Scimpanzé che si gratta per il pruritoIl prurito è una sensazione che provoca il riflesso di grattarsi, dunque ha un fondamento nervoso. Questa esperienza sensoriale (sensazione esterocettiva), generalizzata o localizzata, può riconoscere cause molteplici. Le forme localizzate possono essere conseguenti a:

  • punture di insetti;
  • infezioni della cute o degli annessi (peli in genere, come la scabbia, la pediculosi, eccetera);
  • malattie reumatiche locali (psoriasi);
  • neurodermiti;
  • contatto con sostanze irritanti (agenti chimici, cosmetici o presenti nell’aria;

Spesso il fenomeno è conseguenza di una sorta di allergica che la pelle presenta a causa di fattori scatenanti (allergeni) trasportati dall'aria: pollini, cosmetici, spray, acari sono le cause più frequenti del prurito, divenendo causa di prurito sia localizzato sia generalizzato.

In alcuni casi la causa non è diretta, da contatto, ma conseguenza di una malattia dell’intero organismo: alcune malattie infettive (come la varicella), reazioni allergiche a farmaci (i più comuni sono antibiotici, sulfamidici, composti vasoattivi come l’acido nicotinico, gli anti-infiammatori) o alimenti, patologie del fegato e delle vie biliari, tumori, malattie dell’apparato renale, malattie della pelle (LES; sclerodermia, eccetera), spasmi arterovenosi, disturbi della circolazione sanguigna, la stessa gravidanza, possono scatenare prurito sistemico talvolta insopportabile.

A queste forme in cui si identifica una causa ben precisa, si associano poi le forme di prurito psicogene, conseguente dunque ad un disturbo psicologico: si pensi alla fobia delle parassitosi, espressione di forme di ipocondria. Al prurito i fattori climatici (bassa umidità, freddo intenso o riscaldamento ambientale elevato) possono contribuire molto, alterando la cute e favorendo la penetrazione di sostanze irritanti come i saponi, che possono causare infiammazione e dunque prurito.

In presenza dunque di episodi di prurito, localizzato o sistemico, l’approccio terapeutico dipende dalle cause che lo scatenano. Eliminata la causa viene eliminato il prurito; nei casi in cui siamo di fronte ad una condizione di cronicità, l’attenuazione del sintomo è molto importante per la qualità di vita di una persona: il prurito si può attenuare con:

  • rimedio comportamentale: provare ad evitare di grattarsi. Il grattamento aumenta il rossore e l’infiammazione;
  • ghiaccio: l’azione del freddo lenisce sia il rossore che il prurito;
  • gel o creme a base di prodotti desensibilizzanti (ad esempio una tossina che agisce sulle fibre nocicettive, la capsaicina, riduce di molto la sensazione fastidiosa per un po’ di tempo, ma si possono usare prodotti, spesso con applicazione locale, a base di integratori che favoriscono il buon funzionamento del sistema vascolare e il trofismo della cute). Si possono provare unguenti di stelleria media, aloe, creme idratanti (se la pelle è secca, il prurito peggiora), lozioni al carbonato di zinco, olio essenziale di timo, cataplasmi con farinacei, alimenti naturali applicati localmente come la patata cruda o la polpa di fico;
  • allontanamento delle cause (in presenza di prurito da intolleranze alimentari è utile allontanare gli alimenti che accentuano il problema dalla propria alimentazione. In genere sono alimenti a contenuto proteico, i più comuni sono crostacei, uova, frutta secca);
  • farmaci (in genere si usano anti-staminici, cortisonici a basso dosaggio, per uso locale e sistemico).

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