Dettaglio delle valvole del cuore

La valvola mitrale è una delle valvole del cuore (quest’organo ha quattro valvole, ognuna delle quali permette il passaggio di sangue senza “reflussi” da un’area all’altra del cuore). La valvola mitrale è formata da due lembi e separa l’atrio sinistro dal ventricolo sinistro.

A cosa serve la valvola mitrale?

Con il suo movimento di apertura e chiusura assicura la progressione del sangue dall’atrio sinistro al ventricolo sinistro e quindi la sua progressione nel resto del corpo. La sua chiusura intermittente consente, nella fase di contrazione del ventricolo sinistro, di impedire al sangue di ritornare in atrio e di spingersi verso il resto del corpo.

Cos'è il Prolasso della valvola mitrale?

Il prolasso della mitrale è un termine medico che indica una specifica condizione clinica, non necessariamente patologica, in cui uno o entrambi i lembi della valvola mitrale sono allentati o allargati. Ne consegue che quando il ventricolo sinistro si contrae, i lembi della valvola mitrale si spostano bruscamente indietro verso l’atrio sinistro.

Talvolta, questa sorta di “rinculo” dei lembi impedisce una chiusura corretta della valvola e permette che una piccola quota di sangue torni indietro attraverso la valvola negli atri durante la contrazione sistolica.

Questa condizione di “incontinenza” della valvola mitrale prende il termine di insufficienza mitralica. Il prolasso mitralico è una condizione relativamente comune (che colpisce all’ incirca il 5% della popolazione).

Quali sono le cause del prolasso della valvola mitrale?

La causa principale di un prolasso della mitrale è spesso una anomalia nella  struttura del lembo valvolare interessato che presenterebbe congenitamente una degenerazione di tipo mixomatoso: invece della normale consistenza elastica, il lembo o i lembi presentano una struttura più soffice e meno elastica. Tale condizione, spesso presente in tutti i componenti di un gruppo familiare, fa sì che la valvola funzioni, senza che i lembi prolassati degenerino nel tempo, ma la disfunzione meccanica valvolare che ne consegue può progredire.

Quali sono le conseguenze di un prolasso della valvola mitrale?

Dal punto di vista clinico un prolasso della valvola mitrale comunemente è asintomatico: l’unico riscontro è medico, e può consistere nel rilevamento di quello che si definisce “soffio” alla ascultazione con lo stetoscopio delle valvole durante il ciclo cardiaco.

La presenza di un soffio non è sempre segnale di prolasso mitralico, che va tuttavia confermato ed evidenziato con un ecocardiogramma, che permette di descrivere il difetto valvolare e di definire l'entità della anomalia ed eventuali rischi per il paziente.

Nel prolasso della valvola mitralica è possibile visualizzare lo spostamento del lembo mitralico anteriore o posteriore, o di entrambi, verso l’atrio sinistro durante la fase di contrazione del cuore.  Come affermato, nella maggior parte dei casi non compare alcun disturbo e pertanto non è necessaria alcuna terapia, in alcuni casi il soffio (che non sempre si può recepire in presenza di piccoli prolassi), si può accompagnare a minime anomalie dell’elettrocardiogramma (aritmia sinusale respiratoria, extrasistoli, contrazioni premature ventricolari), e solo in un piccolo numero di casi si può sviluppare una insufficienza mitralica importante, il cui sintomo è rappresentato dall’affaticamento (dispnea) che si manifesta dopo sforzi importanti o anche di media entità.

Quali sono i sintomi del prolasso della valvola mitrale?

 

In regimi di lavoro medio-elevato, infatti, il prolasso mitralico può accentuare la propria “incontinenza” e dunque favorire un ritorno anomalo del sangue all’atrio. Ne consegue un minore apporto di sangue al resto del corpo con le conseguenze che il soggetto, sotto sforzo, si affanna senza che l’entità dello sforzo lo giustifichi. Questa condizione clinica si indica, come detto, come insufficienza valvolare mitralica, che se particolarmente pronunciata, può richiedere un trattamento a vita in genere con una categoria di farmaci anti-ipertensivi detti Ace-inibitori, oppure, nei casi con evoluzione in senso peggiorativo, con la riparazione della valvola mitrale insufficiente, ottenuta o asportando i segmenti malfunzionanti dei lembi valvolari o impiantando corde sintetiche (che sostituiscono quelle naturali rotte o allungate), oppure inserendo una protesi anulare (per stringere e rimodellare l’anello della valvola mitrale quando questo è dilatato).

Come si interviene i caso di prolasso della valvola mitrale?

Di certo, se si a un cuore con un prolasso della valvola mitrale, non bisogna farne un dramma, tuttavia appaiono utili certe precauzioni, proprio per evitare che la valvola nel tempo perda la sua capacità di contenimento. Possono essere così riassunti:

  • mantenimento del peso corporeo
  • regolare attività fisica aerobica
  • evitare sport che aumentino eccessivamente la pressione addominale o toracica (attività subacquee, pesistica, sollevamento pesi)
  • profilassi antibiotica nel caso di interventi chirurgici o odontoiatrici (il prolasso mitralico è più esposto a rischi di patologie reumatiche)
  • periodici controllo con elettrocardiogramma ed ecocardiogramma per valutare la evoluzione della condizione clinica

Se si è dunque portatori di una condizione come quella del prolasso mitralico non bisogna sentirsi malati, ma sapere di dovere fare delle piccole scelte, senza patemi o drammi, con la consapevolezza che i regolari e periodici controlli consentiranno uno stile di vita normale e la possibilità della prevenzione di eventuali deterioramenti della situazione.