EpifisiLe epifisi sono estremità delle ossa (in genere presenti in quelle lunghe) che si congiungono con altre epifisi a costituire le cosiddette articolazioni (il ginocchio ad esempio è in parte costituito da epifisi tibiale ed epifisi femorale).

Queste strutture, in età adolescenziale/giovanile, sono cartilagini di accrescimento che, con la maturazione fisica, si saldano con l’osso.

Può avvenire che, a seguito di malattie o traumi, le epifisi possano distaccarsi (come vere e proprie fratture) dal resto dell’osso, dando luogo a fastidi di notevole entità.

I distacchi epifisari propriamente detti si osservano soltanto nell’adolescenza e nella infanzia, e possono essere secondari a malattie specifiche (osteocondrite sifilitica, osteomielite, malattie congenite dell’osso, eccetera) o a traumi diretti o indiretti (contusioni o distorsioni).

Le sedi più frequenti sono l’estremità inferiore del femore, le due dell’omero, quelle della tibia; la sintomatologia è caratteristicamente sovrapponibile a quella di una frattura con marcata limitazione funzionale del segmento corporeo leso, tumefazione e deformazione in sede, dolore alla pressione e anche a riposo, calore al termo tatto.

In base all’entità del distacco (a quanto cioè i capi ossei si sono distanziati tra di loro) si può procedere ad una terapia che consiste o in apparecchio gessato o tutore ortopedico, a cui segue un periodo di riabilitazione, finalizzata al completo recupero della funzionalità del segmento corporeo leso.

L’evoluzione riparativa avviene con la formazione del tipico callo osseo, ma i problemi possono essere dietro l’angolo: sono frequenti infatti i disturbi di accrescimento quando la zona colonnare di cellule cartilaginee deputata alla crescita e maturazione dell’osso si trova inclusa nel processo di ossificazione riparativa. Questa “inclusione” può indurre un arresto o rallentamento di sviluppo del segmento traumatizzato, con il rischio di eterometrie che possono menomare il giovane, specialmente qualora il distacco sia avvenuto nelle estremità più fertili delle grandi ossa lunghe: nell’arto superiore le più lontane dal gomito, nell’arto inferiore, le più vicine al ginocchio.

Nei casi di distacchi epifisari più gravi, con disallineamento dei capi ossei coinvolti, l'intervento chirurgico è indispensabile, cui seguirà comunque un periodo di immobilizzazione e di successiva riabilitazione.

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