disegno borsa di acqua caldaIn campo medico negli ultimi anni la tecnica di riscaldamento mediante ultrasuoni, radiofrequenze, microonde e campi elettromagnetici è aumentata in modo esponenziale, inizialmente per le patologie riabilitative (da sempre il calore è noto essere in grado di trattare con successo patologie artrosico-degenerative e infiammatorie acute), successivamente in campo oncologico nella lotta ai tumori, con criteri specialistici sempre più elevati.

Dal punto di vista fisico-elettrostatico gli elementi organici del corpo umano sono formati da un numero enorme di dipoli, con una carica positiva da un lato e negativa dall'altro; gran parte di questi dipoli è costituita da molecole di acqua, ma anche da aminoacidi. Esposti ad un campo elettromagnetico alternato questi dipoli ruotano alternativamente in direzione opposta, secondo il variare della direzione del campo elettromagnetico. La rapida rotazione dei dipoli provoca attrito molecolare che produce calore.

L'ipertermia dunque diviene un adeguato trattamento per i processi flogistico degenerativi ed è ad oggi un trattamento antitumorale non tossico, non invasivo, non  teratogeno, potendo  essere  associato utilmente anche ad altre terapie oncologiche, di cui potenzia l'effetto. Il calore, a temperature superiori a 40°C, agisce sinergicamente con le radiazioni e con i farmaci antiblastici, in quanto il calore agisce durante le fasi in cui vi è radio e chemio-resistenza fisiologica; la neoplasia può essere efficacemente colpita nel suo strato periferico dalle radiazioni ionizzanti e nel meno perfuso ed ossigenato centro, nella zona ipossica radio-resistente, dall'ipertermia.

La combinazione radioterapia-ipertermia permette di usare un numero minore di sedute radioterapiche per ottenere lo stesso effetto cito-riduttivo ed antitumorale. Sinergismo analogo esiste anche con alcuni farmaci citotossici (adriamicina, bleomicina, ciclofosfamide, cisplatino, mitomicina C, nitrosuree).

Metotrexate, 5-FU, vincristina, vinblastina non sembrano presentare invece un particolare potenziamento d’azione con il calore. Il meccanismo d’azione di tale potenziamento consisterebbe in un sinergismo degli effetti lesivi di farmaco e calore a livello delle membrane cellulari (per il cisplatino) o in una coazione lesiva del complesso farmaco-ipertermia sui processi enzimatici di riparazione del DNA.

Non è quindi ancora chiaro il meccanismo d'azione dell'associazione, nè è facile interpretare i risultati sperimentali poiché gli agenti antiblastici somministrati insieme al calore possono dimostrarsi più efficaci semplicemente perché l'ipertermia elimina una popolazione neoplastica normalmente chemio-resistente e non proliferante.

Le tecniche usate sono:

  • l'ipertermia total body, il cui limite è fissato a 42°C che possono essere raggiunti mediante applicazione di aria calda, di calore radiante, con l’immersione in acqua calda o mediante perfusione extracorporea e scambio di calore.
  • la perfusione loco-regionale, per cui si porta una regione del corpo a 44-45°C per tempi abbastanza brevi. Ciò può essere ottenuto mediante l’immersione in acqua calda, calore radiante, perfusione, radiofrequenze, capacitive o induttive, e microonde.
  • la perfusione locale o interstiziale (con infissione di sonde nella massa tumorale), limitata al tumore ed ai tessuti ad esso circostanti, in cui si possono raggiungere temperature di 50°C. I mezzi usati consistono nell’applicazione di sonde endocavitarie o applicatori di superficie o a distanza, mediante radiofrequenze, ultrasuoni e microonde. Nel campo delle radiofrequenze, le metodiche più promettenti in futuro in campo oncologico, inducono la formazione di calore.

In base a risultati recenti, si può affermare che la termoterapia trova già oggi una sua indicazione precisa in quei tumori nei quali non è possibile l'intervento chirurgico con ragionevoli prospettive di radicalità e nei quali i trattamenti chemio e/o radioterapici si sono rivelati insoddisfacenti. L'effetto di stimolazione immunitaria appare estremamente interessante e può essere potenziato e modulato con l'utilizzo razionale di farmaci che vengono impiegati sempre più spesso nella terapia dei tumori.