Donna che si misura il girovitaL'uso dei farmaci per dimagrire è molto comune in Italia e nei paesi occidentali: il desiderio di raggiungere il peso forma con mezzi rapidi è purtroppo una richiesta comune ed i dietologi si attrezzano con quel che possono, consapevoli del fatto che ad oggi, non c'è farmaco per dimagrire che non abbia effetti collaterali importanti, e non c’è persona che, usando il farmaco, pur avendo perso tanti chili di grasso, non abbia poi ripreso gli stessi, talora con gli interessi, in un breve arco di tempo dopo avere cessato la cura! Certamente la risposta dei pazienti al farmaco è varia, alcuni perdono più peso rispetto ad altri, ma l’effetto dei farmaci è indubbio e scientificamente provato: in media con i farmaci dimagranti si perde più peso in breve tempo (entro 6 mesi dall’inizio della terapia)  ed a breve termine il dimagrimento negli individui obesi può ridurre molti rischi legati alla salute: il dimagrimento con farmaci spesso si associa a stabilizzazione di pressione sanguigna, colesterolo nel sangue, trigliceridi (grassi) ed insulino resistenza.

Recenti acquisizioni scientifiche tendono ad indicare nei farmaci la soluzione a lungo termine per il trattamento della obesità, tuttavia sono necessarie ulteriori ricerche per stabilire gli effetti a lungo termine dei farmaci dimagranti sul peso e sullo stato di salute generale. Ma per completezza, quali sono i farmaci dimagranti?

In Italia si definiscono farmaci dimagranti i seguenti: farmaci che agiscono sul sistema nervoso inibendo il senso della fame, detti anche anoressizanti, hanno importanti restrizioni in Italia.

Questi farmaci inibiscono il senso di fame aumentando la quantità di uno o più neuro-trasmettitori che influiscono sull’umore e sull’appetito. Tra questi si devono ricordare la Sibutramina (in commercio in Italia, regola il senso di fame e aumenta il consumo dell'energia da parte dell'organismo, potenziando l'attività di serotonina e noradrenalina. E’ indicata per chi ingrassa perché brucia poco, tuttavia aumenta la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca), la Fentermina (assente dal commercio di farmaci in Italia, può causare sbalzi di pressione e frequenza cardiaca, insonnia, nervosismo), il Dietilpropione (assente dal commercio di farmaci in Italia, può causare vertigini, mal di testa, insonnia, nervosismo), la Fendimetrazina (assente dal commercio di farmaci in Italia, causa insonnia e nervosismo, il Bupropione, antidepressivo che determina secchezza delle fauci ed insonnia, il Topiramato, antiepilettico che può determinare intorpidimento della pelle ed alterazioni nel gusto, e la Zonisamide, antiepilettico che causa anche sonnolenza, secchezza delle fauci, vertigini, mal di testa, nausea.

Di questi ultimi, i medici ne approvano l'uso sul breve periodo, per alcune settimane, ma alcuni possono consigliare l'uso di tali farmaci per periodi più lunghi: questa pratica viene definita "uso off-label" oppure "uso fuori scheda tecnica". A questo ampio gruppo appartengono poi le anfetamine, ben note sostanze capaci di ridurre il senso della fame e di accelerare il metabolismo.

L'anfetamina ed i relativi derivati fanno parte di una più vasta classe di composti denominati fenetilamine, sono stimolanti sintetici usati per sopprimere l'appetito, controllare il peso e trattare disturbi mentali e comportamentali compreso narcolessia e ADHD (sindrome da deficit di attenzione ed iperattività). A lungo termine presentano molti effetti collaterali da abuso, come la dipendenza psicologica e l'esaurimento fisico e malnutrizione/denutrizione estrema fino alla cachessia e alla morte.

 

Continua... (I farmaci dimagranti parte II)