Donna che si stira le spalle con una mazza da golfSulla idoneità sportiva per attività ludico motorie, e sportive non agonistiche in genere, lo stato italiano si è pronunciato con un decreto legge nel lontano 1982 sancendo l’obbligatorietà di tale certificato per tutti coloro che svolgono attività sportiva non agonistica (non competitiva dunque) nell’ambito di manifestazioni sportive o complessi sportivi.

Questo certificato ha validità di un anno dalla data del rilascio, e viene di norma rilasciato dai medici di medicina generale o dai pediatri su richiesta dell’interessato.

Quando il certificato viene richiesto da Enti Pubblici (ad esempio la scuola), questo certificato deve essere rilasciato a titolo gratuito dal medico di famiglia (ovviamente il richiedente, la scuola in questo caso, deve fornire adeguata richiesta al medico stesso), quando invece il certificato venga richiesto da enti o associazioni private (palestre, piscine, eccetera), il certificato medico è ovviamente a pagamento di chi lo richiede. Tale certificato, secondo la legge, non richiede accertamenti specifici, ed il medico dunque potrebbe rilasciarlo anche senza nessun accertamento; negli ultimi anni tuttavia, il ripetersi di episodi gravi nel contesto di palestre, piscine e manifestazioni dilettantistiche, ha indotto una certa cautela (giusta peraltro) da parte dei medici di famiglia e dei pediatri, che spesso richiedono un minimo di controllo per il rilascio di tale certificato.

E' invalsa la prassi, in molte città d'Italia della concessione di tale certificato dopo almeno un controllo cardiologico con elettrocardiogramma basale, sulla base del riscontro scientifico che già un buon ECG può dare informazioni importantissime sullo stato di salute del paziente; ci sono peraltro federazioni sportive, come quella di spinning, che richiedono il certificato con allegato un tracciato elettrocardiografico, proprio per la consapevolezza dei rischi cui un soggetto va incontro nello svolgimento delle attività sportive. Da qui l’estensione, in uso, della certificazione a firma di medici che, pur non essendo medici di famiglia o pediatri, concorrono con il loro operato ad un maggiore controllo della tutela sanitaria delle attività sportive non agonistiche.

E' ovvio che queste sono iniziative di singoli che, nella interpretazione della norma legislativa, peraltro temporalmente datata, e dunque non più tanto al passo coi tempi, tendono a cautelare chi fa sport e chi lo organizza; il mio personale punto di vista, ovviamente “deformato” dalla mia visione professionale, è che sicuramente l’attività sportiva amatoriale implica in alcuni casi un carico di lavoro cardiaco non indifferente (si pensi appunto allo spinning: la frequenza cardiaca arriva a salire anche sino a 180 battiti al minuto!), da qui la necessità di integrare, almeno con un elettrocardiogramma e con una valutazione cardiologica di base, la certificazione di stato di buona salute, che altrimenti più che un atto medico diviene un atto da scrivano, perdendo quel significato di prevenzione che esso vuol significare.