Unghie dei piedi con funghi

La onicomicosi è un'infezione dell'apparato cutaneo da funghi (miceti) che comprendono dermatofiti, muffe e lieviti (principalmente la specie Candida).

Cos'è l'onicomicosi?

Le unghie dei piedi sono quelle più colpite da onicomicosi (l’80 % dei casi), subendo comunemente infezioni da dermatofiti (il Trichophyton rubrum è il più comune). Esistono diverse forme di onicomicosi anche in base alla posizione della infezione:

  • onicomicosi distale e laterale subungueale (DLSO),
  • onicomicosi bianca superficiale (SWO),
  • onicomicosi prossimale,
  • onicomicosi sub-ungueale (PSO),
  • onicomicosi da candida,
  • onicomicosi distrofica.

Una qualsiasi delle suddette varietà di onicomicosi può evolvere in totale distrofia delle unghie e con la possibile caduta definitiva delle stesse. Il trattamento non deve essere istituito unicamente su basi cliniche . Sebbene il 50 % di tutti i casi di distrofia ungueale sono fungine in origine, non è sempre possibile individuare tali casi accuratamente ed il trattamento, stabilito con il medico, deve essere somministrato a lungo termine.

Come si diagnostica l'onicomicosi?

La diagnosi deve basarsi su una valutazione clinica, confortata da eventuali analisi di laboratorio, analisi al microscopio ed eventuali esami di sangue. Spesso la malattia è sottovalutata, considerata come un problema estetico, ma in realtà essa può essere spia anche di condizioni patologiche importanti (diabete, vasculopatie, deficit del sistema immunitario, eccetera).

Chi è più predisposto ad una onicomicosi?

Si riconosce una certa predisposizione alla malattia, soggetti con pelli delicate e sensibili sono certamente più soggetti a questo rischio, tuttavia i fattori ambientali (igiene e stile di vita) e concomitanti malattie possono accentuare questo rischio. Sull’igiene appare evidente che palestre, piscine, bagni pubblici, eccetera, espongono a tale rischio se si entra in contatto con aree non pulite, tuttavia anche l’uso di scarpe che raramente sono sottoposte a pulizia (magari per uso professionale), ma anche l’uso prolungato di scarpe che non fanno “respirare” la cute espone al rischio di onicomicosi (i podisti sono tra coloro che sono a rischio), così come l’uso di detergenti aggressivi o l’esposizione della cute dei piedi a prodotti chimici aggressivi.

Malattie come il diabete, le vasculopatie, i deficit del sistema immunitario (AIDS, trattamenti chemioterapici, eccetera), malattie reumatiche (artrite reumatoide, artrite psoriasica) possono aumentare il rischio di onicomicosi.

Terapie e cure per l'onicomicosi?

Fatta la diagnosi la terapia si basa su una attenzione alla igiene plantare, usando scarpe comode e che fanno traspirare la cute, prodotti che idratano e ripristinano il normale PH cutaneo in sede depurando la cute (come cheratolici si possono usare acido benzoico, perossido benzilico, acido salicilico), e una terapia antibiotica antifungina, da praticarsi in sede topica che per uso orale. Poiché i farmaci contro la onicomicosi hanno una certa epatotossicità, per cure prolungate è opportuno verificare con periodicità la funzionalità del fegato.

Tra gli antifungini più comuni dobbiamo ricordare l’imidazolo, la griseofulvina, la terbinafina, l’itraconazolo. Un prodotto da banco molto usato, per stabilizzare la cute in sede di onicomicosi è l’ittiolo, (ictammolo o ammonio solfoittiolato), unguento di origine naturale usato per curare piccole infezioni cutanee. Questo fluido viscoso di colore nero-bruno, con caratteristico odore pungente è un antisettico, antiflogistico, anti-irritante e batteriostatico.