Modella MagraFarmaci che riducono l’assorbimento intestinale: è uso comune (non condiviso dai medici) quello di associare una dieta dimagrante a normali lassativi.

Essi promuovono la rapida perdita di liquidi corporei, quindi la disidratazione indotta dai purganti favorisce rapide riduzioni di peso, ma è evidentemente un dimagrimento fittizio, poiché non tutto quello che si è perso è grasso.

Certamente un aiuto alla dieta lo forniscono, poiché con il loro effetto riducono la quantità di nutrienti assorbita, accelerando il transito intestinale, ma a discapito della propria salute, con effetti indesiderati (diarrea, crampi addominali, flatulenza, astenia, spossatezza, disidratazione, alterazioni della flora batterica intestinale, colite ipotonica e stipsi cronica).

Farmaci invece riconosciuti validi per dimagrire sono gli inibitori delle lipasi, tra tutti l'orlistat, che riduce del 40% la capacità del nostro corpo di assorbire i grassi assunti con la dieta, bloccando l'enzima lipasi, il responsabile della digestione e dunque assorbimento dei grassi. Il corpo, non potendo assorbire grassi, li espelle e questi, aumentando il transito intestinale, riducono ulteriormente l'assimilazione di calorie.

In italia, dal 2009 l'orlistat è approvato come medicinale da banco (OTC), unicamente per la vendita ai pazienti maggiorenni (lo si può comprare senza ricetta medica). Appare evidente che gran parte degli effetti collaterali di questo farmaco sono su base gastrointestinale: crampi, diarrea, steatorrea, perdite oleose, feci puzzolenti).

Farmaci che agiscono sul metabolismo corporeo: negli anni passati vi era stato un grande uso degli ormoni tiroidei, capace di aumentare i consumi energetici dell’organismo umano, per fare dimagrire le persone.

Oggi è in uso la Metformina, farmaco classicamente usato per curare il diabete, che pare indurre riduzioni di peso poiché in grado di agire sul metabolismo con effetti non ancora del tutto chiariti (sono invece noti gli effetti collaterali come astenia, vertigini, gusto metallico, nausea).

Ad oggi il mondo scientifico punta sui farmaci come aiuto per dimagrire, ma l'organizzazione mondiale della sanità concorda sul fatto che il dimagrimento non corrisponde al mantenimento e che dunque, finito l'effetto del farmaco, il mantenimento del peso raggiunto debba essere gestito con uno stile di vita adeguato: dieta e attività fisica.

Ma se questi sono gli elementi finali per gestire il proprio peso, a che serve curarsi coi farmaci il proprio sovrappeso se poi devo comunque fare sacrifici per mantenerlo?

Forse è più utile applicare tali concetti (dieta ed attività fisica) anche alla fase di dimagrimento, si farebbero grandi passi in avanti e si eviterebbe il fastidioso problema del cosiddetto effetto yo-yo nelle diete, ed il rischio comunque di un uso di farmaci dimagranti per il proprio organismo (Abuso e dipendenza potenziali, Tolleranza, Riluttanza a modificare il comportamento mentre si usano farmaci con obbligo di ricetta, Effetti collaterali).

Leggi anche la prima parte dell'articolo I farmaci dimagranti parte I