PediluvioIl piede rappresenta l'ultimo segmento dell'arto inferiore; esso nasce dall'evoluzione della sua capacità funzionale, in quanto struttura portante di tutto il corpo: nel modello di Stacy e coll. esso rappresenta il punto fisso al suolo su cui l'intero peso del corpo carica costantemente, sia in ortostasi che in dinamica.

La funzione essenziale del piede è quella di trasmettere al suolo dei carichi, venendo sollecitato da ingenti forze che se non ben gestite possono provocare dei danni alle strutture articolari ed ossee. Il piede è meccanicamente paragonabile ad una volta, composta di due arcate longitudinali, unite posteriormente nel calcagno ed anteriormente dall'arcata trasversale. In condizioni normali il peso corporeo di un soggetto di 70 kg è distribuito al 50% su ognuno dei piedi: dei 35 kg per piede, gran parte viene assorbito dal tallone e il peso restante viene suddiviso sulle ossa metatarsali dell'avampiede.

La gestione dell'ortostasi e della postura dinamica è frutto del coordinamento delle leve che si estrinsecano sul corpo e che hanno come terminale il piede stesso, per l'appunto.

Quest'ultimo non è soltanto un effettore, non riceve cioè solo dei comandi, ma interagisce con il resto del corpo fornendo costanti informazioni provenienti sia dai recettori posti sulle articolazioni e sui muscoli ma anche da quelli della superficie plantare; questa permette di situare l'insieme della massa corporea in rapporto all'ambiente, interagendo costantemente col suolo durante l'ortostasi e rappresentando in ultima analisi l'interfaccia costante tra l'ambiente ed il Sistema Posturale Fine. Essa è ricca di recettori presenti sulla cute e possiede una soglia di sensibilità elevata: sono per lo più barocettori (capaci di registrare cioè variazioni di pressione) capaci di percepire variazioni di pressione con una sensibilità di 0,3 g.

Le informazioni plantari sono le uniche a derivare da un recettore fisso direttamente a contatto con un ambiente immobile rappresentato dal suolo. La stessa sollecitazione che subisce il piede in ortostasi non è fissa, in quanto non esiste nell'essere vivente una condizione statica assoluta, come se si trattasse di una statua; infatti, la posizione statica fisiologica risulta costruita dalla somma di una serie d'atteggiamenti relativamente immobili, separati da intervalli di movimento.

Questa condizione si estrinseca con il dondolio, per altro ineliminabile, della posizione eretta del corpo umano. La pressione che arriva ad ogni piede durante il dondolio normale del corpo, in posizione eretta, oscilla tra il 10 ed il 90% del peso totale del corpo: nell'ambito del singolo piede ci possono essere delle oscillazioni tra il 50% per il retropiede e 50% per l'avampiede fino al 75 per il retropiede e 25 per l'avampiede. L'analisi del carico sopportato dal piede durante la statica e la dinamica è complesso e richiede uso di apparecchi capaci di registrare i carichi pressori al suolo.

In quanto organo costantemente sollecitato, il piede può essere la sede di patologie reumatiche, vascolari e neurologiche, e di patologie dovute allo squilibrio statico-dinamico. Il dolore di origine articolare, a livello del piede, può essere causato da molte patologie, le più frequenti sono le alterazione strutturali (piede cavo o piedi piatti) e le artropatie croniche come l'artrosi.

Le alterazioni della conformazione del piede di natura congenita od acquisita favoriscono l'insorgenza di fenomeni dolorosi e possono complicarsi con un'artrosi secondaria. Piede cavo e piatto sono espressione opposta di una modificazione della volta longitudinale: o una esasperazione (piede cavo) o una caduta della volta (piede piatto).

Normalmente l'aspetto più evidente di queste patologie è l'arco plantare, ma normalmente tutto il piede viene coinvolto in queste alterazioni strutturali. A livello sintomatologico queste patologie si caratterizzano, oltre che per il dolore, anche per una difficoltà della deambulazione e ancora più evidente della corsa. Nel piede piatto  il dolore inizialmente è localizzato a livello dell'arco plantare mediale con elettività a livello dell'inserzione del tibiale posteriore sullo scafoide e a livello delle articolazioni dello scafoide con l'astragalo e con il primo cuneiforme.

Con la progressione della patologia lo scompenso meccanico implica tutto il piede, quindi i fenomeni degenerativi con relativo dolore possono derivare dalla formazione di altri stati patologici (alluce valgo, dita a martello, tallodinie, metatarsalgie e sindrome del seno del tarso). A volte anche le scarpe possono dare utili informazioni, infatti un piede dismorfìco può deformare anche la scarpa più robusta, così come scarpe senza un adeguato supporto strutturale possono accentuare dei carichi sollecitando l'insorgenza di dolore.

Il tacco e la suola della scarpa di un individuo con i piedi piatti, che presentano una alterazione dei contomi sul lato mediale, saranno consumati prettamente in prossimità del bordo mediale. Il piede cavo, meno frequente del piatto, è dovuto ad una accentuata volta longitudinale. La patologia si manifesta in genere a carico dei punti di maggiore appoggio, portando all'insorgenza frequente di talloniti e metatarsalgie.

Ogni qual volta si dovesse verificare un dolore al piede che si protrae nel tempo e che limita la vita normale e l'attività sportiva, è sempre opportuno astenersi dalla pratica sportiva e consultare un medico possibilmente specialista in ortopedia, fisiatria o medicina dello sport. La prescrizione di ortesi, plantari, supporti metatarsali, talloniere o scarpe ortopediche può rappresentare un supporto terapeutico importante.

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