Mal di panciaIl termine volvolo deriva dal latino “volvere” (arrotolare, avvolgere intorno) e si usa in medicina per indicare una patologia chirurgica rara ma possibile, specie a carico dei bambini (colpisce il diverticolo di Meckel nei bambini in età compresa tra 4-12 anni), caratterizzata dalla torsione su se stesso di un segmento dell’intestino, come un tubo di gomma che, avvolgendosi su se stesso, impedisce il transito nel suo lume (in questo caso viene interrotto il transito delle feci).

Cause che predispongono ad un volvolo possono essere un'ipercinesia (iperfunzionamento) dell'intestino, l'ingestione di corpi estranei e la presenza di masse tumorali.

L’ostruzione più frequentemente colpisce il colon nel tratto sigmoideo (in quanto più predisposto e mobile) e a seguito della occlusione intestinale meccanica indotta scatena una necrosi da assenza di flusso sanguigno dell'organo per strozzamento. Il quadro clinico è definito “addome acuto” e la sindrome occlusiva che ne deriva si caratterizza per:

  1. dolore addominale ad andamento colico spesso violento;
  2. vomito biliare (colore verde bottiglia);
  3. aumento del meteorismo (gonfiore) intestinale;
  4. arresto nell’emissione di gas e feci.

Nei casi più violenti o sottovalutati si può arrivare allo stato di shock, con facies sofferente caratteristica e polso cardiaco piccolo e frequente. Alla visita si evidenzia in genere addome disteso e globoso per l’eccessivo gas intestinale, alla palpazione si apprezza una sorta di pallone tambureggiante alla percussione con dolore palpatorio evocabile (segno di peggioramento ingravescente).

Ascoltando con il fonendoscopio si può rilevare un aumento della peristalsi intestinale (borborigmi) o, in alcuni casi un “silenzio ascultatorio”, tipico nelle fasi terminali con peritonite da perforazione intestinale secondaria al fatto occlusivo.

La diagnosi si basa sugli elementi clinici raccolti e su una serie di indagini radiografiche (evidenziano in generale il grado ed il livello della occlusione ed in alcuni casi permettono di individuare la causa del volvolo; un esame ecografico e una TC (Tomografia Computerizzata), possono contribuire nella diagnosi oltre che nella identificazione della causa. Gli esami ematochimici servono a verificare lo stato di compromissione generale del paziente.

Il trattamento è chirurgico e deve essere precoce; l’intervento chirurgico d’urgenza è sempre obbligatorio, e consiste in una semplice de-rotazione dello stesso. In pratica il tubo intestinale viene riallineato e dunque canalizzato. La semplicità dell’intervento dipende dalla tempestività con cui si interviene: più ritardato è l’intervento maggiori sono le probabilità di compromissione del tubo digerente e delle strutture circostanti, e dunque maggiore è l’invasività per il recupero funzionale e la salvaguardia della vita del paziente; in mancanza di segni di ripresa della vitalità dell'organo intestinale coinvolto si può procedere a resezione dello stesso con ricostruzione anastomotica.

Risolto l’evento acuto, la normale alimentazione per bocca può essere ripresa con cautela, evitando grossi pasti o alimenti difficili da digerire, con il riposo da attività fisiche per qualche mese.