disegno fegato e stomaco umanoCome si formano i Calcoli Biliari? La Bile è un liquido giallo oro denso, prodotto dal fegato, costituito da diverse sostanze: colesterolo e fosfolipidi (grassi contenenti fosforo), sali biliari (importanti nella digestione), sali minerali e bilirubina (scoria giallastra proveniente dal metabolismo della emoglobina dei globuli rossi sanguigni).

Prodotta dalle cellule del fegato la bile viene canalizzata in “dotti biliari” che si riuniscono in condotti sempre più grandi (come un vero e proprio sistema di canalizzazione idrico) sboccando in un unico canale, il coledoco, che uscendo dal fegato si introduce nell’intestino. Agganciato al coledoco normalmente si trova un “sacchetto” a forma di pera rovesciata, detto colecisti, una sorta di riserva di bile prodotta tra un pasto e l'altro.

Nella colecisti, la bile si addensa e introdotta poi nell’intestino dove, attraverso un fisiologico stimolo ormonale, favorisce i processi digestivi. In alcuni casi, il liquido biliare può addensarsi fino a diventare duro, con la formazione di piccole pietre i cosiddetti “calcoli biliari”, che si formano spesso nella colecisti, dove il flusso del liquido biliare in genere rallenta.

Spesso la formazione dei calcoli biliari è clinicamente silente all'inizio, poi si manifesta con sintomi e segni caratteristici: dolore addominale, spesso localizzato al lato destro dell'addome con riflessi diffusi, febbre, nausea e vomito, inappetenza, insufficienza digestiva con diarrea o stipsi

Quando i calcoli sono grossi o si insinuano nei canali biliari descritti, l'ostruzione di questi può causare un quadro clinico acuto che può risolversi solo con intervento chirurgico per “sturare” il condotto occluso.

Quando si formano i calcoli biliari? Ci sono fattori diversi che espongono al rischio di calcoli: innanzi tutto la predisposizione familiare (se in famiglia qualcuno ha avuto una storia di calcoli, i figli sono a rischio), la sedentarietà, il fumo di sigaretta, gli abusi alimentari, l'uso di farmaci (farmaci a base di ormoni sintetici o per la cura della ipercolesterolemia), il sovrappeso e l'obesità, il rapido dimagrimento, la stitichezza, l'abuso di alcolici e superalcolici, la concomitanza di patologie dell'intestino come il morbo di Crohn, una dieta eccessivamente ricca di grassi, la presenza di allergie o intolleranze alimentari. La correzione di uno o più di questi fattori riduce il rischio di calcoli biliari.

La diagnosi si basa sui dati clinici e su indagini semplici come l'ecografia addominale, esami radiologici, esame del sangue e urine, esame delle feci. Potendo evitare l'intervento (oggi effettuabile anche con minore invasività, con la laparoscopia), le regole dietetiche sono fondamentali nella gestione della patologia (calcoli biliari) e per evitare le recidive: consumare giornalmente cibi ricchi di fibre (verdura , frutta, cereali integrali e crusca d'avena, barbabietole , carciofi e foglie di tarassaco), evitare assolutamente cibi fritti, latticini e carne rossa, burro e strutto, alcol e bibite gassate, legumi e frutta secca, carne conservata.

Un sano stile di vita ed una corretta alimentazione possono prevenire certamente il formarsi dei calcoli biliari.