disegno di spermatozoi che cercano di fecondare un uovo femminileIl problema dell'infertilità o sterilità (intesa come mancato concepimento dopo cinque anni di rapporti liberi) è nel mondo occidentale molto diffuso, l’aggravamento di questo fenomeno, negli ultimi venti anni, come spesso succede, riconosce diverse concause, escludendo ovviamente quelle situazioni che di fondo riconoscono una patologia (tolta la quale spesso poi si risolve il problema):

stili di vita stressanti, fumo di sigaretta, inquinamento ambientale, soprappeso ed obesità.

Certo, qualcuno potrebbe dire “io conosco una coppia di obesi che hanno avuto figli”: l’obesità ed il soprappeso non rappresentano in sé un fattore scatenante l'infertilità o la sterilità, ma rappresentano un fattore di rischio che, miscelato con gli altri fattori sopra accennati, rappresentano quel “muro invisibile” che impedisce l’incontro felice di un ovulo con uno spermatozoo. Le ridotta fertilità di uomini (soprattutto) e donne è dunque il frutto di un mix patogeno, che può in alcune persone più sensibili di altre rappresentare un ostacolo insormontabile per la fecondazione. Da qui la necessità, ove possibile, di correggere questi fattori a proprio vantaggio e l’alimentazione è appunto uno di questi.

Dimagrire (se si è in soprappeso o obesi) e aumentare i livelli di attività fisica aumentano le probabilità di un concepimento per chi ha difficoltà, per due motivi:

  • da una parte si stabilizza il profilo ormonale;
  • dall’altro si aumenta la capacità di incontro di ovuli e spermatozoi “funzionanti”.

La necessità di nutrirsi di alimenti sani che agevolino il sistema digestivo contribuisce anche alla prevenzione di disturbi molto frequenti in presenza di abusi o di alimenti scorretti e, nel contempo, di problemi di fertilità. Mangiare sano è poi importante anche per le fasi durante e dopo la gravidanza, come prevenzione primaria di malformazioni fetali, anomalie della crescita e patologie della gravidanza e del parto.

Alimenti naturali come grano, frutta e verdura sono da includere nella dieta di chi desidera una gravidanza, contenendo molte vitamine e minerali, fondamentali per il concepimento e lo sviluppo del feto.

Fonti proteiche, come carne e pollame, contribuiscono a mantenere il livello di ferro nel sangue e di calcio.

Gli alimenti lattiero-caseari, come latte, yogurt e formaggi, pesci, come sardine e salmone sono tutti buoni alimenti perché contengono grassi saturi oltre a contenere calcio, che migliorano la circolazione sanguigna.

Ciò che tuttavia bisogna attenzionare, nella vita di tutti i giorni, è la qualità degli alimenti. Mangiare fibra (altro nutriente utile nella dieta presente molto in ortaggi, come piselli, broccoli e zucca),  antiossidanti (che contrastano gli effetti dell’invecchiamento e dell’inquinamento, presenti in mirtilli, cavolo rosso e peperoni) non serve se i prodotti alimentari che consumiamo sono poi conservati nella plastica o provengono da colture OGM (organismi geneticamente modificati). Spesso infatti le informazioni che noi abbiamo contrastano con la realtà dei fatti: un broccolo allevato in modo “casalingo” contiene certamente il triplo di antiossidanti di un broccolo che proviene da una coltura intensiva, in cui i terreni sono imbottiti di medicinali e poveri di materie prime. Un pollo ruspante contiene più proteine sane e pochi ormoni, rispetto a quelli allevati in modo industriale; la carne di maiale conservata tra polistirolo e plastiche è meno “salutare” di quella che viene appena tagliata dal macellaio…a cosa si vuole arrivare con questo discorso?

La differenza tra i nostri genitori e nonni rispetto alle nostre generazioni non sta in quello che mangiamo, ma in quanto ne mangiamo (troppo, da qui il soprappeso) e da dove viene ciò che mangiamo. L’inquinamento ambientale di cui si parla, corresponsabile dell’aumento della infertilità e sterilità delle nostre generazioni, è figlio del progresso che ha immesso nella filiera alimentare la possibilità di “gonfiare” gli alimenti, conservarli, pre-riscaldarli, surgelarli, senza poi verificare, realmente, ciò che giunge alla tavola di tutti noi. Cambiare lo stile di vita alimentare dunque, non riguarda solo coloro che, avendo difficoltà a procreare ed essendo vegetariani devono mangiare carne, ma riguarda anche coloro che, pur mangiando tutto, ed essendo normopeso, devono incominciare a verificare quante cose, di quelle che mangiano e devono, sono contenute in contenitori di plastica, cellofan, polistirolo e quant’altro… lì avranno dunque la misura di uno dei perché non riescono ad avere figli.

Uno studio francese (condotto da ricercatori italiani, W l’Italia), ha dimostrato in modo inequivocabile la inversa correlazione tra il diffondersi dell’uso della plastica nella conservazione di alimenti liquidi e solidi nell’industria alimentare, e la progressiva riduzione della fertilità di coppia in Europa… c’è da riflettere sul perché tali studi vengano poi “dimenticati” dal mondo accademico.

Che poi ci siano alimenti sconsigliati per chi vuole procreare ci sono pochi dubbi, esistono e vanno considerati, come i dolcificanti artificiali (influenzano i livelli di zucchero nel sangue e l'equilibrio ormonale), i grassi animali (burro, lardo e margarina irrigidiscono le membrane cellulari), la caffeina (ostruisce i vasi sanguigni, riduce il flusso di sangue all'utero e complica l’ovulazione) l’eccesso di carne (aumenta i livelli di ammoniaca nel sangue, inibendo la fecondazione delle uova nell’utero) gli alcolici (aumentano i livelli di prolattina, ormone che regola la produzione di latte ma che riduce la probabilità di concepimento).