Donna chesi gratta la schiena

L’eosinofilia periferica è una condizione clinica spesso sconosciuta, ma oggi più che mai frequente, occasionalmente riscontrata spesso in corso di accertamenti aspecifici. Gli eosinofili sono delle cellule bianche presenti nel sangue, specializzate nella distruzione dei germi, con una concentrazione percentuale nel sangue relativamente bassa, ma presenti anche in altri organi e tessuti del corpo umano (polmoni, apparato digerente, epidermide). Compito degli eosinofili  è di proteggere quelle aree del corpo che possono entrare in contatto, anche transitoriamente con batteri, virus, parassiti, organismi estranei che vengono aggrediti da queste cellule tramite il rilascio di sostanze tossiche (prodotti citotossici) capaci di neutralizzare e distruggere questi agenti infettivi.

Cos'è ipereosinofilia?

La concentrazione fisiologica di eosinofili nel sangue si aggira intorno alle 400/450 unità per ml di sangue. Si definisce eosinofilia o ipereosinofilia una condizione di aumento dei livelli ematici di eosinofili presenti; l’eosinofilia periferica può essere transitoria, episodica o persistente.

Nei pazienti in cui si riscontra un’eosinofilia persistente, gli eosinofili sono tali e tanti che possono infiltrare alcuni organi con conseguente danno anatomico e, conseguentemente, funzionale.

Diverse patologie (infettive, allergiche o neoplastiche) possono essere associate a eosinofilia circolante e eosinofilia periferica o tessutale, di gravità molto variabile, che va dalla eosinofilia asintomatica, al danno d’organo, all’ipereosinofilia pericolosa per la vita. Un aumento di eosinofili nel sangue è condizione possibile in molte malattie allergiche.

La ipereosinofilia diffusa nel sangue può associarsi a eosinofilia tissutale, viceversa, forme di ipereosinofilia tissutale possono non essere associare a aumento degli eosinofili del sangue (come nel caso di polmonite eosinofila acuta, cistite interstiziale eosinofila o rinite eosinofila non allergica)

Quali sonoi tipi di ipereosinofilia?

La valutazione completa del paziente consente di classificare l’ipereosinofilia in diversi cluster:

  • ipereosinofilia secondaria o reattiva (HER): in questa forma l’ipereosinofilia è chiaramente reattiva a un processo infiammatorio (reazione allergica come in riniti, sinusiti, broncospasmo allergico, asma bronchiale, dermatiti, eccetera,), infettiva (infezione da parassiti elmintici, comune nei bambini che si mettono le mani in bocca avendo toccato terreno o animali, o da funghi come l’aspergillosi o da HIV), neoplastico (malattie come il mieloma multiplo), o ad altra condizione/patologia (o anche da consumo di farmaci, come aspirina, penicillina e sulfamidici) collegabile a un aumento della conta eosinofila.
  • ipereosinofilia ereditaria (HEFA);
  • ipereosinofilia neoplastica (HEN): tipica dei linfomi Hodgkin e non Hodgkin;
  • ipereosinofilia di incerto significato (HEUS)

Quali sono i sintomi della ipereosinofilia?

L’eosinofilia si può sviluppare senza manifestazioni cliniche come detto, oppure può essere associata a quadri clinici vari, che possono coinvolgere uno o più organi, con possibile nefrite interstiziale eosinofila da beta-lattamine, infiltrato polmonare semplice, eosinofiluria, ed anche in modo drammatico, come nella DRESS  (sindrome ipereosinofila con manifestazioni sistemiche correlata a farmaci, particolarmente gli anticonvulsivanti e l’allopurinolo).

Febbre, prurito, rush cutanei, artrite (dermatomiosite, artrite reumatoide grave, sclerosi sistemica progressiva, sindrome di Sjögren complicata, polimiopatia e vasculite sono tra le malattie reumatiche in cui si può avere eosinofilia), ipostenia, dispnea, tosse, sudorazione notturna, inappetenza, perdita di peso, possono essere tra i sintomi e segni precoci, da verificare in associazione con esami ematochimici ad hoc.

Quali possono essere le conseguenze dell'ipereosinofilia?

Se non adeguatamente circoscritta e curata la ipereosinofilia, a lungo termine, può portare danni vascolari, cardiaci, polmonari, neurologici, renali, anche importanti che possono portare ad exitus il paziente che ne soffre.

Come si cura l'ipereosinofilia?

Una volta fatta diagnosi di ipereosinofilia, e verificata la causa, bisogna: a) curare la causa se possibile (ad esempio in presenza di un fungo o di un parassita bisogna curare la infezione che scatena la eosinofilia), b) curare segni e sintomi della eosinofilia, e qui i gluco-corticosteroidi rappresentano il trattamento di prima scelta (prednisolone, betametasone, eccetera).

 

Integratori alimentari contenenti principi attivi capaci di immuno-modulazione come Echinacea, Uncaria, Propoli e Larice, o con zinco, vitamina C e fermenti lattici, possono essere utili nel coadiuvare il trattamento immunomodulante con cortisone delle eosinofilia.