Il piede dello sportivoIl piede dello sportivo cos'è? Il piede è un segmento del corpo umano fondamentale per l'azione di sostegno che svolge nella stazione eretta e nella marcia. Rappresenta anatomicamente l'ultimo segmento dell'arto inferiore e nasce dall'evoluzione della sua capacità funzionale, in quanto struttura portante di tutto il corpo. La sua funzione essenziale è trasmettere al suolo dei carichi, venendo sollecitato da ingenti forze.

Sicuramente trascurato nel corso del tempo e da alcune culture addirittura torturato, il piede rappresenta per l'uomo le "fondamenta" della propria verticalità con funzione d'assorbimento del carico nella fase di contatto col suolo, di stabilizzazione nella fase di medio appoggio in senso statico e dinamico e di spinta propulsiva nella fase che precede l'oscillazione dell'arto inferiore.

La gestione dell'ortostasi e della postura dinamica è frutto del coordinamento delle leve che si estrinsecano sul corpo e che hanno come terminale il piede stesso, meccanicamente paragonabile ad una volta, composta di due arcate longitudinali, unite posteriormente nel calcagno ed anteriormente dall'arcata trasversale. In condizioni normali il peso corporeo di un soggetto di 70 kg è distribuito al 50% su ognuno dei piedi: dei 35 kg per piede, gran parte viene assorbito dal tallone e il peso restante viene suddiviso sulle ossa metatarsali dell'avampiede.

Il piede non riceve solo dei comandi, ma interagisce con il resto del corpo fornendo costanti informazioni provenienti dai recettori posti sulle articolazioni, sui muscoli e sulla superficie plantare, permettendo di situare l'insieme della massa corporea in rapporto all'ambiente. In quanto organo costantemente sollecitato, il piede può essere la sede di patologie reumatiche, vascolari e neurologiche, e di patologie dovute allo squilibrio statico-dinamico.

Il dolore di origine articolare, a livello del piede, può essere causato da molte patologie: alterazioni strutturali (piede cavo o piatto), artropatie acute (artrite, flogosi meccaniche) e croniche (artrosi). Sintomatologicamente queste patologie si caratterizzano, oltre che per il dolore, anche per una difficoltà della deambulazione e della corsa. Ad esempio, nel piede piatto il dolore inizialmente è localizzato sull'arco plantare mediale con elettività a livello dell'inserzione del tibiale posteriore sullo scafoide e sulle articolazioni dello scafoide con l'astragalo e con il primo cuneiforme. Con la progressione della patologia lo scompenso meccanico coinvolge tutto il piede, con evoluzione verso fenomeni degenerativi ulteriori (alluce valgo, dita a martello, tallodinie, metatarsalgie, sindrome del seno del tarso).

Utili informazioni su patologie podaliche si possono ottenere osservando le scarpe usate: un piede dismorfìco può deformare anche la scarpa più robusta, così come scarpe senza un adeguato supporto strutturale possono accentuare dei carichi sollecitando l'insorgenza di dolore. Il piede cavo, meno frequente del piatto, è dovuto ad una accentuata volta longitudinale, con riduzione dell’appoggio della parte centrale del piede (mesopiede).

Il piede cavo doloroso si manifesta sui punti di maggiore appoggio con talloniti e metatarsalgie. In presenza di un dolore al piede persistente nel tempo che limita la vita normale e l'attività sportiva, è opportuno astenersi dalla pratica sportiva e consultare un medico specialista in ortopedia, fisiatria o medicina dello sport. Le soluzioni ai problemi del piede variano in base alla gravità e la natura della patologia presente: terapeutico-riabilitativo, ortesico, chirurgico. Ghiaccio, riposo, anti-infiammatori sono il primo comune approccio; il persistere della sintomatologia può indurre l’attivazione di protocolli fisioterapici e di accertamenti diagnostici suppletivi (podoscopia, ecografia, baropodometria, TAC e Risonanza Magnetica nei casi estremi), per identificare la causa principale del piede doloroso.

Il plantare rappresenta un importantissimo presidio ortopedico, realizzato da un tecnico ortopedico su prescrizione specialistica, completa di diagnosi, descrizione del tipo di plantare e correzioni da eseguire. Partendo dalla prescrizione medica, il più possibile completa, l'ortesi rappresenta un ottimo presidio per adeguare la superficie plantare alla più corretta distribuzione al suolo dei carichi corporei, attraverso l’uso di materiali consoni e funzionali allo scopo che si vuole perseguire.

L'introduzione delle sostanze termoplastiche in materiali compositi a densità differenziata in commercio ha consentito in atto la possibilità di un perfetto accoppiamento fra piede e plantare e di poter apportare modifiche sullo stesso. Tenendo conto della richiesta specialistica, nella scelta del plantare bisogna considerare: il rapporto peso/altezza dello sportivo in funzione della disciplina svolta, la rigidità e/o flessibilità del piede per la scelta del tipo di impronta da eseguire, il tipo di scarpe (sportive/uso quotidiano) usate dal paziente stesso comunemente. I plantari possono essere fissi o mobili, standard o su misura. Nel caso di un soggetto sportivo, i plantari migliori da utilizzare sono sicuramente quelli mobili e con metodo di fabbricazione personalizzata.

Generalmente si distinguono: plantari rigidi o correttivi (ortesi funzionali per correggere deformità riducibili; i materiali utilizzati sono rigidi ad estrusione, sono generalmente termoformabili e costituiti da polietilene ad alta densità, polipropilene, fibra di carbonio, eccetera), plantari morbidi o di tipo accettante (ortesi indicate a compensare deformità rigide del piede, utilizzati per scaricare ed isolare callosità dolenti, ulcerazioni, espostosi, costruiti con materiali ad alto coefficiente di depressibilità come il plastazote, schiume di poliuretano, di lattice o di silicone), plantari semirigidi o misti (con l'azione funzionale dei plantari rigidi più l'elasticità e la flessibilità dei plantari morbidi; sono realizzati con materiali compositi a densità differenziata, utilizzati nell'attività sportiva come protezione delle articolazioni sovrasegmentarie.

Nell'uso dei plantari le scarpe costituiscono un tassello fondamentale; le scarpe sportive di chi ha problemi di appoggio plantare diagnosticato devono in genere avere un fondo neutro, per non modificare le correzioni del plantare, con suola piana e non rotondeggiante (a conca) per evitare appoggi instabili che possono essere causa di distorsioni, con tomaio con rinforzo calcaneare (contrafforte, anche limitato) al fine di contenere il tallone e con allacciature nel tomaio sempre presenti (lacci, velcri, passanti ecc.) per mantenere bene aderente il piede al plantare e ottenere una buona stabilità.

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