Donna che si tocca la gola

Il termine diverticolo in medicina si usa per indicare una sacca che in modo anomalo si forma per estroflessione di una porzione ben localizzata di un organo cavo, per una debolezza della struttura della sua parete.

Cosa è il diverticolo?

Il diverticolo può essere congenito (presente dunque sin dalla nascita) o acquisito (conseguente a fenomeni di pulsione, per graduale estroflessione della mucosa e sottomucosa del viscere attraverso una area di debolezza della parete muscolare per effetto di un aumento della pressione intraluminale, oppure conseguente a fenomeni di trazione, per l'attrazione esercitata da un processo di retrazione cicatriziale esterno da processi infiammatori contigui alla parete del viscere) e la zona anatomica più comune in cui si forma è  a livello dell'esofago.

Quali sono i diverticoli più diffusi?

Tra i diverticoli che si possono formare nell'esofago, il diverticolo faringo-esofageo di Zenker è il più frequente, che si localizza in un punto di debolezza della parete esofagea, causando disfagia, generalmente secondario ad incoordinazione faringo-esofagea (incompleto rilasciamento dello sfintere esofageo superiore) o da un disordine della motilità esofagea (spasmo esofageo diffuso). Localizzato a livello della parete posteriore della giunzione faringo-esofagea tra la fibre del costrittore inferiore della faringe e quelle del muscolo crico-faringeo, area debole strutturalmente definita come triangolo di Killian, nel tempo questo diverticolo può progressivamente ingrandirsi causando fenomeni di compressione a carico dello stesso esofago, comprimendolo e dislocandolo. Ne consegue una alterata funzione e una sintomatologia spesso caratteristica, con disfagia ritardata: mangiando inizialmente il paziente deglutisce senza problemi, ma al terzo o quarto boccone comincia ad avvertire difficoltà ad inghiottire (disfagia del III boccone) che si intensifica con le deglutizioni successive, inducendo la persona a sospendere il pasto: in pratica con le prime deglutizioni il cibo, tutto o in parte, entra nel diverticolo che riempendosi progressivamente si distende comprimendo l'esofago (compressione estrinseca).

Quali sono i sintomi del diverticolo esofageo?

Altri sintomi del diverticolo esofageo, meno frequenti sono:

  • disturbi da reflusso gastro-esofageo acido con pirosi restrosternale, dolore simil anginoso,
  • deglutizione con rumore di gorgoglio, soprattutto durante l'assunzione di liquidi;
  • rigonfiamento, generalmente nella regione sopra-claveare e latero-cervicale sinistra, dopo alcune deglutizioni;
  • rigurgito, sia spontaneo specialmente in decubito supino, sia per compressione sulla tumefazione di cui sopra da parte del paziente stesso,
  • sensazione di soffocamento,
  • riduzione di peso per ridotto introito di cibo
  • episodi ricorrenti di bronchite o polmonite ab ingestis
  • alitosi (da ristagno di cibo con conseguente fenomeno putrefattivo).

La permanenza di materiale ristagnante nel diverticolo può causare infezioni ricorrenti ma soprattutto degenerare la mucosa locale aumento il rischio di trasformazione in cancro (carcinoma spino cellulare) dei tessuti in sede.

Il diverticolo esofageo può anche essere asintomatico, ma ciò si verifica quando il suo volume è piccolo e comunque coinvolge una casistica minima.

Come si cura il diverticolo esofageo?

A causa della alterata qualità di vita del paziente, spesso alla diagnosi, che si basa su elementi clinici associati a esame radiologico con mezzo di contrasto, manometria esofagea e risonanza magnetica del collo e del torace, segue una terapia chirurgica risolutiva con miotomia crico-faringea senza resezione del diverticolo realizzata in caso di diverticoli di piccole dimensioni, oppure, se il diverticolo è grande, con diverticolectomia spesso associata a miotomia cricofaringea.