Il dolore ginecologico è un sintomo frequente nelle donne e, nelle atlete, può determinare una significativa riduzione della prestazione sportiva. Da qui la necessità, in ambito sportivo, di identificare bene le cause che determinano l'insorgenza del dolore e la terapia adeguata.
Questo dolore colpisce il 20% delle donne in età fertile, e tra queste vi è un'alta incidenza di soggetti con pregresse storie di patologie infiammatorie pelviche. Insieme al dolore ginecologico, sintomo principale spesso invalidante, possono coesistere anoressia (riduzione dell'appetito), astenia (mancanza di forza), disturbi dell'umore (depressione) e disturbi sessuali (dolore durante l'atto sessuale).
In base alla causa scatenante, si distinguono diversi tipi di dolore ginecologico:
  • dolore pelvico fisiologico (DPF), è probabilmente la forme più frequente di dolore ginecologico ricorrente; può dipendere dalla ovulazione, insorgendo nel periodo periovulatorio, si localizza in bassa sede addominale e può durare da alcune ore ad alcuni giorni come un peso, o un dolore sordo, non ben definito. Il DPF può insorgere anche dalla dismenorrea primaria, associandosi quindi al ciclo mestruale; in questo caso dura da 1 a 4 giorni, è un dolore colico continuo in sede addominale bassa, con intensità variabile, associabile anche a nausea, vomito, cefalea; talvolta si propaga anche sui glutei. Il DPF, una volta diagnosticato dal medico, a meno di specifiche complicanze, può essere gestito con inibitori della prostaglandina-sintetasi (FANS, aspirina e derivati) e con l’uso di contraccettivi orali. Alcuni pazienti riferiscono grandi benefici anche dall’uso del paracetamolo, valida alternativa ai FANS per chi ha disturbi gastrici. E’ molto discusso l’uso di integratori vitaminici e minerali nella prevenzione del disturbo; alcuni studi avrebbero infatti dimostrato che l’azione anti-ossidante di alcuni oligo-elementi avrebbe un ruolo protettivo nell’insorgenza del dolore.
  • il dolore pelvico da cause organiche (DPO), un dolore che si associa al ciclo mestruale e che ha delle cause organiche ben precise: endometriosi, adenomiosi, fibromi, patologie ostruttive, eccetera. E’ evidente che per eliminare il dolore bisogna eradicare la patologia alla base, da qui la necessità di un trattamento sotto controllo medico, sia esso farmacologico che chirurgico.
  • il dolore pelvico idiopatico (DPI), un sintomo associato ad una rara patologia; il dolore è localizzato al basso addome, si irradia alla schiena ed alla regione sacro-iliaca, si accentua nel periodo premestruale e tende a diminuire nei giorni delle mestruazioni. La causa non è chiara, si ipotizza (in alcuni casi) la possibile lacerazione di alcuni legamenti uterini o delle alterazioni vascolari che determinerebbero una riduzione nell’apporto di sangue all’apparato riproduttivo. La terapia è legata all’uso di anti-dolorifici con azione profonda (ad esempio ketoprofene e derivati) e può essere utile l’uso, al bisogno, di correnti analgesiche come la TENS, da applicare nei punti di trigger point (i punti corporei dove il dolore insorge).

La terapia ormonale invece, nel caso di dolore ginecologico, va presa in considerazione solamente sotto controllo medico.