ElastosonografiaL’elastosonografia è una pratica clinica-strumentale che sembra prendere piede in campo medico nella definizione diagnostica di alcune patologie articolari, muscolari e tendinee. La tecnica sfrutta la comune ultrasonografia (l’ecografia), applicata tuttavia in modalità differente.

L’elastosonografia consente una valutazione della funzione elastica dei tessuti e si base sul principio che la compressione di un tessuto produce all’interno dello stesso una sollecitazione, minore in un tessuto rigido, maggiore in un tessuto elastico.

Con questo criterio si è in grado, dopo compressione di un tessuto, di dimostrare diversi gradi di sollecitazione tessutale, comparando le immagini del tessuto stesso prima e dopo la sollecitazione compressiva. La sollecitazione viene calcolata in tempo reale dall’ecografo che evidenzia, attraverso calcoli matematici, la presenza di una eventuale lesione o sofferenza del tessuto in modo più definito.

Questa tecnica, molto nota da qualche anno per l’analisi e lo studio delle lesioni del gomito (si usa nell’analisi dell’epicondilite o della epitrocleite), in quanto consente di differenziare tra infiammazioni di tendini o delle loro guaine tendinee, sta prendendo piede anche in altri distretti articolari, consentendo una applicazione diagnostica della tecnica stessa superiore alla stessa risonanza magnetica.

Elastosonografia2Le lesioni muscolari, tendinee e di legamenti superficiali sono già evidenziabili con alta definizione da una buona ecografia, effettuabile in statica ed in dinamica (cosa che la risonanza magnetica non consente!).

Spesso, la risonanza magnetica si considera per una completezza dell’analisi (nei casi più gravi) ma molti autori scientifici concordano sul principio che l’ecografia con elastosonografia, specie se accompagnata dalla tecnica ecocolordoppler, può consentire una diagnosi ancora più accurata e con costi decisamente più bassi, senza spesso dovere attendere accertamenti costosi.