Provetta di raccolta per il sangue

L'epatite A è un'infezione del fegato molto contagiosa causata da un virus indicato come virus dell'epatite A (HAV), capace di infettare l’organo del fegato decretandone così, a seguito della infiammazione indotta, un temporaneo suo malfunzionamento.

Brevi cenni storici sulvirus dell'epatite A

Il virus della epatite A fu isolato da Purcell nel 1973, che identificò negli uomini l'unico serbatoio per questo virus, la cui incidenza come causa di epatite acuta è progressivamente diminuita nelle società occidentali negli ultimi decenni.

Il virus si diffonde facilmente quando si mangia o si beve qualcosa di contaminato da materiale fecale, anche per piccolissime quantità, ecco perché i miglioramenti dell'igiene e le politiche di sanità pubblica e dei servizi igienico-sanitari hanno avuto la meglio inducendo la ridotta incidenza della malattia come precedentemente indicato. Anche la vaccinazione e l'immunizzazione passiva hanno portato ad una riduzione della malattia in gruppi ad alto rischio.

Come si contrae l'epatite A?

I rischi, come detto, vengono da alimenti infetti: frutta, verdura o altri alimenti che sono stati contaminati durante la manipolazione, molluschi crudi raccolti da acqua che contiene il virus, uso di ghiaccio contaminato, sono alcuni dei modi con cui il virus può diffondersi, ma anche stare a stretto contatto con una persona che è infetta, anche se quella persona non ha segni o sintomi o fare sesso con qualcuno che ha il virus espone al rischio della malattia.

Quali non i sintomi dell'epatite A

I sintomi dell'epatite A sono vari: talora la malattia può essere asintomatica, in altri casi la sintomatologia è caratteristica di una infezione con qualche variante legata al malfunzionamento del fegato:

  • Perdita di appetito
  • Nausea
  • Febbre
  • Diarrea
  • Astenia (facile affaticabilità)
  • Ittero (colorito verde-giallo di occhi e pelle)
  • Urine scure
  • Crampi addominali

In genere il colorito verde-giallo deve indurre ad accertamenti e sono gli esami del sangue che permettono ai medici una certa diagnosi e, conseguentemente, una terapia di supporto che si basa su riposo, dieta rigida in bianco e monitoraggio dei parametri ematici sino alla risoluzione della malattia. Di epatite A oggi difficilmente si muore, ed una volta presa, il corpo si immunizza, dunque una ricaduta è altamente improbabile. Per chi non avesse mai avuto la malattia, una vaccinazione è raccomandata specie per chi viaggia verso aree del mondo con una maggiore infezione da epatite A (paesi orientali ed africani), per uomini omosessuali, per pazienti che hanno problemi di coagulazione del sangue e con problemi di tossicodipendenza.

Come si previene l'epatite A?

Non volendosi vaccinare, adeguate precauzioni di sicurezza vanno prese durante i viaggi in paesi a rischio:

  • sbucciare e lavare da sé frutta e verdura fresca,
  • non mangiare carne e pesce crudi o poco cotti,
  • bere acqua imbottigliata, da usare anche quando ci si lava i denti,
  • evitare tutte le bevande di purezza sconosciuta, con o senza ghiaccio,
  • praticare una buona igiene intima,
  • lavarsi accuratamente le mani spesso, soprattutto dopo aver usato la toilette.

Oggi l'epatite A fa meno paura, tuttavia può rappresentare un grave problema di salute per bambini, anziani e soggetti con deficit delle difese immunitarie, dunque bisogna avere grande attenzione a ciò che si mangia e alle precauzioni igieniche intraprese.