Cura distorisione caviglia

Una distorsione di caviglia può essere ripresa e prevede diverse fasi di approccio così riassumibili:

Fase I - Questo periodo dura da 1 a 3 settimane; le distorsioni di caviglia di grado 1°-2° e 2°-3° sono trattate in modo simile, e risulta essere utile per tutte un breve periodo di immobilizzazione. Un trattamento precoce standard segue l'acronimo RICE: Rest = riposo, Ice = ghiaccio, Compression = compressione, Elevation = scarico venoso. Questo protocollo comprende un precoce trattamento del sanguinamento e dell'edema, la riduzione dei quali è essenziale nel trattamento e nel recupero funzionale.

E’ utile una immobilizzazione iniziale in uno stivaletto deambulatorio (cavigliera), fino a quando non si ha una remissione del gonfiore, ma può essere utilizzato anche un tutore rigido di caviglia. Lo stivaletto deambulatorio può essere rimosso, per consentire l'applicazione di una borsa di ghiaccio o per realizzare un massaggio con ghiaccio per venti minuti, quattro volte al giorno, durante le 48 ore della fase di tumefazione della lesione. Nel corso di questo trattamento precoce si include una compressione elastica o un dispositivo di compressione pneumatica. Anche se inizialmente, a causa del dolore, può essere necessario l'uso di stampelle, uno stivaletto deambulatorio o un tutore rigido di caviglia proteggeranno i legamenti lesionati e consentiranno un carico precoce. Gli scopi del trattamento sono la riduzione della tumefazione e un'immobilizzazione di protezione della caviglia.

stivaletto deambulatorioQuando si ha una remissione del dolore, dell'edema e del pregresso ematoma, si può iniziare una precoce immobilizzazione. In questo periodo può essere utile la terapia fisica combinata: ultrasuoni a basse frequenze, associati a correnti antalgiche forniscono un grande ausilio nel recupero anatomo-clinico. Grande applicazione ha trovato, nell’ultimo periodo, l’uso della Tecar terapia.

Fase II - Questo periodo può durare da 4 a 8 settimane. Alla remissione del gonfiore, che in genere avviene dopo 1-3 settimane, alla caviglia è opportuno applicare una struttura a protezione dei legamenti, tramite stivaletto deambulatorio o tutore semirigido. Da questo momento inizia la riabilitazione attiva, finalizzata a:

  • ripristino della propriocettività
  • ripristino della forza dei muscoli peronei;
  • ripristino della mobilità articolare.

Il processo avviene con l’esecuzione di esercizi semplici di coordinazione (ad esempio movimenti delle dita per arricciare un piccolo asciugamano posto sul pavimento aiuta il recupero della funzione dei tendini flessori ed estensori). In questa fase grande spazio deve essere concesso alle tavolette propriocettive con sfere di grandezza graduata, che hanno dimostrato offrire grande beneficio nel recupero propriocettivo e della forza muscolare; esercizi di contrazione isotonica ed isometrica in eversione contro resistenza rafforzano i muscoli peronei.

Fase III - Tra la quarta e la sesta settimana, in presenza di stabilità del mortaio tibio-astragalico, il paziente può iniziare la riabilitazione finalizzata alle normali attività quotidiane ed allo sport. Può essere utile l’uso di un tutore per la caviglia che sia funzionale protettivo o di un bendaggio funzionale (taping) prima dell’esercizio.

tutore caviglia

Il ripristino dovrebbe essere graduale, alternando attività con movimenti lineari dell’articolazione tibio-astragalica su un piano (ad esempio la corsa) a movimenti in cui l’articolazione stessa è impegnata sui tre piani dello spazio, attraverso anche l’uso di macchine per esercizi contro resistenza, corde sportive, eversioni ripetute della caviglia sospesa, eccetera. Quando il paziente è in grado di effettuare facilmente dei saltelli senza aiuti e su una gamba sola la riabilitazione è completa.