L'invecchiamento celebrale causa un leno e inesorabile decadimento delle nostre prestazioni Le società occidentali invecchiano e la popolazione presenta una età media sempre più elevata. Anche il sistema nervoso può andare incontro ad un fisiologico invecchiamento cerebrale, variazioni anatomiche e fisiologiche che si mostrano già subito dopo la maturità (probabilmente subito dopo i trenta anni di età), accumulandosi con l’andare del tempo.

Cause

 

Le alterazioni anatomiche comunemente reperibili in relazione all’invecchiamento cerebrale sono le seguenti:

  • L'invecchimento cerebrale causa la riduzione del peso e volume del cervello Riduzione del peso e delle dimensioni del cervello (encefalo): dipende principalmente dalla diminuzione del volume della corteccia cerebrale. Le persone più anziane presentano giri più piccoli, solchi più ampi e uno spazio subaracnoideo più voluminoso.
  • Riduzione del numero di neuroni: il neurone è la cellula base del tessuto nervoso. Nelle persone anziane il restringimento dell’encefalo è stato associato anche ad una riduzione numerica (e non solo di volume) di neuroni corticali.
  • Variazioni nell’organizzazione delle sinapsi: i neuroni sono in contatto tra loro con una rete di connessioni che prende il nome di sinapsi. Più sinapsi vi sono, maggiore è la rete di connessione, maggiore è il flusso di informazioni e la vitalità funzionale di un neurone. Negli anziani questa rete sembra subire una diminuzione e la produzione di neurotrasmettitori (piccoli ormoni che hanno la funzione di trasmettere le informazioni tra neuroni o tra neurone e altro tessuto) diminuisce.
  • Variazioni intra ed extracellulari nei neuroni del Sistema Nervoso Centrale (SNC): molti neuroni del cervello tendono ad accumulare una quantità abnorme di depositi intracellulari, scorie, fatte da lipofuscine (pigmento granulare a funzione sconosciuta), accumuli di neurofibrille (proteine) aggrovigliate fra loro, matasse dense all’interno del corpo cellulare e dell’assone, placche (accumuli extracellulari di proteine fibrillari circondati da assoni e dendriti anormali formati da diversi peptidi, principalmente due forme della proteina amiloide, fibrillare e solubile, che compaiono specialmente in alcune regioni encefaliche, come l’ippocampo, associate dunque con alterazioni dei meccanismi della memoria). Gli studi indicano che la loro comparsa è collegata al normale processo di invecchiamento dell’encefalo, tuttavia, se in eccesso, possono associarsi a malattie serie del sistema nervoso come l’Alzheimer.
  • L'invecchimento cerebrale causa Riduzione dell'afflusso di globuli rossi nel cervelloDiminuzione dell’afflusso sanguigno: con il passare degli anni le pareti vasali si “incrostano” (come le condotte idriche!) di placche ateromatose (grasso, il processo che ne causa la formazione si chiama aterosclerosi). Come accade quando si intasa lo scarico dell’acqua nel sifone di un lavandino, anche nei vasi arteriosi diminuisce la quantità di sangue circolante, causando così una ridotta irrorazione del tessuto nervoso, che avvizzisce come una pianta scarsamente idratata. Il flusso ridotto, oltre a partecipare al progressivo danneggiamento dei neuroni, aumenta le possibilità di rottura della parete dei vasi lesionati con segni e sintomi di un accidente cerebrovascolare (ACV) o ictus, transitorio (TIA), o permanente.

Effetti

L'invecchiamento cerebrale causa la progressiva pedita della memoriaQuesto invecchiamento cerebrale e del tessuto nervoso si accompagna alla progressiva perdita o alterazione delle funzioni nervose: memoria, equilibrio, vista, odorato, gusto, tatto si riducono o si alterano, anche le emozioni si modificano, divenendo o più emotivi o perdendo “sensibilità emozionale”. Il deficit nervoso si associa anche al deperimento muscolare e questo determina la ipostenia o astenia che caratterizza i soggetti anziani.

Rimedi

Ovviamente non è possibile bloccare l'invecchiamento cerebrale, altrimenti qualcuno avrebbe brevettato il siero dell'eterna giovinezza, però è possibile contrastare o ritardare la degenerazione del tessuto nervoso, essendo consapevoli del fatto che comunque deve invecchiare”? regole fondamentali, semplici, e scientificamente confermate:

  • Fare attività fisica rallenta l'invecchiamento del cervello regolare attività fisica (non bisogna fare le maratone, né essere alla Silvester Stallone, ma certamente, se tre volte alla settimana si fa bici, o nuoto, o lunghe passeggiate o ginnastica adattata all’età in palestra, si contrasta l’invecchiamento del tessuto nervoso, poiché si sollecita l’efficienza del tessuto vascolare che lo irrora! Inoltre le sollecitazione neuromuscolari indotte dall’attività fisica stimolano, come una sorta di corto circuito benefico al contrario, il tessuto nervoso ad essere più efficiente! Inoltre, l’attività fisica blocca o rallenta il processo di aterosclerosi di cui si è detto)
  • alimentazione sana: antiossidanti contenuti in verdura a foglia verde, vitamine liposolubili contenute in verdure e frutta rossa, acidi grassi naturali come gli omega 3, tipici del pesce mediterraneo, il vino rosso e cotture adeguate (forno, piastra, brace) consentono di fornire substrati al tessuto nervoso adeguati per alimentarsi e stare bene! La riduzione di farinacei, dolci e cibi grassi riduce il processo di invecchiamento vascolare e la formazione di lipofuscine, neurofibrille e placche.
  • Mantenere una intensa attività mentale ne rallenta l'invecchiamento Attività mentale (il cervello va paragonato ad un muscolo: se il muscolo viene allenato è tonico, risponde agli sforzi, si affatica più difficilmente. Allo stesso modo il cervello se adeguatamente e giornalmente stimolato, funziona al meglio delle sue capacità, le sinapsi restano numerose e non si andrà incontro a quel fenomeno di deterioramento e di rimaneggiamento di cui si è parlato)
  • Integrazione alimentare: luci ed ombre si devono indicare in questo campo. Le speculazioni commerciali sono tante, tuttavia bisogna ammettere che ci sono molecole che sembrano aiutare il rallentamento della degenerazione del tessuto nervoso, che agiscono come integratore tenendo vivo sia il tessuto nervoso che il tessuto vascolare che lo nutre. A questa categoria appartengono la caffeina, la creatina, la carnitina ed il coenzima q10.