ECG: Dettaglio onda P

Come detto in altre occasioni, l'elettrocardiogramma (ECG) è un mezzo utilissimo per uno studio semplice ed immediato, oltre che a basso costo, dell'attività cardiaca, capace di fornire molte informazioni all' esperto osservatore.

Cosa sono le Onde P?

Un elemento molto frequente, quando si effettua un ECG è la comparsa di onde P negative; nella personale esperienza quando dico qualcosa del genere i pazienti si mettono subito in allarme, pur usando un atteggiamento rassicurante! In effetti il termine negativo può fuorviare, ed allora cercherò di esprimermi semplicemente: l' attività elettrica cardiaca registrata con ECG riflette i momenti funzionali del cuore: l' onda P, a forma di gobba rivolta verso l'alto rispetto alla linea isoelettrica di registrazione, indica il momento in cui i due atri (le camere superiori del cuore) si contraggono per immettere il sangue nei ventricoli; a questa onda segue una pausa che porta poi al QRS (complesso di onde dell' ECG che esprime la contrazione dei ventricoli che immettono il sangue nel resto del corpo).

L'onda P nasce come evento elettrico scatenato dal nodo seno atriale, lo "starter" elettrico che attiva la contrazione elettrica: l' asse dell' onda P è dunque un vettore che indica la direzione dell' attivazione elettrica, che ovviamente si allontana dalla sede di origine (gli atri vengono attivati dall' alto verso il  basso).

Cosa è l' Onda P negativa?

L' onda P negativa, è una onda a forma di gobba capovolta, che evidentemente esprime una attivazione degli atri al contrario, cioè dal basso verso l'alto.

Tutto ciò che è fuori dalla norma è patologia?

Non sempre: ci sono delle variabilità individuali che vanno attenzionate, ma che non devono allarmare più di tanto. La morfologia dell' onda P è stata spesso oggetto di studio, tant'è che esistono diverse varianti di ritmo ad esse correlate (ritmo atriale sinistro, ritmo atriale destro, ritmo del seno coronarico, ritmo seno nodale), che non possono essere considerate patologie in senso stretto.

Una onda P negativa indica che gli atri si contraggono, ma che la fonte di attivazione si trova in altra sede rispetto al nodo del seno. Certo, non si può parlare di ritmo sinusale (cioè che origina dal nodo del seno), ma sempre di un ritmo costante e fisiologico, che va ulteriormente indagato, nelle prime occasioni e controlli cardiologici, che se risulteranno negativi forniranno la indicazione di una persona normale con un ritmo al di fuori della media.

Cosa fare in presenza di un'Onda P Negativa?

In presenza di onda P negativa si parla di ritmo nodale, anche se ciò è molto generico (si indica cioè che lo stimolo può partire dal nodo atrioventricolare posto al di sotto degli atri), comunque sia è indicatore non necessariamente di una patologia, ma di una disfunzione del nodo del seno; in alcuni casi la onda P negativa in genere precede il QRS, ma sono frequenti casi in cui si può sovrapporre e dunque non essere visibile all' ECG, o seguirla.

Cosa fare in caso di Onda P Negativa?

Nella mia esperienza, una onda P negativa è relativamente frequente negli atleti a riposo o negli adolescenti, e questa variabile dell' ECG scompare sotto sforzo (nei giovani scompare con il passare degli anni, come una sorta di maturazione del nodo seno atriale). Personalmente ritengo che al primo ECG di un paziente con onda P negativa sia consigliabile (ma non indispensabile, specie se il paziente è asintomatico) un ecocardiogramma, ed una prova da sforzo: se il tracciato non si modifica o si modifica in senso positivo (cioè l' onda P torna positiva), non ci sono altri provvedimenti da prendere, ma solo una regolare e periodica monitorizzazione, poiché quello è il tracciato ECG di quella persona, come una sorta di impronta digitale.