Cellulite sulle gambe di una donnaScientificamente il guaranà, come noi lo conosciamo, deriva da una pianta amazzonica, la Paullinia cupana, un rampicante sempreverde che contiene una sostanza nota come guaranina (caffeina di fatto) con proprietà appunto eccitanti.

Il frutto da cui deriva il prodotto è una drupa, con colore della buccia rosso fuoco, ed interno biancastro che racchiude il seme (legnoso) che diventa della grandezza di un pisello dopo l'essiccamento.

Considerato dagli indios un elisir di lunga vita il guaranà è molto considerato in tutte le tribù, specie dai curandero (i medici delle tribù), che lo usano per curare molte malattie, per le proprietà intrinseche del frutto:

  • azione analgesica (riduce il senso di dolore);
  • azione di resistenza (aumenta la capacità di resistenza alla fatica);
  • azione euforizzante, eccitante
  • azione immunizzante

Queste qualità del frutto di guaranà, o dei suoi derivati, ha portato gli indios ad usarlo per la caccia, per affrontare il lavori di fatica, le malattie debilitanti, le sindromi depressive, eccetera. In genere, per queste funzioni, vengono usati esclusivamente i semi, per il suo uso curativo si trova in compresse, bastoncini o in polvere, ma in America meridionale oggi il guaranà si usa particolarmente per la preparazione di una famosa bibita, leggermente frizzante detta appunto «guaranà», simile alle bibite a base di cola, con effetto stimolante e sapore dolce.

Per queste sue qualità, descritte empiricamente, sulla base del sentito e della esperienza passata, il mercato europeo ha inserito in ambito commerciale il guaranà come integratore, in caramelle e cioccolatini (in parrticolare per gli atleti che affrontano lunghi percorsi, maratoneti, ciclisti, iron men); di fatto di quanto appena esposto non esiste evidenza scientifica ed indicazione terapeutica, tuttavia la pratica clinica e l’esperienza porta molti medici a sfruttare sempre di più questo prodotto naturale.

Negli integratori il guaranà si trova solitamente sottoforma di estratto o semi macinati che contengono in media il 4%-8% di caffeina, potente alcaloide a cui sono dovute le interessanti proprietà del guaranà (la caffeina aumenta il rilascio di adrenalina e noradrenalina, due ormoni detti catecolamine che favoriscono l'aumento del metabolismo corporeo, della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e degli scambi respiratori incrementando l'ossigenazione del sangue); le indicazioni mediche per l’uso del guaranà sono conseguenti:

  • stimolazione del metabolismo basale e del dispendio energetico giornaliero per bruciare calorie e agevolare la perdita di peso
  • gestione di stati psicologici di depressione e disturbi dell’umore in genere
  • contrasto alle malattie che riducono il metabolismo energetico inducendo il sovrappeso o l’obesità (ad esempio l’ipotiroidismo)
  • stimolazione delle difese immunitarie in pazienti con deficit di tale sistema
  • riduzione dei tempi di recupero di un paziente convalescente

Pur non essendo un medicinale scientificamente riconosciuto, questo il guaranà ha evidenti proprietà medicinali, e dunque ci vuole cautela nel suo uso. Buon senso vuole che una assunzione costante, per scopi terapeutici, debba essere “guidata” da un medico, infatti il suo uso si sconsiglia in pazienti con problemi di ipertensione, diabete, malattie renali, patologie cardiache e della tiroide. Noti sono infatti gli effetti collaterali da eccessivo uso o ipersensibilità:

  • tachicardia
  • aritmie
  • insonnia
  • aumento della pressione arteriosa
  • agitazione,
  • nervosismo
  • disturbi gastrointestinali (crampi, diarrea, flatulenza)