identificata l’eventuale eterometria, e la causa (si spera benigna), si può correggere attraverso:

  • uso di ortesi plantari (o scarpe correttive nella eventualità che la differenza tra gli arti sia superiore ad 1 cm)
  • ginnastica correttiva e fisioterapia finalizzata al controllo posturale ed all’adeguato uso degli ausilii ortopedici
  • scelta di sport senza pliometria (balzi) e che elasticizzano e fortificano la muscolatura della colonna vertebrale e la muscolatura del bacino.