Gocce di mercurio

Il mercurio è una sostanza chimica che si trova nell'aria, in acqua e nel suolo. Elemento essenziale della crosta terrestre, è un materiale che gli esseri umani non possono creare o distruggere, ma solo trasformare.

Il mercurio esiste in diverse forme:

  • mercurio elementare o mercurio metallico
  • composti di mercurio inorganico
  • composti organici del mercurio

Quali sono le caratteristiche del mercurio?

Presente anche in forma liquida, il mercurio è un metallo che può anche volatilizzarsi, e negli anni è stato tradizionalmente usato per fare prodotti come termometri, interruttori, batterie, filtri dei condizionatori d’aria, conservanti per il legno, lampadine, prodotti per dentisti (pasta per la otturazione dentaria), barometri.

Dove si può trovare il mercurio?

Il Mercurio si può trovare in cereali trattati coi funghicidi, ma anche nel talco, in diversi prodotti cosmetici e pomate, coloranti, diuretici, supposte antiemorroidi, o in detergenti per pavimenti, adesivi, persino nei colori per la realizzazione dei tatuaggi.

Delle forme di mercurio esistenti ve ne è una, altamente tossica (definita come metilmercurio), prodotta dalla metabolizzazione del mercurio da parte di alcuni batteri. Normalmente le normative di legge non prevedono la dismissione in acqua o nei terreni del mercurio, che dunque non si può considerare come scarto industriale semplice ma come rifiuto tossico, pur tuttavia non è infrequente l'illecita dismissione del mercurio nelle riserve idriche o nei terreni, se non addirittura direttamente in mare; i batteri, a contatto il mercurio, lo metabolizzano trasformandolo nella forma tossica del metilmercurio, che si accumula in pesci, crostacei e animali che si nutrono di pesci.

In quali alimenti si trova il mercurio?

Sushi su un tagliere

Sono proprio il pesce e i frutti di mare le principali fonti di esposizione al metilmercurio per gli esseri umani, anche se in realtà esistono altre forme di intossicazione da mercurio, meno frequenti, come la inalazione accidentale di vapori di mercurio. Questo secondo tipo di esposizione può verificarsi in particolare in spazi interni caldi o poco ventilati, ed in genere in ambienti industriali a seguito di incidenti o scarsa tenuta degli impianti.

Cosa provoca l'esposizione e l'intossicazione da mercurio?

L'esposizione ad alti livelli di mercurio può danneggiare il cervello, il cuore, i reni, i polmoni ed il sistema immunitario di persone di ogni età. Soprattutto nei bambini, il consumo di pesce inquinato da mercurio può danneggiare il sistema nervoso in via di sviluppo, rendendo il bambino meno in grado di pensare, parlare ed apprendere.

Quali sono i sintomi di avvelenamento da mercurio?

Genericamente si può affermare che i sintomi di avvelenamento da metilmercurio possono includere compromissione della visione periferica, disturbi della sensibilità (formicolii, parestesie, ipoestesie), mancanza di coordinamento, compromissione del linguaggio e dell'udito, e debolezza muscolare (ipostenia).

Quando inalato, il mercurio può causare tremore, sbalzi emotivi, irritabilità, nervosismo, timidezza eccessiva, insonnia, debolezza, atrofia muscolare, spasmi, mal di testa, cambiamenti nelle risposte nervose, e deficit delle funzioni cognitive (tutti sintomi correlabili ad una esposizione professionale, quella dei cappellai). Nella produzione dei cappelli, i vapori di mercurio si usavano anzitempo per "trattare" i tessuti e renderli resistenti: chi non ricorda il cappellaio matto della favola di Alice nel paese delle meraviglie?!).

Esposizioni più elevate al mercurio possono provocare atassia, disartria, effetti renali, insufficienza respiratoria e morte. L'alterazione neurologica comunque pare un elemento primario nella intossicazione da mercurio, tant'è che oggi si definisce una sindrome neurologica, detta malattia di Minamata (o sindrome di Minamata o malattia di Chisso-Minamata) da esposizione al mercurio.

Quali sono i pericoli del metilmercurio in gravidanza?

Pancione di donna in gravidanza

La compromissione neurologica pare ancora più marcata e spesso irreversibile se la esposizione al mercurio avviene nei feti o nei neonati; deficit sul pensiero cognitivo, sulla memoria, sull'attenzione, sul linguaggio e sulle abilità spaziali visive e motorie sono stati osservati nei bambini esposti al metilmercurio nel grembo materno, e spesso queste genitrici hanno assunto molto pesce in gravidanza.

Quando si individua un soggetto con intossicazione da mercurio le autorità sanitarie e giudiziarie vanno sempre avvisate: bisogna assolutamente identificare la fonte di esposizione, e limitare i danni che potrebbero divenire endemici se non controllati attraverso una adeguato sistema di misure di decontaminazione.

Come si diagnostica una intossicazione da metilmercurio?

La terapia si inizia una volta identificata la causa attraverso il dosaggio del metallo su parti del corpo. Sia il sangue che i capelli possono essere usati per determinare la intossicazione da mercurio, ma il test dei capelli pare molto più attendibile. Nello specifico esiste un test chiamato mineralogramma o biopsia tissutale del capello che consente il rilevamento dei livelli del mercurio e di altri minerali tossici (come il cadmio, il piombo, l'arsenico, l'alluminio, eccetera) semplicemente analizzando un ciuffo di capelli.

Quali sono le terapie per l'intossicazione da metilmercurio?

Cartello che indica il divieto di mangiare i pesci

Il trattamento del soggetto con avvelenamento da mercurio o intossicazione da mercurio consiste nell'allontanamento dalla fonte di esposizione (se alimentare dunque va inibito l'uso del pesce), e l'avviamento di protocolli per la terapia chelante.

La chelazione è un naturale processo biochimico che consente a materiale organico di "legarsi" con metalli inorganici. La terapia chelante dunque consente, attraverso l'uso di molecole organiche, di legare nel caso specifico il mercurio sottraendolo ai tessuti del corpo. Il processo di chelazione avviene attraverso sostanze chimiche come l'EDTA (acido etilendiamminotetraacetico), e dunque consiste in una sorta di drenaggio forzato dell’organismo.

Questa tecnica, già usata in USA ed in Inghilterra per ripulire il sangue anche per la prevenzione di ictus, emboli, infarti e malattie arteriosclerotiche, si effettua in soggetti che abbiano una buona funzionalità renale, attraverso perfusione venosa lenta, da una a tre volte la settimana e con dosaggi variabili in rapporto alle caratteristiche della malattia e/o intossicazione trattata, del farmaco chelante.

In genere il miglioramento dei disturbi inizia dopo quattro-sei perfusioni, ma il ciclo può perdurare sino a venti-trenta perfusioni. Al termine del trattamento, se il rilevamento di mercurio nel corpo intossicato si è significativamente abbassato, la cura medica deve concentrarsi sul recupero dei danni e delle funzionalità perse.