Influenza

I frutti di bosco appartengono alla nostra cultura alimentare e vengono generalmente usati nelle nostre tavole o come frutta in sé o addizionati a yogurt, mousse, bavaresi, gelati e altri dolci, succhi di frutta, liquori.

Caratteristiche alimentari del gelso bianco

I frutti di bosco nel loro complesso hanno caratteristiche nutrizionali comuni: contengono acqua e fibra in abbondanza (come tutta la frutta in genere), apportano zucchero (fruttosio) in media quantità, ed hanno una concentrazione di vitamine, antiossidanti e sali minerali assolutamente al di sopra della media degli altri tipi di frutta, con alte concentrazioni di vitamina C (acido ascorbico), potassio, flavonoidi, antocianine e tannini.

Il mondo della industria alimentare negli ultimi tre-quattro anni ha puntato l’attenzione in particolare sul gelso bianco giapponese (leggi zuccarin gelso bianco), che come gli altri frutti di bosco presenta, oltre alle medesime caratteristiche appena menzionate, anche elevate concentrazioni di resveratrolo, una molecola capace chimicamente di controllare la glicemia e dunque interessante in campo dietetico e nel trattamento di malattie metaboliche come il diabete e l’obesità.

Le importanti proprietà del Resvenatrolo

Il resveratrolo è una molecola antiossidante presente anche nell’uva, particolarmente concentrata nel gelso bianco (varietà giapponese Polygonum cuspidatum) e nei frutti di bosco in genere, chimicamente indicata come 3,5,4'-triidrossi-trans-stilbene. E’ dunque un fenolo a cui la ricerca, in campo internazionale, ha confermato importanti azioni così riassumibili:

  • Azione antiossidante: il resveratrolo svolge la sua azione antiossidante inducendo un potenziamento della sintesi del glutatione, molecola fondamentale nel sistema antiossidante che nel nostro corpo lavora per detossificarci dai radicali liberi. Nello specifico poi il resveratrolo agisce da antiossidante inibendo la perossidazione dei lipidi delle lipoproteine a bassa densità LDL (low–density lipoprotein) e induce la produzione di ossido di azoto, che allarga le arterie. Chimicamente l’azione del resveratrolo è importante perché agisce anche a monte della reazione ossidativa, rendendo inattivo il rame come catalizzatore; il resveratrolo è infatti un chelante lo ione rame Cu2+, impedendo dunque che ad esso si leghino le LDL. Grazie a queste azioni il composto contenuto nel gelso bianco giapponese in grande quantità è considerata molecola anti-aging (anti-invecchiamento), utile nel trattamento della cute, permettendo di ritardare l'invecchiamento e l'espressione dei tratti propri dell'invecchiamento.
  • Azione vascolare/endotelio protettiva: da un lato il resveratrolo protegge il sistema vascolare limitando lo stress ossidativo, dall’altro riduce il rischio di aterosclerosi (secondo i meccanismi sopra menzionati) riducendo i livelli di trigliceridi e colesterolo nel sangue e il fattore intrinseco endotheline-1. Diversi studi, inoltre, dimostrano che il resveratrolo inibisce la aggregazione piastrinica e dunque il rischio di trombosi ed ictus inibendo la sintesi degli eicosanoidi.
  • Azione anti-infiammatoria: molti studi preliminari indicano il resveratrolo utile nella protezione del cervello da stress ossidativo, che svolge un ruolo importante nello sviluppo della maggior parte delle malattie neurodegenerative. L’attività antinfiammatoria del resveratrolo e sovrapponibile a quello dell’aspirina, che inibisce la formazione nel nostro organismo di una serie di metaboliti, tra cui alcune prostaglandine in grado di stimolare il processo infiammatorio. In studi su animale il resveratrolo ha azione antinfiammatoria poiché blocca la produzione della cicloossigenasi–2 (COX-2), enzima che trasforma l’acido arachidonico in prostaglandine infiammatorie.
  • Azione anti-tumorale: Il resveratrolo modula alcune proteine che regolano il ciclo cellulare e sembra indurre l’apoptosi (la morte cellulare naturale) in molte linee cellulari tumorali. Questa azione anti-tumorale pare da correlarsi alla sua analogia chimica con  un potente estrogeno sintetico potente antagonista dell’attività ormonale, in particolare nell’impedire l’assorbimento di estrogeni. In sintesi, il resveratrolo sembra prevenire il primo evento della catena che si sussegue quando gli estrogeni danno inizio al processo che porta al cancro al seno ad esempio. Molti tipi di tumore al seno sembrano innescati da un aumento degli estrogeni e da una maggiore recettività ad essi, che reagiscono con molecole del Dna causando un danno genotossico che predispone soggetti, esposti a composti cancerogeni e mutageni, ad un aumentato rischio di tumori. Il resveratrolo è in grado di sopprimere il rischio di danno genotossico favorendo le cellule a creare un enzima che interferisce con l’effetto che gli estrogeni hanno sul DNA: ad oggi il resveratrolo è studiato anche per la possibilità di impedire la trasformazione di alcune sostanze in sostanze cancerogene, ma gli studi sono ancora in una fase primordiale. Essendo il resveratrolo un fitoestrogeno, esso è altresì utile nel trattamento dei disturbi della menopausa.
  • Azione metabolica: il resveratrolo sembra aiutare il processo del dimagrimento, favorendo il controllo dell’indice glicemico, riducendo dunque il senso della fame (la regolarizzazione dell’indice glicemico permette una riduzione dell’appetito ed una diminuzione del desiderio di dolci, pane e pasta) ed il lavoro della insulina. Meno insulina in circolo significa anche meno accumulo di grasso, dunque la molecola trova applicazione come integrazione nella dieta ipocalorica di pazienti obesi o con il diabete. 

In conclusione il resveratrolo ha proprietà intrinseche preventive sullo stato di salute dell’uomo molto importanti, e la sua integrazione alimentare va valutata seriamente nel caso di categorie a rischio (obesi, ipertesi, soggetti in menopausa, soggetti con ipercolesterolemia), tuttavia è evidente che non bisogna assegnare a questo prodotto proprietà farmacologiche e curative che al momento non gli vengono riconosciute.