Rappresentazione di dove si trova il Timo

La gran parte delle persone non conosce l'esistenza del timo, e l'articolo nasce proprio per stimolare la curiosità del lettore. Il timo non è solo la nota pianta officinale ed aromatica, con proprietà balsamiche, anticatarrali ed antisettiche; con il termine timo si indica anche una ghiandola del corpo umano, un piccolo organo impari localizzato nella porzione centrale interna del torace, detta mediastino (regione superiore) che si posizione un po' sopra il cuore e lievemente al di sotto della tiroide.

Cos'è il Timo?

In medicina è considerato un organo transitorio, in quanto non funziona per tutta la vita della persona, piuttosto va incontro ad una progressiva involuzione variabile da persona a persona. La struttura ghiandolare ha una natura linfatica-epiteliale, e costituisce l'area in cui le cellule linfoidi che provengono dal midollo osseo si differenziano in linfociti T maturi, cellule cioè capaci di difendere l'organismo da agenti estranei. Dunque la funzione del timo è quella di organo linfatico centrale.

Com'è fatto il Timo?

La ghiandola è costituita da due formazioni simmetriche,dette lobi timici, fusi al centro attraverso un ponte i tessuto che dà alla ghiandola la forma di una "H". Col tempo, come detto, la ghiandola tende ad una involuzione, subendo progressiva infiltrazione adiposa delle unità lobulari che lo costituiscono.

I tumori del Timo?

I tumori del timo non sono frequenti, anzi, hanno una rara incidenza (0,15 casi per 100.000 persone), ma rappresentano la più comune lesione mediastinica dell'adulto, colpendo soggetti prevalentemente di età adulta (tra 40 e 60 anni).

I tumori del timo sono classificati dal punto di vista anatomo-patologico in timomi (forme benigne) e carcinomi del timo (forma maligna). Una buona percentuale (40%) di paziente con timoma sono asintomatici e la scoperta del tumore avviene casualmente, magari a seguito di una radiografia del torace.

Quali sono i sintomi del tumore del Timo?

Nel restante 60% dei casi il sintomo primario è rappresentato da dolori muscolari con affaticamento, tant'é che una alta percentuale dei pazienti presenta appunto un quadro clinico di miastenia gravis.

I sintomi, per la debolezza dei muscoli, possono includere una ptosi palpebrale (caduta di una o tutte e due le palpebre), diplopia (il paziente vede doppio), instabilità nella stazione eretta, debolezza alle braccia ed alle mani, dolori e crampi alle gambe, modifiche dell'espressione facciale, disfagia (difficoltà nel deglutire), fiato corto, voce alterata (rinolalia, voce nasale) da debolezza dei muscoli faringei, rigurgito.

Oltre ai dolori muscolari, crampi, facile affaticamento, sintomi tra i più comuni di questa patologia sono:

  • dolore toracico ricorrente (spesso il paziente ricorre a controlli cardiologici senza alcun esito!)
  • tosse stizzosa (specie quando la massa aumenta considerevolmente nel mediastino)
  • dispnea (l'affanno respiratorio è sintomo comune ma fuorviante; il paziente pensa di avere allergie o asma!)
  • fenomeni clinici da compressione locale (sindrome da ostruzione venosa, paralisi neurologiche)
  • perdita di peso
  • disordini legati a turbe del sistema immunitario (i più comuni sono appunto la miastenia gravis, la Sindrome di Lambert-Eaton, la miosite, la distrofia miotonica, il mieloma multiplo, la pancitopenia, la aplasia delle cellule rosse, il LES, la sindrome di Sjogren, la tiroidite di Hashimoto, la miocardite, il morbo di Addison, eccetera)
  • febbre
  • sudorazione notturna

Quando la sintomatologia è varia, coinvolgendo più ghiandole del corpo, con i connotati di un disordine immunitario predominante, si parla di sindrome paraneoplastica o di varie forme di sindromi paratimiche.

Come si diagnostica il tumore del Timo?

La diagnosi della presenza di una massa mediastinica in prima istanza è fatta con una radiografia, secondariamente tutto è definito con la tomografia computerizzata (TC) del torace, che consente anche la possibilità di un aspirato per la analisi dei tessuti. La risonanza magnetica nucleare (RMN) è più usata per definire il carattere infiltrativo della massa, mentre sono ancora in discussione i possibili vantaggi dell'uso della tomografia ad emissione di positroni (PET) poiché i risultati ancora scarsi e contrastanti).

Come si cura il tumore del Timo?

La rimozione chirurgica è attualmente la procedura più efficace nella terapia dei tumori del timo con intervento generalmente effettuato per via sternotomica mediana longitudinale. nonostante escissioni (exeresi) chirurgiche ampie le recidive ci possono essere sempre, da qui l'uso di terapie postoperatorie (radioterapia e chemioterapia), che si possono usare anche quando l'intervento chirurgico non è fattibile. Attualmente i migliori risultati sono stati ottenuti con i protocolli PAC (cisplatino, doxorubicina e ciclofosfamide) ed ADOC (cisplatino, doxorubicina, vincristina e ciclofosfamide), messi in atto da un gruppo italiano. Certo è che il contributo al migliore risultato è dato dalla tempestività di intervento.