Ghiandole Salivari MalateLe ghiandole salivari sono strutture lobulari che, annesse alla bocca, collaborano alla masticazione e deglutizione e digestione degli alimenti, lubrificando il cavo orale e disinfettandolo attraverso la produzione della saliva e agevolando quindi il processo della nutrizione indispensabile al nostro organismo.

A cosa servono

La saliva prodotta dalle ghiandole svolge dunque funzioni lubrificanti e antibatteriche collaborando al mantenimento della detersione della superficie mucosa e migliorando in tal modo la capacità di percezione gustativa. Le ghiandole salivari si distinguono in maggiori e minori e nel complesso producono circa 1-1,5 litri al giorno di saliva. Le ghiandole salivari maggiori sono tre grosse ghiandole extramurali, annesse alla bocca bilateralmente, responsabili di gran parte della produzione di saliva: la parotide, la sottomandibolare e la sottolinguale.

Malattie

Quando queste ghiandole sono colpite da processi patologici (infezioni, calcoli, malattie degenerative, tumori), possono manifestarsi sia modifiche del volume ghiandolare (in genere ingrossano, come nella parotite virale epidemica, gli Orecchioni, malattia infettiva virale che colpisce spesso le ghiandole parotidi bilateralmente con incubazione di venti giorni, ghiandole discretamente ingrossate con febbre e dolore nelle zone tumefatte, la malattia guarisce spontaneamente in otto-dieci giorni) ed alterazioni della loro funzione: una diminuzione della secrezione con conseguente secchezza della mucosa orale (xerostomia) e predisposizione alle infezioni e alle malattie dentali (carie, periodontiti), oppure ipersecrezione o secrezione alterata con alterazione del sapore in bocca. Il processo patologico localizzato ad una ghiandola può manifestarsi con dolore e/o tumefazione.

Scialite e Scialodenite diagnosi e cure

I termini scialite e scialoadenite sono comunemente usati in campo medico per indicare un'infezione delle ghiandole salivari, causata da batteri (più frequentemente parotidi e sottomandibolari) con sintomi e segni clinici comuni a molte infezioni: febbre, dolore, brividi, ipostenia (mancanza di forza), e fuoriuscita di pus dalla ghiandola interessata che altera il gusto. Il batterio spesso implicato nelle infezioni delle ghiandole salivari è lo Staphylococcus aureus, ma anche altri possono causare l’infiammazione: ecografia, TAC, Risonanza magnetica, Scialografia, Scintigrafia con pertecnetato sono gli esami che possono essere richiesti per una definizione della diagnosi, cui deve seguire un trattamento terapeutico mirato con condotte igieniche adeguate:

  • antivirali (nel caso degli orecchioni e solo per quei pazienti con deficit del sistema immunitario)antibatterici (antibiotici come la dicloxacillina, la cefalosporina o la clindamicina)
  • anti-infiammatori o analgesici (tachipirina in prima istanza)
  • gel disinfettanti del cavo orale
  • modificare l’alimentazione: bere molta acqua a temperatura ambiente, evitare cibi caldi o freddi, evitare pasti abbondanti, ridurre il numero di pasti nella giornata per una decina di giorni, mangiare alimenti che non richiedano eccessiva masticazione (dunque prodotti fluidi da prediligere a carni o prodotti “duri”), evitare spezie (alterato il gusto, dunque si corre il rischio di eccedere senza rendersene conto) ed alcolici, evitare dolci (gli zuccheri facilitano la fermentazione), limitare l’uso dello spazzolino prediligendo gli sciacqui (frequenti) con colluttorio per qualche giorno.

Scialoadenite o scialite si può avere anche nella scialolitiasi, detta anche calcolosi salivare, caratterizzata dalla presenza di calcoli all'interno delle ghiandole salivari o nei canali di secrezione della saliva. E' comunemente colpita la ghiandola sottomandibolare e l'affezione colpisce prevalentemente soggetti con problemi dentari importanti. I calcoli, concrezioni saline, se voluminosi, bloccano la fuoriuscita di saliva dalla ghiandola e si manifesta una sintomatologia ad insorgenza improvvisa, che compare all'inizio del pasto, caratterizzata da improvviso gonfiore della ghiandola con dolore (colica salivare).

La terapia iniziale è sovrapponibile alla scialo adenite infettiva, ma la rimozione del calcolo, se grosso, deve avvenire o con asportazione chirurgica del calcolo dal condotto o della intera ghiandola nei casi più gravi e recidivanti o con terapia fisica (Litotrissia), sottoponendo il calcolo a campi magnetici prodotti da una particolare apparecchiatura.