misurazione della pressioneL'Ipertensione Arteriosa è una condizione clinica in cui il paziente ha un incremento costante dei valori della pressione arteriosa sistolica (massima) e della pressione diastolica (minima).

L'ipertensione arteriosa è una condizione morbosa che spesso passa per asintomatica, ma talvolta può associarsi a disturbi aspecifici (vampate di calore, cefalea, astenia, cioè stanchezza fisica e intellettuale, nervosismo, insonnia, vertigini, ronzii, difficoltà di concentrazione, eccetera) e che con il tempo, se non curata, può causare problemi al cuore (angina, infarto, scompenso cardiaco), insufficienza vascolare cerebrale o renale, epistassi, offuscamento della vista (da retinopatia), aneurisma dell'aorta.

l'ipertensione arteriosa è dunque un fattore di rischio pericoloso, perché il cuore lavora a regimi più sostenuti e, se tale condizione è prolungata, può ingrossarsi in modo anomalo associandosi ad eccessiva usura dei vasi sanguigni con rischio di serio danneggiamento degli stessi e degli organi e tessuti irrorati dai vasi colpiti (soprattutto cuore, cervello, reni e occhi).

Mediamente i valori di pressione arteriosa massima e minima sono rispettivamente di 120 e 80 mmHg, si inizia a parlare di ipertensione lieve quando la massima a riposo supera i 140 e la minima è uguale o superiore a 90 mmHg. Gli accertamenti clinici, avviati da specialista, servono ad identificare la causa della ipertensione, distinta in:

  • IPERTENSIONE SECONDARIA - si verifica nel 25-30% dei casi, e in questi casi l’ipertensione può essere una conseguenza di patologie endocrine, difetti enzimatici surrenali, patologie vascolari o renali. La terapia di questo tipo di ipertensione si basa sulla valutazione e sulla risoluzione della causa, che talvolta può essere anche chirurgica, spesso l’ipertensione secondaria viene guarita dopo che la causa è stata scoperta e risolta.
  • IPERTENSIONE ESSENZIALE - coinvolge quasi il 90% dei soggetti identificati come ipertesi. In questi casi non vi è una causa specifica, ma la presenza di numerosi fattori di rischio congruenti tra di loro: ereditarietà o familiarità per la patologia, razza, regime dietetico, stile di vita sedentario, età, fumo.

La patologia dell'ipertensione arteriosa può essere curata, ma non guarita, con cura attenta e costante, attraverso somministrazione di uno o più farmaci ad azione antipertensiva, come diuretici, inibitori del sistema renina-angiotensina, vasodilatatori, calcio-antagonisti, beta-bloccanti e altri simili. Alcune modifiche dello stile di vita possono rappresentare un aiuto importante nel controllo della pressione arteriosa: una corretta attività fisica, una riduzione e controllo del peso corporeo, una dieta equilibrata, l’allontanamento di stress e del fumo di sigaretta.

Poiché l'ipertensione è correlata in modo particolarmente stretto ai fattori dietetici, risultano alimenti consigliati i seguenti:

  • riso, pasta, latte magro, yogurt magro (da escludere se la dieta deve essere strettamente iposodica)
  • pane, cracker, grissini soprattutto se integrali e poveri di sale (da escludere nelle diete strettamente iposodiche)
  • formaggi freschi non fermentati e magri (mozzarella, scamorza, stracchino, crescenza, fontina, fior di latte)
  • carni magre di vitello, pollo, tacchino, maiale cucinate al forno, in griglia, lessate, a microonde, ai ferri
  • pesce magro bollito o alla griglia o al forno (sogliola, nasello e pesce persico, branzino, orata)
  • verdure fresche o surgelate condite preferibilmente con olio a crudo, limone
  • frutta fresca, soprattutto agrumi
  • olio di oliva, di semi di mais, di girasole, di soia, margarine vegetali se il paziente tende a sviluppare ipopotassemia

Sono invece alimenti da evitare: panini al burro, cracker salati, latte intero e derivati, formaggi grassi, formaggi fermentati, piccanti e molto grassi (pecorino, gorgonzola), formaggi fusi o contenenti conservanti, panna carne salata, conservata, salsicce, carne di anatra, di montone, di oca, affettati, pancetta, wurstel, prosciutto pesce salato, baccalà, acciughe, salmone affumicato, tonno in scatola, sardine, caviale, crostacei, molluschi fave, crauti, sedano, carciofi, barbabietole, biete, spinaci, rape, radicchio verde, cavolo riccio, carote tutti i vegetali conservati in scatola, patatine salate, piselli surgelati, ortaggi surgelati con aggiunta di sale burro, lardo, strutto, margarina salata dolci, gelato, canditi, cioccolato, noccioline, arachidi ed altra frutta secca salata; budino, dolci e biscotti commerciali, pop corn sale da cucina nella preparazione degli alimenti, salse ed estratti di carne, mostarda, dadi da brodo, senape, sottaceti, olive in salamoia, maionese salata.

 

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