disegno in sezione dei reni umani con calcoli renaliI Calcoli Renali o Calcolosi Renale, detta anche nefrolitiasi, è una patologia molto frequente delle vie urinarie (10/100), specie negli uomini, causata dal deposito nelle vie urinarie di calcoli costituiti da aggregati solidi a seguito del loro aumento di concentrazione nelle urine. La loro formazione è dovuta ad uno squilibrio della funzione renale (molti scienziati riconoscono una predisposizione familiare), per cui i reni, risparmiando fisiologicamente acqua, tendono a eliminare sostanze più o meno nocive (scorie dell'organismo) diluendoli nelle urine.

Se nelle urine composti insolubili si accumulano ad alto livello, questi si aggregano sotto forma di cristalli dando origine al calcolo.

La sintomatologia dei calcoli renali è caratteristica:

  • dolore in sede lombare (spesso si confonde con un semplice mal di schiena) refrattario ai comuni antidolorifici
  • vomito
  • febbre

L'approccio clinico terapeutico per i calcoli renali iniziale è classico è:

  • antidolorifici ed antipiretici
  • applicazione di fonti di calore sulla regione lombare
  • approvvigionamento idrico abbondante, per diluire le urine e facilitare l’espulsione di sali e calcoli.

In genere i calcoli, se di dimensioni inferiori ai 5 mm il trattamento con analgesici e terapia idroponica è sufficiente, se di dimensioni maggiori, difficili dunque da espellere, possono essere trattati con litotrissia extracorporea con onde d'urto, oppure con uretero-litotrissia per calcoli ostruenti dell'uretere. Raramente si usano inibitori dell'ureasi quali l'acido acetoidrossamico, che tuttavia presenta molti effetti collaterali. Nella seconda fase, passato il momento acuto, un ruolo importante gioca la dieta, l'uso di alcuni integratori alimentari e soprattutto l'assunzione di adeguate quantità di liquidi.

La precipitazione di sali nelle urine in alcuni casi è favorita da urine acide, con un pH inferiore a 7, come accade per l'acido urico; in altri casi richiede invece un ambiente alcalino (superiore a 7 gradi di pH) come si verifica per i fosfati. Stabilita dunque, fattore importante, la natura del sale che costituisce i calcoli (fosfati, ossalati, etc) attraverso un semplice esame delle urine, si stabilisce il protocollo dietetico, che sui generis, consiste nella riduzione di tutti gli alimenti contenenti i sali o elementi che ne facilitano l'aggregazione:

  1. bisogna ingerire alimenti poveri di purine e di acido ossalico; dunque si possono mangiare pasta, riso, pane, yogurt, formaggi freschi, carne di manzo, pollo, prosciutto magro, pesce magro, uova, patate, pomodori, mele, uva, caffè d'orzo;
  2. vanno ridotti, in quanto alimenti ricchi di acido ossalico e calcio, latte e formaggi, da eliminare sono sedano, spinaci, bietole, rabarbaro, cioccolato, pepe, infuso di the, piselli, rape, fagioli bianchi e verdi, fichi secchi, prugne secche, zucchero, miele e dolci.

Per il contenuto di purine (basi azotate presenti negli acidi nucIeici) sono pure da escludere selvaggina, sardine, caviale, frattaglie, agnello, coniglio, piccione, carni gelatinose e conservate, pesci grassi, salmone, crostacei, caviale, legumi, funghi, asparagi, melanzane, pere, prugne, ribes, fichi secchi, caffè, cioccolata, bevande alcoliche.

Questo corretto stile di alimentazione previene ed attenua la formazione dei calcoli renali.