L’influenza stagionale è una malattia molto nota, che appunto annualmente si ripresenta nel periodo invernale.

Cosa è

La malattia influenzale si caratterizza generalmente come una sindrome respiratoria acuta altamente contagiosa, caratterizzata da febbre (>38°C) e sintomi a carico delle prime vie aeree (tosse, mal di gola, congestione nasale), e in alcuni casi accompagnati da da dolori ossei e dolori muscolari, astenia o ipostenia (mancanza di forza), cefalea I virus influenzali responsabili delle manifestazioni cliniche più importanti per l’uomo sono suddivisi in virus di tipo A (sottotipi H3N2 e H1N1) e di virus tipo B.

Tutti i sottotipi A, a differenza dei virus B, sono diffusi in altre specie animali, in particolare negli uccelli. In genere, i virus dell'influenza aviaria non infettano l'uomo ma, in talune occasioni, sono stati descritti casi di sindromi respiratorie severe nell’uomo, causate da ceppi aviari altamente patogeni. Sebbene il rischio di diffusione in Europa sia considerato molto basso, la sorveglianza è stata rinforzata anche in Italia. 

Come accennato prima le epidemie influenzali hanno un andamento stagionale e si manifestano prevalentemente durante il periodo invernale. con un picco dell’attività influenzale di sei - dieci settimane settimane, che si presenta tra i mesi di dicembre e aprile.

Come si manifesta

I sintomi della influenza sono stati già descritti, ma in realtà le sue manifestazioni cliniche più comuni si associano anche forme asintomatiche (il paziente si infetta ma non sviluppa alcuna malattia), ma anche in forme molto gravi che possono evolvere sino alla polmonite virale che in genere colpisce soggetti con sistema immunitario spesso compromesso (età avanzata, sesso maschile, fumatori, compresenza di patologie come diabete, ipertensione, disturbi del sistema immunitario, malattie degenerative croniche, tumori, eccetera).

L’elevata variabilità genetica del virus è causa del susseguirsi degli eventi epidemici. Infatti il virus ha una precipua capacità di mutare continuamente le caratteristiche antigeniche delle proteine di superficie (drift antigenicovanificando conseguentemente l’immunità acquisita sia da pregresse infezioni naturali sia da copertura vaccinale.

La gravità delle epidemie può variare ampiamente di anno in anno, essendo influenzata da diversi fattori, quali ad esempio il tipo, il sottotipo e gli specifici ceppi virali circolanti, nonché dai livelli anticorpali presenti nella popolazione, ma anche dal grado di inquinamento ambientale atmosferico (sono noti e scientificamente comprovati come le nanoparticelle che caratterizzano aree metropolitane e industriali agevolino il trasferimento del virus all'interno delle cellule del corpo umano deprimendo il sistema immunitario).

Come detto, l’influenza è responsabile di un eccesso di mortalità nelle categorie di soggetti maggiormente a rischio, e se associate a superinfezioni batteriche, si possono presentare serie complicanze.

Occasionalmente, i virus influenzali possono subire variazioni drastiche e improvvise dovute a sostituzione di una o entrambe le proteine di superficie (shift antigenico). Questo fenomeno porta alla comparsa di nuovi sottotipi antigenici che, non incontrando alcuna resistenza immunitaria nella popolazione, sono in grado di provocare pandemie. 

Cura

L’uso degli antibiotici per combattere la malattia è inefficace, trattandosi di una malattia virale. riposo, corretta idratazione, monitoraggio della temperatura corporea, adeguata alimentazione (nei bambini limitare l'apporto proteico per evitare l'acetone con la febbre), eventuali antidolorifici ed antipiretici (tachipirina da assumere solo sopra i 38,5°), sono utili nella gestione della infezione virale che comunemente ha un decorso di una decina di giorni. L'assunzione di farmaci antivirali e antibiotici va considerata dal medico in presenza di complicazioni o di influenze resistenti, specie nei soggetti più a rischio. una integrazione alimentare di vitamina C e di retinoidi nel periodo della malattia è utile come supporto per il sistema immunitario.

Una importante misura di prevenzione contro l’influenza in termini di costo-efficacia e di costo-beneficio, è rappresentata dalla vaccinazione, che deve essere raccomandata ai soggetti di ogni età con malattie respiratorie, cardiache o metaboliche e negli anziani con più di 65 anni.

L’aggiornamento annuale della composizione vaccinale antinfluenzale costituisce lo scopo principale del Programma Mondiale di Sorveglianza dell’Influenza coordinato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), attraverso i suoi sei Centri internazionali di riferimento (Atlanta, Pechino, Londra, Melbourne, Memphis, Tokyo). In Italia, la rete di sorveglianza virologica ed epidemiologica è costituita dal Ministero della Salute, dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) con il Centro Nazionale Influenza (National Influenza Centre, NIC), dai medici di base e dai pediatri di libera scelta. Principale obiettivo è quello di fornire dati utili a ridurre l’incidenza dell’influenza, a monitorare l’andamento dell’epidemia e a verificare l’efficacia della campagna vaccinale.