manipolazione osteopaticaDai sostenitori sentirete dire che l’osteopatia è una vera e propria scienza, da altri che è un “business”.

Per altri ancora l’osteopatia è una interpretazione filosofica della medicina. Di fatto, oggi l’osteopatia è una realtà integrata alla medicina con cui si deve avere a che fare e di cui bisogna sapere parlare senza pregiudizi. Il “padre” fondatore di questa “scienza” è lo statunitense Andrew Taylor Still, un medico con formazione allopatica che interpretò l’uomo come una somma non aritmetica di sistemi ed apparati dalla cui funzionale coordinazione dipende lo stato di salute dell’individuo.

La “struttura” (“osteon”) è il punto di partenza da cui si deve determinare la causa e dunque la eliminazione o la risoluzione di una patologia: la conoscenza della anatomia e della fisiologia è alla base di questo modus operandi della osteopatia. La comprensione dell'integrazione tra corpo, mente e spirito, l'interrelazione fra la struttura e la funzione, e la capacità del corpo di guarirsi da solo sono i presupposti da cui avviare un insieme di tecniche (appunto dette osteopatiche), non convenzionali, volte al trattamento delle disfunzioni che sono alla base di una patologia.

Il principio è quello di intervenire con farmaci o chirurgia il meno possibile, sfruttando le proprietà rigenerative e curative degli stessi tessuti stimolando tale proprietà con un'attenzione particolare al sistema neuro-muscolo-scheletrico, considerato come un processore, una sintesi su cui il Sistema Nervoso Vegetativo svolge costantemente una autonoma azione di controllo dell'omeostasi corporea a tutti i livelli.

La manipolazione osteopatica è dunque rivolta all'evocazione di migliori condizioni di efficacia del Sistema Nervoso Vegetativo del soggetto, per ridurre il dolore e ristabilire, in modo autonomo, lo stato di salute di un individuo. I presupposti teorici sono validi ed anche l’applicazione, se coerentemente e perfettamente integrata, fornisce grandi risultati; di fatto però ci sono molti dubbi, specie se si considera il fatto che ad oggi il legislatore italiano non si è pronunciato sulla validità della scienza osteopatica e sulle modalità legali di potersi considerare osteopata: ad oggi chiunque può dichiararsi osteopata, basta seguire ed ottenere qualche diploma o qualche corso eseguito dalle diverse associazioni culturali o “scuole” di osteopatia. Questa è un’ombra, poiché un semplice corso di qualche fine settimana non può invalidare il sacrificio di tanti che, studiando, ottengono lauree e diplomi (fisioterapisti, psicomotricisti, medici, eccetera).

La mia personale considerazione è che l’osteopatia debba essere uno strumento da prendere in considerazione per coloro che, nel settore della salute e della prevenzione, sono abilitati a “mettere le mani addosso ad un paziente”: il resto rischia di diventare ciarlataneria, cialtroneria e raggiro.