Basta con i cibi grassiL'alimentazione nei paesi occidentali è molto ricca, forse troppo, e questo fattore ambientale, associato a sedentarietà e predisposizione familiare, porta progressivamente ad un incremento del contenuto di grassi nel sangue, con il conseguente rischio di affaticamento del circuito cardiovascolare e degli organi ghiandolari, come il fegato, deputati alla digestione. Si definiscono DISLIPIDEMIE tutte quelle condizioni cliniche in cui abbiamo variazioni importanti della concentrazione e della composizione di una o più classi lipoproteiche (le lipoproteine sono molecole di grassi e proteine che circolano nel sangue trasportando tali substrati energetici nei vari distretti dell’organismo). Le dislipidemie riconoscono una base genetica (predisposizione familiare) ed una secondaria a malattie specifiche, come sindrome nefrosica, cirrosi epatica, pancreatite, etc...

Un eccesso di lipidi (grassi) nel sangue espone il soggetto ad infarto e ictus. In questo gruppo di patologie la dieta riveste una grande importanza, anche se in alcuni la terapia farmacologica di supporto è fondamentale. Nel caso di dislipidemie in generale bisogna:

  • Controllare il peso corporeo e quindi ridurre l'apporto calorico in caso di sovrappeso;
  • Limitare l’apporto alimentare di grassi, usando prevalentemente grassi poli-insaturi (presenti prevalentemente nelle verdure, ad esempio l’olio di oliva, o nel pesce) rispetto a grassi saturi (presenti prevalentemente nelle carni o derivati come burro)
  • Ridurre il consumo di formaggi duri, stagionati (a maggiore contenuto di colesterolo) a favore di formaggi morbidi (con minore contenuto di colesterolo);
    Ridurre l'apporto di zuccheri semplici come il saccarosio e i dolci in generale;
  • Eliminare la frutta secca;
  • Ridurre al’apporto di alcolici.
Per una strategia di educazione alimentare mirata a ridurre i livelli di colesterolo e trigliceridi circolanti vengono proposti i seguenti consigli nutrizionali:
  • acidi grassi totali: <30% delle calorie totali;
  • acidi grassi saturi: <10% delle calorie totali
  • acidi grassi polinsaturi: <10% delle calorie totali
  • la quota restante di grassi deve essere fornita sotto forma di acidi grassi monoinsaturi (olio d’oliva).
  • apporto di colesterolo: <300 mg/die
  • carboidrati complessi: 55% delle calorie totali
Un esempio classico di dieta per un paziente con ipertrigliceridemia di 40 anni, con IMC>25 kg/mq ed un metabolismo basale di 1700 Cal/die è il seguente:
  1. Colazione: latte parzialmente scremato 150g + 10g di zucchero + 30g di fette biscottate;
  2. Spuntino: 200g di frutta di stagione;
  3. Pranzo: minestra di brodo vegetale con 30g di pasta+100g di vitello ai ferri + 200g di finocchio e 50g di pane cotto;
  4. Merenda: spremuta di agrumi 200g;
  5. Cena: riso al pomodoro 70g + 150g branzino al forno + 120g di radicchio cotto + 50g di pane integrale + 200g di frutta fresca di stagione.

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